Intermodalità

Ok dell’Ue al servizio di autostrada ferroviaria alpina al Frejus

La misura era ferma dall’estate del 2023 dopo la frana sul versante francese - Il servizio sarà attivo all’interporto di Orbassano (SITO)

di Filomena Greco

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Il servizio era fermo dall’estate del 2023 quando una frana ha interessato il versante francese del Frejus ferroviario. Ora il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano, insieme al ministero dei Trasporti francese, ha ottenuto il via libera da parte della Commissione europea alla misura di sostegno per il trasporto combinato - gomma e ferro - lungo l’autostrada ferroviaria alpina, tra Italia (Orbassano) e Francia (Aiton).

«L’intervento mira - si legge in una nota del Mit diffusa in serata - a trasferire quote di traffico merci dalla strada alla ferrovia, riducendo l’impatto ambientale, sanitario e sociale del traffico attraverso le Alpi». La ha come obiettivo quello di sostenere il trasporto ferroviario di merci sulla linea storica del Fréjus, lungo i 175 chilometri che collegano i due terminali.

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Il servizio, che prevede di caricare a bordo dei carri ferroviari fino a 100 treni per ogni direzione di marcia al giorno, 52mila all’anno, potrebbe ripartire nel mese di settembre, è la previsione dell’amministratore delegato di SITO Logistica, Enzo Pompilio D’Alicandro. «Gli operatori guardano con interesse a questo servizio - spiega - che permette di aumentare il carico del 15% in modalità intemodale».

Pendenza e struttura del collegamento storico richiedono modalità di trazione dei carichi con doppia motrice e rendono il trasporto più oneroso per gli operatori, da qui l’avvio della misura a sostegno dell’intermodalità a ridosso dei due paesi, con un costo pari a circa 5 milioni di euro in capo a Italia e Francia.

Il ministero ha espresso forte soddisfazione per un provvedimento atteso da tempo, «che rafforza l’autostrada ferroviaria alpina tra Italia e Francia con uno strumento di mercato e supera il precedente modello basato sul monopolio di un unico concessionario».

La misura avrà come snodo sul versante italiano l’interporto di Orbassano, SITO, dove da mesi i lavoratori impiegati sul servizio sono in cassa integrazione in attesa della ripresa. L’hub nel Torinese, inserito nell’elenco delle Zone Logistiche Semplificate (ZLS), occupa un’area interportuale complessiva di 3 milioni di metri quadri con 80 operatori insediati e oltre 3mila lavoratori occupati.

Due settimane fa FS Logistix - società del Gruppo FS che opera nel ramo della logistica ferroviaria - e SITO hanno firmato due Memorandum of Understanding per lo sviluppo logistico del Nord‑Ovest, «rafforzando la collaborazione sull’Interporto e delineando un percorso di crescita europea dell’offerta intermodale e dei servizi connessi».

Il primo accordo avvia un programma congiunto per lo sviluppo di traffici e servizi intermodali e convenzionali presso lo Scalo Ferroviario di Torino Orbassano, con l’obiettivo di proporre soluzioni Terminal-Terminal ed End‑to‑End e rafforzare iniziative commerciali con clienti industriali e operatori della supply chain.

Il secondo accordo punta a trasformare l’area di Torino Orbassano in un hub intermodale e definisce le fasi per arrivare a un Contratto di Rete per la gestione congiunta dei terminal intermodali, anche in previsione del completamento delle nuove infrastrutture del Nord‑Ovest, a cominciare dalla Torino-Lione, asse ferroviario che secondo le previsioni entrerà in servizio nel 2033.

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