Coppa del Mondo FIFA 2026 - Gruppo F - Paesi Bassi vs Giappone - Dallas Stadium, Arlington, Texas, Stati Uniti - 14 giugno 2026 Il giapponese Koki Ogawa in azione prima che Daichi Kamada segni il secondo gol della sua squadra REUTERS/Kai Pfaffenbach REUTERS
Dalle partite della notte di lunedì 15 giugno arrivano indicazioni interessanti. Olanda e Giappone offrono spettacolo e pareggiano un match che ciascuna delle due squadre avrebbe potuto fare proprio. La Costa d’Avorio dimostra solidità e cinismo, qualità fondamentali nei tornei brevi, battendo l’Ecuador sul filo di lana.La Svezia travolge la Tunisia e lancia un segnale forte: organizzata, efficace e con grande qualità offensiva, potrebbe essere una delle sorprese della competizione.
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Olanda - Giappone 2 a 2
All’AT&T Stadium di Arlington, in Texas, Olanda e Giappone danno vita a una gara intensa e ricca di emozioni, soprattutto nella ripresa. Il primo tempo scivola via senza reti, con gli Oranje più propositivi ma incapaci di concretizzare e con il Giappone ordinato e attento in fase difensiva. Nella seconda parte di gara cambia completamente il copione. A sbloccare il match è il capitano olandese Virgil van Dijk, che al 51’ svetta su calcio piazzato e firma il vantaggio. La reazione giapponese non tarda: pochi minuti dopo Keito Nakamura trova il pari con un tiro preciso dal limite, riportando tutto in equilibrio.
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L’Olanda continua a spingere e riesce nuovamente a portarsi avanti con Crysencio Summerville, autore di un bellissimo gol a giro che sembra indirizzare definitivamente la partita. Ma il Giappone dimostra grande carattere e, proprio quando il match sembra deciso, trova il definitivo 2-2 all’89’: su corner, la deviazione vincente è di Daichi Kamada, che gela gli olandesi.
L’Olanda ha mostrato qualità e controllo del gioco, ma ha pagato la difficoltà nel gestire il vantaggio. Il Giappone, invece, si conferma squadra compatta e mentalmente forte, capace di non arrendersi mai. Tra i migliori spiccano Van Dijk, dominatore nel gioco aereo, e Nakamura, sempre pericoloso tra le linee.
Costa d’Avorio - Ecuador 1 a 0
A Philadelphia arriva invece una vittoria sofferta ma preziosissima per la Costa d’Avorio, che supera l’Ecuador per 1-0 grazie a un gol nei minuti finali. La partita è tutt’altro che bloccata: per lunghi tratti è l’Ecuador a fare la gara, costruendo molte occasioni e colpendo più volte pali e traverse. I sudamericani dominano il ritmo e sembrano più vicini al gol, ma la scarsa precisione sotto porta li penalizza.
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La Costa d’Avorio cresce con il passare dei minuti, riuscendo a reggere l’urto e restando in partita. Quando ormai lo 0-0 sembra inevitabile, arriva l’episodio decisivo: al 90’, su azione sviluppata sulla destra, Amad Diallo trova la zampata vincente che batte il portiere ecuadoriano e regala i tre punti agli africani.
Nel finale l’Ecuador prova un assalto disperato, ma la difesa ivoriana resiste. Il risultato premia la concretezza della Costa d’Avorio, mentre lascia molto amaro in bocca ai sudamericani, protagonisti di una prestazione brillante ma poco efficace. Tra i migliori, Diallo per il gol decisivo e Caicedo, che ha guidato il centrocampo ecuadoriano con grande qualità.
Svezia - Tunisia 5 a 1
Completamente diversa la partita disputata a Monterrey, in Messico, dove la Svezia travolge la Tunisia con un netto 5-1. Gli scandinavi partono fortissimo e trovano subito il vantaggio con Yasin Ayari dopo appena sette minuti. Il controllo del gioco è totale e al 30’ arriva il raddoppio firmato da Alexander Isak, sempre pericoloso in zona offensiva.
La Tunisia prova a rientrare in partita e accorcia le distanze poco prima dell’intervallo con Omar Rekik, riaccendendo momentaneamente le speranze. Ma nella ripresa la differenza tra le due squadre emerge in modo netto.
Un errore difensivo tunisino apre la strada al terzo gol, siglato da Viktor Gyökeres al 59’. Da lì in avanti la Svezia gestisce e colpisce ancora nel finale con Svanberg e con lo stesso Ayari, che firma la doppietta personale nel recupero per il definitivo 5-1.
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La squadra svedese impressiona per organizzazione, fisicità e capacità di sfruttare gli errori avversari. La Tunisia, invece, paga soprattutto le lacune difensive e la difficoltà nel sostenere i ritmi imposti dagli avversari. Tra i protagonisti assoluti spiccano Ayari, autore di una doppietta, e Isak, sempre decisivo nella produzione offensiva.