Oltre la forma: rimedi pratici per una governance reale nelle imprese familiari
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Lo scorso mese di Gennaio AIDAF – associazione il cui scopo è sostenere lo sviluppo, l’etica e la continuità delle aziende familiari - ha pubblicato una versione aggiornata dei principi di governance presentati in prima edizione nel 2017.
L’applicazione di questi principi rappresenta per il capitalismo italiano una sfida che va ben oltre la semplice conformità tecnica, in quanto è il presupposto chiave per la sua continuità nel medio e lungo periodo.
Il passaggio da una gestione personalistica – prassi quanto mai diffusa nelle imprese famigliari italiane - ad un sistema di pesi e contrappesi formalizzati tocca tuttavia corde profonde, dove la razionalità aziendale si scontra inevitabilmente con la dimensione emotiva del fondatore e della sua discendenza.
Il principale ostacolo ad una sua diffusione e radicamento risiede nella configurazione stessa del potere: il modello dell’amministratore unico, garante storico della rapidità decisionale, fatica a cedere il passo alla collegialità di un Consiglio di Amministrazione, proposto nei principi.
Per superare questa resistenza, l’approccio più efficace non dovrebbe essere tanto l’imposizione immediata di uno schema rigido, bensì l’introduzione graduale di organi consultivi, come gli advisory board. Questi laboratori di confronto consentirebbero alla famiglia di sperimentare i benefici di una visione esterna senza percepire nell’immediato una perdita di sovranità, abituando gradualmente la Proprietà ad una dialettica che arricchisce la strategia invece di rallentarla.








