Punto di vista

Oggetti rari e indirizzi segreti: i consigli di Tara Bernerd

Ama il modernariato degli anni Quaranta e Cinquanta e ha uno stile metropolitano, industriale, ma caldo. Tutte le fonti di ispirazione dell’interior designer londinese.

di Fabrizia Villa

Un ritratto di Tara Bernerd. (© Rafael Faux Gstaad)

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I SEGNI DISTINTIVI DEL MIO STILE Bracciali, anelli, ciondoli: amo indossarli, mescolarli, sovrapporli, stratificarli. Non sono preziosi, ma ognuno ha una storia speciale. Forse anche gli occhiali da sole, gli Antonico di Antonio Marras (290 euro, antoniomarras.com).

Il Komodo National Park, in Indonesia.

LA MIA ICONA DI STILE Yves Saint Laurent, per la sua scelta audace di accostare i colori, i blu pavone con il cappotto cammello, i rossi polverosi e i ruggine: sono stati la mia ispirazione per Disrupting Architecture, la collezione di plaid e cuscini che ho curato per Frette. Ammiro molto anche Ralph Lauren per aver saputo portare il suo concetto di lifestyle in tutto il mondo (collezione Disrupting Architecture, cuscini da 450 euro, plaid da 1.700, eu.frette.com; tarabernerd.com).

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Borsa Brera Micro, a tracolla, VALEXTRA (1.980 €). A destra coppola, CESARE ATTOLINI (595 $).

L’OGGETTO DAL QUALE NON MI SEPARO MAI Indosso sempre una collana d’oro a cui ho appeso tre ciondoli portafortuna: un evil eye e un dente di squalo della designer americana di gioielli Loree Rodkin e un cornetto di corallo che mi ha portato da Napoli mio marito (loreerodkin.com).

L’ULTIMO OGGETTO CHE HO ACQUISTATO E AMATO Un carrello da servizio anni Cinquanta che ho trovato da Officina Antiquaria, lo spazio milanese di Luca Vitali dedicato al design storico del Novecento. È un oggetto bellissimo, in legno curvato, con i ripiani in vetro e pergamena, ha grande personalità (officinaantiquaria.com).

La designer Tara Bernerd con i plaid (da 1.700 €) e i cuscini (da 450 €) della collezione Disrupting Architecture disegnata per FRETTE. (© Kate Martin)

E QUELLO CHE STO ADOCCHIANDO Da Rita Fancsaly, tra le mie gallerie preferite in zona Brera, ho puntato uno specchio circolare da tavolo degli anni Quaranta di Venini firmato Carlo Scarpa (specchio da tavolo con cornice in vetro, 10.000 euro, ritafancsaly.com).

L’OGGETTO DI DESIGN CHE AVREI VOLUTO DISEGNARE Il Riva Aquarama, il più bello di tutti. Amo il suo legno lucido che ripropongo spesso nei miei interni (al motoscafo è dedicato il libro da collezione Riva Aquarama, 2.150 euro, su rivaboutique.it).

Collana in oro con tre ciondoli portafortuna: l’evil eye e il dente di squalo sono di LOREE RODKIN, a destra The Rich Cream, AUGUSTINUS BADER (50 ml, 280 €).

E QUELLO DI CUI SONO PIÙ ORGOGLIOSA La collezione Silhouette Stories, otto pezzi che ho realizzato in collaborazione con Medea 1905. Il mio preferito è la Carlo Club Chair da affiancare al tavolino Monty dal piano in marmo Grigio Onyx (medea.it).

QUALE PROGETTO PRESENTERÀ AL FUORISALONE 2026 Nel flagship store Frette di via Manzoni presenterò Turning Tables, una collezione di tessili per la tavola in misto cotone-lino che dialogano con il linguaggio visivo della linea Disrupting Architecture del 2025. E, accanto ai tessili, una selezione di oggetti per la casa, come vassoi in noce canaletto con intarsi decorativi in cuoio che riprendono i motivi distintivi dei pezzi della mise en place, sottobicchieri in pelle stampata con una gamma cromatica di bordeaux, cuoio e blu e contenitori portagioie e portaoggetti in lacca e travertino.

Turning Tables, una collezione di tessili per la tavola in misto cotone-lino.

