Oltre 6 milioni di italiani all’estero attendono il voto digitale, l’Alto Adige annuncia la sperimentazione
Due le sperimentazioni avviate in passato, la terza spetterà all’Alto Adige nel 2028 per le amministrative
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Introdurre il voto elettronico per gli oltre 6 milioni di italiani residenti all’estero ed estendere questa opportunità a chiunque viva in Italia con un domicilio diverso dalla residenza.
Con il Referendum Costituzionale in materia di Giustizia del prossimo 22 e 23 marzo, si torna a parlare della possibilità di poter votare in futuro senza spostarsi nel proprio comune di residenza.
In questa occasione, ricordiamo, gli italiani che vivono fuori dal Paese possono esprimere il proprio giudizio. La stessa regola non vale per chi abita invece fuori regione. Ed è per questo che il tema del voto digitale è stato rilanciato, con l’avvio di una terza sperimentazione in Alto Adige per il 2028 per le amministrative.
«Come Eligo eVoting — dichiara la piattaforma — riteniamo che la domanda non sia più se il voto digitale arriverà in Italia, ma come e con quali tempi. L’Alto Adige sta adottando un approccio corretto: una sperimentazione circoscritta, con tempistiche definite e risorse dedicate. È così che si costruisce fiducia attorno a sistemi complessi».
La scadenza nel 2030
Si mormora che l’esordio del voto elettronico possa essere l’ultima strada da percorrere per contrastare l’astensionismo, anche se questo resta una delle tante motivazioni per cui molti desiderano adottare lo strumento anche in Italia.







