Alimentare

Ok definitivo della Camera al Ddl tutela agroalimentare: col reato di agropirateria più difese per i prodotti di qualità

Definito un quadro di sanzioni per le irregolarità nel settore che consentiranno una maggiore protezione e tutela delle eccellenze alimentari made in Italy con ricadute positive tanto per gli operatori che per i consumatori

di Giorgio dell'Orefice

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Via libera al Ddl sulla Tutela Agroalimentare. Il provvedimento introduce il reato di agropirateria e soprattutto definisce un quadro di sanzioni per le irregolarità nel settore che consentiranno una maggiore protezione e tutela delle eccellenze alimentari made in Italy con ricadute positive tanto per gli operatori che per i consumatori.

Lollobrigida: importante risultato nella Giornata del Made in Italy

«Non ci saranno voti contrari su un risultato storico raggiunto oggi in Parlamento, in occasione della Giornata del Made in Italy – ha commentato il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. Tutti possiamo essere orgogliosi: sappiamo che non c’era una difesa organica del sistema. Questo provvedimento va a tutela dei disciplinari e l’Italia è avanguardia di questo modello e per questo ringrazio il mondo agricolo e industriale, con cui abbiamo trovato un equilibrio sulle sanzioni, ci siamo trovati con il mondo associativo per correggere eventuali distorsioni. Ringraziando le forze dell’ordine che nella cabina di regia hanno cambiato i controlli, rendendoli meno impattanti sul singolo imprenditore, ma diventando più efficaci sulle situazioni di rischio».

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Le dichiarazioni del ministro sono state fornite nel corso del dibattito alla Camera prima dell’approvazione del provvedimento.

«Potremo lavorare – ha aggiunto Lollobrigida - ancora nella fase successiva, di applicazione pratica, ma intanto arginiamo alcune situazioni in cui si inseriscono associazioni mafiose o paramafiose. Abbiamo guardato anche alla solidarietà, evitando di disperdere energie: quello che viene confiscato va alle persone meno abbienti, se parliamo di prodotti di qualità. Ringrazio anche l’opposizione sulle segnalazioni che ci sono state fatte, tutto questo va a favore del sistema Italia e alla sua resilienza. Con queste misure possiamo promuovere e garantire la capacità delle nostre aziende di arrivare sui mercati che vanno potenziati e protetti».

Un progetto di legge da tempo nei cassetti del ministero

Il progetto di legge era nei cassetti del ministero dell’Agricoltura da oltre dieci anni dopo un lavoro portato avanti da un gruppo di lavoro coordinato dal magistrato Giancarlo Caselli e promosso dalla Coldiretti. «Nessuno aveva mai avuto il coraggio di farla diventare un provvedimento – ha proseguito Lollobrigida -. Noi lo abbiamo avuto, raccogliendo i suggerimenti del mondo associativo e delle forze dell’ordine. Introduciamo nuovi reati, l’aggravante di agropirateria e sanzioni proporzionali alle dimensioni del fatturato delle imprese, affinché siano un vero deterrente. Abbiamo inoltre istituzionalizzato la cabina di regia per un efficientamento dei sistemi di controllo ed evitare sovrapposizioni. Difendere il nostro sistema agroalimentare è fondamentale, è la difesa del Made in Italy che nel mondo è simbolo di ciò che è buono e di qualità».

Lavoro in sinergia con il ministero della Giustizia

Il Ddl, fortemente voluto dal ministro Lollobrigida, ha visto un lavoro effettuato in sinergia con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rappresenta un impegno concreto del Governo Meloni a difesa a del sistema agroalimentare italiano, per consentire alle imprese che operano correttamente di competere in un mercato leale, in cui i cittadini possano avere fiducia in ciò che acquistano, e in cui il valore del Made in Italy sia protetto e valorizzato in ogni fase della filiera.

Rafforzate la trasparenza e la tracciabilità

Il provvedimento rafforza la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera per favorire la trasparenza delle informazioni al consumatore in un’ottica di tutela della salute. Vengono inseriti nel Codice penale meccanismi di deterrenza con l’introduzione di due reati e di un’aggravante.

Introdotti due nuovi reati e un’aggravante

Il reato di Frode alimentare riguarda chi commercializza alimenti o bevande che, a sua conoscenza, non sono genuine o che provengano da luoghi diversi rispetto a quelli indicati. Prevista la reclusione da 2 mesi a un anno.

Il reato di Commercio di alimenti con segni mendaci punirà, invece, chi utilizza segni distintivi o indicazioni per indurre in errore il compratore sulla qualità o sulla quantità degli alimenti. Prevista la reclusione da 3 a 18 mesi.

L’aggravante di Agropirateria è prevista invece quando l’attività illecita è realizzata in maniera organizzata e continuativa e prenderà in considerazione gli aspetti della Quantità (qualora i volumi commercializzati siano rilevanti) e il caso del Biologico (quando i prodotti sono venduti come biologici senza esserlo). In questi casi le pene sono aumentate fino a 1/3

Introdotte misure a tutela dei prodotti a Indicazione geografica

Un pacchetto di norme sono introdotte a protezione delle Indicazioni geografiche. In particolare il reato di contraffazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protetta già previsto dal nostro codice prevederà le sanzioni da 1 a 4 anni (prima era 2 anni) e multe da 10mila a 50mila euro (prima fino a 20mila euro).

Viene introdotta la misura della confisca obbligatoria per i reati sopraindicati disponendo la confisca di prodotti, beni o cose oggetto o prodotto dei reati e dei beni utilizzati per commettere il reato stesso.

I prodotti sequestrati, se commestibili, saranno distribuiti ai bisognosi

Introdotto l’obbligo per l’autorità giudiziaria di distribuire i prodotti sequestrati, ma commestibili, a enti territoriali o caritatevoli per destinarli a persone bisognose o animali abbandonati, nonché una più ampia “diversa destinazione prevista dalla legge”, ampliando le possibilità di destinazione dei prodotti.

Sanzioni amministrative proporzionati alla gravità della violazione

Altra importante novità riguarda le sanzioni amministrative. Il provvedimento prevede una gradazione delle sanzioni in base alla gravità della violazione, con l’introduzione di misure più dissuasive legando gli importi al fatturato delle imprese coinvolte. In passato si verificava, ad esempio, che un piccolo imprenditore poteva vedersi applicare la stessa sanzione prevista per una multinazionale

Istituita la Cabina di regìa per i controlli amministrativi

Viene formalmente istituita la “Cabina di regia per i controlli amministrativi”, presieduta dal ministro dell’Agricoltura e che vede la partecipazione, ai più alti livelli, delle istituzioni deputate ai controlli. Questa norma consentirà di rendere l’attività ispettiva più efficiente, di migliorare il tracciamento del cibo e di eliminare le duplicazioni delle azioni da parte delle Forze dell’Ordine.

Uso improprio del termine “latte”

Il testo vieta l’utilizzo del termine “latte” e di prodotti lattiero-caseari per prodotti vegetali (i.e. uso improprio del termine “latte”) se non accompagnato dalla denominazione corretta (ad esempio il latte di mandorla venduto come sostitutivo senza distinzione). Sanzioni da 4mila a 32mila euro o fino al 3% del fatturato dell’azienda sanzionata (tetto massimo 100mila euro).

Interventi straordinari per la filiera bufalina

Istituita una piattaforma informatizzata nazionale per tracciare i movimenti del latte bufalino e dei derivati in modo da evitare frodi, doppie mungiture non dichiarate o triangolazioni illecite.

Introdotto un piano straordinario nazionale con controlli a campione su tutta la filiera sia su mungitura che trasporto, trasformazione e commercializzazione dei prodotti e perfezionato un sistema di vigilanza ufficiale continua e permanente, prevedendo l’uso di prove di laboratorio per l’origine geografica del latte e dei prodotti di trasformazione, accertando l’uso di latte non fresco. Sanzioni da 6mila a 48mila euro o fino al 3% del fatturato dell’azienda sanzionata (con tetto massimo di 150mila euro).

Riviste le sanzioni nel settore della pesca

Infine con il Ddl viene riformato in modo organico il sistema sanzionatorio esistente nel settore della pesca con l’obiettivo di riordinare e accorpare le norme per renderlo più efficace e soprattutto proporzionato riparametrando l’ammontare della sanzione alla quantità del pescato e alla gravità dell’impatto ambientale procurato.

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