Olimpiadi Parigi: Ceccon oro nei 100 dorso, Macchi argento nel fioretto. Il medagliere
L’azzurro, primatista mondiale, ha chiuso con il tempo di 52.00 davanti al cinese Jiayu Xu, argento in 52.32 e allo statunitense Ryan Murphy bronzo in 52.39. La giornata degli altri azzurri
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L’unico azzurro del nuoto che detiene un record del mondo, gambe corte, busto lungo e spalle larghe come gli piace raccontare di sé, si prende l’oro verso il quale sapeva intimamente di nuotare. Thomas Ceccon vicentino, classe 2001, il bel tenebroso dell’Italia che nuota, favorito secondo tutti, a Parigi chiude il cerchio: titolo olimpico dei 100 dorso, la distanza che lo ha portato già sul tetto del mondo con il primato iridato, sempre guardando le stelle, perché quello è il destino dei dorsisti. E ora l’alloro dei cinque cerchi cercato, voluto, atteso, ma non per questo scontato. Il secondo per l’Italia team dopo quello di Nicolò Martinenghi nei 100 rana, ma anche la seconda medaglia personale del veneto dopo quella all’esordio, di bronzo, nella 4X100 stile.
Terzo ai 50 metri, poi la rimonta
L’azzurro si prende l’oro olimpico pur virando ai 50 in terza posizione, ma con una progressione studiata al dettaglio con lucidità e sicurezza ha toccato in 52”: battuti il cinese Jiayu Xu (52’’32) e l’americano Ryan Murphy (52”39). «Ho vinto grazie ai dettagli studiati da tempo», spiega prima di cedere alla gioia: «Sono tanto felice, e anche molto emozionato». Giusto, legittimo, come il suo oro. Ottenuto come era nei piani: ma c’erano da esorcizzare avversari top, come Xu che in alcuni tratti della semifinale aveva nuotato decisamente veloce, scendendo anche sotto i tempi record dell’azzurro.
Ma per arrivare a questo traguardo Ceccon, sul podio olimpico a vent’anni, quando a Tokyo festeggiò un argento e un bronzo con le staffette, ha sempre detto di aver versato sudore e lacrime. Ripagati però anche da due titoli mondiali e quattro ori agli europei e quel 51’’60 stabilito nel 2022 a Budapest che lo ha iscritto per sempre tra i detentori di record del mondo. «La mia passione sarà sempre più forte dei sacrifici», ha più volte ribadito il nuotatore più poliedrico dello squadrone azzurro (vanta anche un titolo mondiale nei 50 farfalla, e se il dorso è la sua specialità nuota al top anche nello stile libero. L’unico che agli europei di Roma ha vinto sei medaglie in tre stili diversi, quattro d’oro).
Atleta da copertina
Tagliati i baffi vintage, sono rimasti i capelli un po’ lunghi compressi dentro la cuffia, il Thomas nazionale è anche un atleta da copertina. Si allena a Verona, nella piscina dei campioni, ma ama Roma, è fan di Jannik Sinner, i suoi idoli sono Roger Federer e Michael Phelps, il libro sul comodino è Open, la biografia di Andre Agassi. Giocava a tennis da bambino, ma poi qualcuno lo ha buttato in acqua e non si è più fermato. ’Emigrato’ nella vicina Verona ha dovuto staccarsi dalla famiglia; un po’ bad boy e molto fenomeno, su Ceccon anche gli esperti internazionali avevano puntato.
«Sapevo di poter vincere»
«Fin da ragazzino sapevo di poter vincere questa medaglia ed oggi è quel giorno. Non posso esser più felice di così. Da ragazzino, a 15 anni, l’allenatore mi chiese: ”Qual è il tuo sogno? Io risposi: “Vincere le Olimpiadi” e lui mi disse: “Calma, eh”. E’ sempre stato il mio sogno»; così Thomas Ceccon alla Rai, dopo la premiazione per l’oro nei 100 dorso. «Vincere qui non è come ai Mondiali. E’ una gara che capita ogni quattro anni - aggiunge - Sono passato forte e ho provato a tenere fino alla fine. E alla fine ero esausto».









