Ok definitivo a Fondo offerta formativa, in arrivo 847 milioni nelle scuole
Destinate risorse alle ordinarie voci del Fondo (Fondo di istituto, incarichi specifici del personale Ata, ore eccedenti, valorizzazione del personale) e riserva ulteriori 3 milioni di euro alla continuità didattica nelle istituzioni scolastiche delle piccole isole. Il sindacato Gilda - in dissenso - non ha firmato l'intesa
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È stato sottoscritto oggi in via definitiva il contratto collettivo nazionale integrativo relativo ai criteri di ripartizione del Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa (Fmof) per l'anno scolastico 2025/2026. Confermati i criteri di ripartizione delle risorse per un ammontare complessivo di 847,36 milioni di euro. Lo rende noto la Flc Cgil sottolineando come la firma arrivi “a quasi dieci mesi dalla sottoscrizione dell'ipotesi di contratto e dopo la certificazione della compatibilità economico-finanziaria da parte della Ragioneria generale dello Stato”.
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Le destinazioni
Il contratto destina 844,36 milioni alle ordinarie voci del Fondo (Fondo di istituto, incarichi specifici del personale Ata, ore eccedenti, valorizzazione del personale) e riserva ulteriori 3 milioni di euro alla continuità didattica nelle istituzioni scolastiche delle piccole isole. A queste misure si affianca, inoltre, la previsione di specifiche risorse del Fondo dell'istituzione scolastica destinate anche al personale Ata in servizio nelle piccole isole. Nel corso dell'incontro la Flc Cgil ha chiesto l'assegnazione tempestiva dei fondi alle istituzioni scolastiche, “così da consentire l'immediata liquidazione dei compensi spettanti a docenti e personale Ata evidenziando come ancora una volta questi ritardi ricadono sul personale di segreteria, costretto a gestire le operazioni di pagamento nel periodo di ferie”. L'amministrazione ha accolto la richiesta, “impegnandosi a disporre l'assegnazione delle risorse alle scuole già nella giornata odierna, immediatamente dopo la sottoscrizione definitiva”.
Sindacato Gilda non ha firmato
“Gilda Unams è stata l'unico sindacato presente al tavolo che non ha apposto la propria firma al Contratto integrativo sulle risorse e sulla loro destinazione. Confermiamo il dissenso per tutte le criticità denunciate e, in particolare, per la mancata accettazione della nostra proposta di specificare un criterio di ripartizione sulla base della reale consistenza numerica del personale docente e del personale Ata”. Lo spiega in una nota il sindacato. Ma la firma è arrivata, si legge, in “grave ritardo per cui il pagamento delle attività aggiuntive arriva nelle scuole con un anno di ritardo rispetto alle attività svolte”. La liquidazione dei compensi potrebbe arrivare già a fine agosto, compatibilmente con le difficoltà organizzative delle scuole durante il periodo estivo. La ripartizione sulla base della reale consistenza numerica del personale, conclude i sindacato, “sarebbe stata una soluzione equa e trasparente per prevenire la conflittualità nelle scuole e per eliminare le frequenti disparità tra diverse istituzioni scolastiche. Ribadiamo anche la nostra rivendicazione: i fondi andrebbero inseriti negli stipendi, superando la logica dell'aggiuntivo”.
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