IL PROGETTO DI INTERIOR PIÙ AMATO DI SEMPRE La Maison de Verre di Pierre Chareau, un visionario. Ricordo quando, giovanissima, mi sono imbattuta in questo suo progetto fine anni Venti, all’avanguardia per l’uso di materiali e tecniche industriali, il vetro, l’acciaio, le travi di ferro a vista dipinte di bordeaux. È un approccio che ha influenzato il mio modo di concepire gli interni, metropolitano, industriale, ma sempre caldo (appena rieditato il libro Pierre Chareau. Modern Architecture and Design di Esther da Costa Meyer, 55 euro, su hoepli.it).

Motoscafo in legno Riva Aquarama, FERRETTI GROUP. (©Alberto Cocchi)

L’ARCHITETTO CHE MI HA PIÙ INFLUENZATO Ce ne sono molti, da Luis Barragán per il senso delle proporzioni e del colore a Charlotte Perriand per come ha dato consistenza ai suoi arredi. Sono attratta dalle personalità audaci nel loro lavoro, penso a Tadao Andō e al suo uso del cemento e a Frank Gehry con cui ho avuto la fortuna di lavorare a Los Angeles per un progetto di fronte alla sua Walt Disney Concert Hall, un’architettura che mi commuove sempre (a Tashkent è stata posata la prima pietra del nuovo Museo Nazionale dell’Uzbekistan: la progettazione del museo più importante del Paese è stata affidata a Tadao Andō. Apertura prevista nel marzo 2028).

IL REGALO PIÙ BELLO CHE HO RICEVUTO DI RECENTE Una scatola di lacca russa in papier-mâché di Palekh. Ogni anno un’amica me ne regala una per il mio compleanno, sono poetiche, con le loro decorazioni che hanno come soggetto favole, danze popolari, fiori e paesaggi (scatola vintage Palekh, dipinta a mano, 130 euro, su ebay.it).

“Pile I” (2017), di Antony Gormley alla mostra “SURVEY: Antony Gormley”, al Nasher Sculpture Center, Dallas. (© Antony Gormley. Courtesy of Galleria Continua. Photograph by Ela Bialkowska, OKNO STUDIO)

IL PODCAST CHE STO ASCOLTANDO Ho appena sentito la puntata su Hermès di Acquired, il podcast di Ben Gilbert e David Rosenthal dedicato a storia e strategie delle grandi aziende. Un racconto a due voci approfondito e ben fatto (acquired.fm).

I MIEI PRODOTTI DI BELLEZZA PREFERITI Amo molto The Rich Cream di Augustinus Bader (280 euro, augustinusbader.com), crema idratante sviluppata da un medico esperto nella ricerca sulle cellule staminali, e porto sempre con me il Magic Hydrator Mist di Charlotte Tilbury, che è anche un’amica (42 euro, charlottetilbury.com).

UN LUOGO INDIMENTICABILE DOVE HO VIAGGIATO DI RECENTE Quest’estate abbiamo fatto un viaggio straordinario nell’arcipelago di Komodo. A bordo di una barca tradizionale indonesiana in legno abbiamo navigato tra le isole, incontrato da vicino i famosi draghi di Komodo, passeggiato tra colori che non pensavo neppure esistessero in natura (12mila dollari a notte per una barca da 10 persone, rascalvoyages.com).

Carlo Club Chair e Monty Side Table disegnati da Tara Bernerd X MEDEA 1905.

IL MIGLIOR SOUVENIR CHE HO PORTATO A CASA DA UN VIAGGIO C’è una boccetta di profumo dipinta dall’interno che ho comprato a Shanghai quando avevo 15 anni che mi ha seguito in tutti i miei traslochi e che oggi è nel mio ufficio. Più di recente ho portato a casa dei ventagli da Hakone, in Giappone, dove sto lavorando a un nuovo progetto proprio di fronte al monte Fuji (ventaglio tradizionale giapponese in tulle e pizzo di seta, 140 euro, su hakuchikudo.jp).

L’ULTIMO PEZZO CHE HO AGGIUNTO AL MIO GUARDAROBA Una borsa Brera Micro color Eucalipto di Valextra (1.980 euro, su valextra.com) che ho personalizzato con un nastro di seta che richiama lo stesso colore. Mi piace per la sua estetica discreta, l’assenza di un logo evidente che lascia spazio alla qualità artigianale.

