Omega Speedmaster, storia (e valori stellari) dell’orologio che andò sulla Luna
La Nasa scelse quel modello per la sua resistenza a vibrazioni e oscillazioni di temperatura. E anche perché piaceva agli astronauti dell’Apollo 11. Ecco i nuovi modelli celebrativi
di Paco Guarnaccia
3' di lettura
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Non solo l’uomo, anche lo Speedmaster di Omega 50 anni fa ha conquistato la Luna. Infatti, l’orologio che era stato lanciato 12 anni prima dalla maison svizzera (attualmente nel portafoglio dei brand di Swatch Group), nel 1969 era in dotazione a ogni membro dell’equipaggio dell’Apollo 11 (il comandante Neil Armstrong, il pilota del modulo lunare Edwin “Buzz” Aldrin e il pilota del modulo di comando Michael Collins).
Un segnatempo con cronografo, fin dai tempi del progetto pilota “Gemini” del 1963, era considerato dai tecnici fondamentale per calcolare i tempi delle manovre in caso di avaria delle strumentazioni digitali a bordo. Il modulo Apollo 11 atterrò sulla Luna alle 20:17:40 utc (tempo coordinato universale) del 20 luglio 1969 e il primo passo sulla Luna di Armstrong fu compiuto il giorno successivo, alle 02:56:15 utc del 21 luglio. Pochi minuti più tardi (alle 03:15:15 utc) fu il turno di Aldrin, che al polso aveva lo Speedmaster che da quel momento diventò, ufficialmente, il primo orologio a essere indossato sulla Luna conquistandosi (sul campo) il titolo che tuttora lo accompagna di “Moonwatch”.
La scelta di Speedmaster da parte della Nasa non fu una conseguenza di accordi di marketing e product placement, ma fu frutto di una rigorosa selezione avvenuta dopo che questo orologio ebbe superato una serie di rigidi test qualitativi. Lo ha raccontato colui che, all’epoca, scelse Speedmaster, l’ex ingegnere aerospaziale della Nasa James Ragan, a margine dell'evento celebrativo di Omega che si è svolto a Cape Canaveral (in Florida) il 9 maggio scorso: «Tra i test, quelli che facevano la differenza erano quelli relativi alla resistenza alle vibrazioni e all’escursione termica. Esami che tra tutti gli orologi superò solo Speedmaster che, combinazione, era anche il preferito dagli astronauti. Una volta comunicato loro il vincitore non mi restò che andare a comprarli nei negozi…».
Questo è quello che è successo e che ha fatto entrare nel mito questo orologio, declinato in seguito in una collezione importante che quest’anno vive tanti momenti speciali legati all’allunaggio. A partire dal lancio di una serie di modelli celebrativi. Il primo a esser presentato è stato lo Speedmaster Apollo 11 50th Limited Edition in 1.041 esemplari in oro Moonshine, con un retro particolarmente denso di citazioni: mostra, infatti, un pezzetto di meteorite lunare, l’immagine degli Stati Uniti e le scritte “Apollo 11-50th Anniversary” e “The First Watch Worn on the Moon”. Questo modello è una riedizione attuale di uno storico orologio prodotto tra il 1969 e il 1973 per rendere omaggio - durante una cena che si svolse qualche mese dopo l’allunaggio - a tutti gli astronauti (sia i presenti sia quelli in servizio) che lo ricevettero in dono. A loro vennero consegnati i numeri dal 3 al 28 e dal 1001 al 1008, mentre gli altri furono messi in vendita. Il numero 1 e il 2 erano destinati al presidente e al vice presidente degli Usa (che all’epoca erano rispettivamente Richard Nixon e Spiro Agnew), ma che proprio per il loro ruolo non potevano accettare regali di nessun tipo.
Il secondo lancio si chiama sempre Speedmaster Apollo 11 50th Limited Edition ma, in questo caso, la produzione è di 6.969 esemplari. Si tratta di un orologio in acciaio con lunetta in oro Moonshine. Sul quadrante, a ore nove, si vede l’immagine di Buzz Aldrin che scende sulla Luna. Sul fondello, realizzata al laser, ecco la mitica impronta lasciata sulla Luna e la storica frase pronunciata da Armstrong mentre scendeva sul suo suolo: «That’s one small step for a man, one giant leap for mankind» (questo è un piccolo passo per un uomo, ma un enorme passo per l’umanità, ndr.).




