Barometro sui furti nel retail 2025

Oltre 4,1 miliardi di furti e perdite nel commercio moderno

Le classifiche dei prodotti più rubati e le contromisure adottate non sembrano essere sufficiente ad arginare il fenomeno

di E.N.

(AdobeStock)

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Emergenza taccheggi e furti nella moderna distribuzione. Nel 2024 sono aumentati in modo particolare gli ammanchi di generi alimentari, prodotti per la cura della persona, l’abbigliamento e accessori. Così lo scorso anno le perdite da taccheggio hanno pesato in media per l’1,2% dei ricavi totali dei retailer, valore più o meno allineato a quello di mercati simili come Francia (1,5% nel 2023) e la Spagna (1,1%). Si tratta di un danno del valore di 4,12 miliardi di euro che per ogni italiano rappresenta un extra costo di 107 euro l’anno. Perdite che in un caso su due sono commessi dai clienti nei punti vendita. Per un altro 21% i responsabili sono i dipendenti ma ci sono anche gli errori dei fornitori (15%) e quelli amministrativi (12%). È quanto rivela il «Barometro sui furti nel retail 2025» di Checkpoint, multinazionale specializzata nelle soluzioni antitaccheggio, e Nielsen Iq che analizza l’andamento delle differenze inventariali. In tutti i casi il fenomeno ha visto un incremento dei danni tanto che il 37% dei direttori dei punti vendita o i responsabili della sicurezza dichiarano di avere registrato un aumento delle perdite.

La hit dei generi alimentari nel mirino dei soliti ignoti vede al primo posto (+90% sull’anno precedente), con un ex aequo, sia le scatolette di tonno che i superalcolici, vini e bevande varie. In classifica anche caffè, formaggio e i salumi, i prodotto gastronomici. Per quanto riguarda gli articoli per la persona ecco quelli per il make up (+90%), le creme e sieri per la cura del viso, per finire con le lamette da barba, i deodoranti e i prodotti per i denti, in particolare gli adesivi per le dentiere. Alla luce della perdita del potere d’acquisto delle famiglie ecco che aumentato gli ammanchi per il cibo e accessori per gli animali di casa e l’abbigliamento, dagli abiti e i completi all’intimo e le calzature. Tutto sommato sembrano essere sotto controllo le perdite degli articoli per la casa (+20%) mentre c’è stata una accelerazione per il fai-da-te: a sparire le pile e le lampadine, in particolare quelle smart. Il reparto elettronica di consumo vede le cartucce per le stampanti, gli accessori per gli smartphone, le cuffie e i vari dispositivi indossabili i prodotti più rubati.

Loading...

Chi sono i responsabili? Secondo il barometro c’è una equa distribuzione tra chi “colpisce” in modo sporadico e le bande organizzate che battono sistematicamente i centri commerciali dove compiono con discrezione raid. Se scoperti i responsabili sempre più reagiscono aggredendo verbalmente o con maniere forti il personale di sorveglianza. Il valore medio del bottino è inferiore agli 80 euro.

Per arginare il fenomeno si investe nelle telecamere di videosorveglianza nella zona, addetti alla sicurezza, sistemi Antitaccheggio e personale di negozio dedicato che controlla l’area del self-checkout che sembrano essere diventate la “via d’uscita” dei soliti ignoti. Un’altra misura hi tech sono le etichette Rfid sempre più presenti all’interno dei prodotti e nelle confezioni che, tra le altre cose, permettono anche di controllare l’arrivo dei prodotti nel punto vendita, il controllo delle giacenze e la gestione degli inventari.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti