A Milano, Paolo del salone Aldo Coppola in via Manzoni e Davide della Barberia Eredi Zucca in via Bigli. Qui vado non per la barba, che faccio a casa, ma per concedermi qualche ora di tranquillità e un massaggio rilassante (aldocoppola.com; eredizucca.com).

La barberia Eredi Zucca. ©Oskar Proctor
UN PIACERE A CUI NON SO RINUNCIARE
Ho sempre apprezzato la buona cucina. Mi capitava spesso di andare alla Latteria San Marco, che si trovava vicino a dove abitavo un tempo. Era per me una consuetudine sia per pranzo sia per cena. La sua atmosfera accogliente e senza tempo mi faceva sentire a casa. Ora che vivo in zona Navigli e che ho due figli piccoli, sfortunatamente ho meno occasioni di andarci (@latteriasanmarco).
LA VISTA CHE MI ISPIRA
Quella sul deserto dello Utah dall’hotel Amangiri, in Colorado: un’oasi di pace dove ritrovo me stesso grazie all’energia e al silenzio (suite da 4.078 dollari a notte, aman.com/it/resorts/amangiri).

La piscina della Spa dell’hotel Amangiri, sull’altopiano del Colorado.
UNA SCOPERTA RECENTE
Palermo. Sono rimasto colpito dalla sua storia e dagli straordinari edifici, una fusione di influenze occidentali, arabe e bizantine che la fa sembrare un museo a cielo aperto e dove convivono il sontuoso Barocco dei palazzi e delle chiese del centro con lo stile Liberty delle ville a Mondello e il rigore neoclassico del Teatro Massimo. Un paesaggio urbano davvero unico (IFExperience organizza un tour di Palermo, 3 ore con accessi esclusivi e uno storico dell’arte dedicato, 5.000 euro per due persone, ifexperience.com).
UN SOUVENIR CHE HO PORTATO A CASA DA UN VIAGGIO
Una maschera indigena di tessere colorate. L’ho acquistata anni fa a Mérida, nello Yucatán, uno dei miei posti preferiti (maschera d’oro precolombiana Chimu con cicatrice, 22.495 euro, su 1stdibs.com).
IL PIÙ BEL REGALO CHE HO FATTO
Un orologio Audemars Piguet City of Sails, regalato a mio padre con i primi soldi guadagnati come designer (audemarspiguet.com).

L’orologio City of Sails, AUDEMARS PIGUET.
E CHE HO RICEVUTO
Un tappeto turco antico di circa 150 anni fa, donatomi da un caro amico di famiglia prima della sua scomparsa. Ne esistono solo due esemplari: uno è mio, l’altro di mio fratello (tappeto anatolico ushak, 9.974 euro, su carpetavenue.it).
SE DOVESSI LIMITARE LO SHOPPING A UN QUARTIERE DI UNA CITTÀ, SCEGLIEREI
Melrose a Los Angeles. Adoro fare shopping da Chrome Hearts e Wanna Buy A Watch?, per poi concedermi un caffè da Urth Caffé (chromehearts.com; wannabuyawatch.com; urthcaffe.com).
L’ARTISTA CHE COLLEZIONEREI, SE POTESSI
Dopo anni passati a collezionare fotografie di Albert Watson, mi piacerebbe acquistare un dipinto di Basquiat e una scultura di Doug Owen: le sue opere sono creature che superano il semplice confine tra artigianato ed emozione e riescono a catturare l’eleganza e la grazia in modi che appaiono quasi magici (albertwatson.net; dal 30 gennaio il danese Louisiana Museum of Modern Art ospita Headstrong – Basquiat on Paper, louisiana.dk; dougowenart.com).

“Untitled” (1982), di Jean-Michel Basquiat, in mostra a “Headstrong –Basquiat on Paper”, al Louisiana Museum of ModernArt dal 30/1. ©Estate of Jean-Michel Basquiat. Licensed by Artestar, New York. Foto: Courtesy of Colour Themes.
IL MUSEO CHE TROVO PIÙ INTERESSANTE
Il Guggenheim Museum di New York offre un’esperienza espositiva unica. Lo visito ogni volta che sono in città (è in corso la mostra Gabriele Münter: Contours of a World, fino al 26 aprile, guggenheim.org).
LA STANZA PREFERITA DELLA MIA CASA
Il piccolo soggiorno al secondo piano. È tranquillo, illuminato da grandi finestre sul cortile e decorato con quadri di Ömer Kaleşi. È il mio angolo relax per fumare un sigaro e guardare le partite di calcio, mia grande passione (g-artgaleri.com).
SE NON FACESSI QUELLO CHE FACCIO FAREI
L’artista. Vorrei realizzare opere in ferro, modellando il materiale per trasformare in realtà i miei sogni.
SE NON VIVESSI A MILANO, VIVREI
Al Lido di Venezia. Visitando spesso i miei suoceri, mi sono immaginato lì, un giorno, alla guida di un motoscafo Riva (riva-yacht.com).