E QUELLO DA TRAMANDARE Le mie amate coppole di tweed che compro nel negozio da uomo Cesare Attolini (595 dollari, su cesareattolini.com).

L’ULTIMO PASTO CHE MI HA IMPRESSIONATO Una cena da Ishizawa, ristorante giapponese omakase dove sono appena stata a Singapore, un percorso di degustazione guidato dallo chef che mi ha veramente sorpreso. Era tutto bello, semplice e delicato e per me, che sono sempre di corsa, è stata un’occasione per fermarmi e prendere del tempo per assaporare, anche attraverso gli occhi, ogni attimo della preparazione di tutto il menu (cena premium Omakase, 550 dollari, ishizawa.sg).

Scatola di lacca russa, Palekh. A destra, maschera in seta con zucca e spezie, DROWSY (79 €).

NEL MIO FRIGO NON MANCANO MAI Finocchi, Yakult e una tavoletta di cioccolato Fleur de Sel Noir di Lindt (4,95 euro, lindt.it).

UNA SCOPERTA RECENTE La mascherina per dormire Drowsy, perfetta per chi viaggia in continuazione come me. È in seta, morbida, imbottita, avvolgente e senza fastidiosi elastici (mascherina in seta con zucca e spezie, 79 euro, drowsysleepco.com).

LA STANZA PREFERITA DELLA MIA CASA Il salotto della mia casa di Londra, affacciato sulle acque del Tamigi e sull’Albert Bridge, uno spettacolo quando la sera è tutto illuminato. È una stanza molto grande, perfetta per ricevere gli amici, ma anche per starmene da sola a guardare un film. Racconta bene il mio modo di interpretare gli interni: pavimenti di legno, pareti di cemento che ricordano Tadao Andō, porte di vetro trasparenti e arredi scultorei.

UN LUOGO CHE HA UN PARTICOLARE SIGNIFICATO Mi sento felice a Forte dei Marmi, un appuntamento fisso delle mie estati, dove prenoto sempre al California Park Hotel. Mi piace poter guardare il mare, i bagni colorati, e poi voltarmi e ammirare le colline e le montagne con le cave di marmo e andare in giro in bicicletta (camera doppia deluxe, 760 euro a notte, californiaparkhotel.com).

Il sushi di Ishizawa, a Singapore: ogni pezzo onora la purezza delle tecniche tradizionali Edomae.

AMO COLLEZIONARE Ovunque io vada compro vasi e posacenere di vetro di Murano anni Sessanta e Settanta, quelli sfaccettati e massicci hanno colori bellissimi e comunicano solidità (posacenere Fashion 60S, 529 euro, su originalmuranoglass.com).

LA PRIMA APP CHE GUARDO AL MATTINO Oltre a WhatsApp, Duolingo. Passo molto tempo a Milano e sto cercando d’imparare l’italiano (duolingo.com).

UN PIACERE A CUI NON RINUNCEREI MAI Un piatto di spaghetti con le arselle al ristorante del Bagno Santa Maria di Forte dei Marmi (bagnosantamaria.com).

L’ARTISTA CHE COLLEZIONEREI, SE POTESSI Basquiat, Picasso del Periodo Blu e una scultura di Antony Gormley (in corso la mostra SURVEY: Antony Gormley al Nasher Sculpture Center di Dallas, fino al 4 gennaio).

IL LIBRO SUL COMODINO Di recente sono passata al Kindle. È la soluzione ideale per chi come me viaggia molto e sempre con solo bagaglio a mano. Ora sto leggendo I giorni dell’eternità di Ken Follett, terzo capitolo della trilogia The Century (18,05 euro, su amazon.it).

LA VISTA CHE MI ISPIRA Sono appena tornata da Hong Kong e ci sono pochi panorami che mi trasmettono energia come quello che si ammira da uno dei molti rooftop nella zona di Central. Tra i tanti, consiglio la Pool terrace del Four Seasons. Sembra di essere in una pagina de I viaggi di Gulliver, c’è un mondo brulicante di vita, di gente, barche, luci, affascinante soprattutto la sera. La vista spazia sulla baia di Kowloon con i suoi grattacieli cui fanno da sfondo misteriose montagne tropicali (Tasting Menu, ristorante Lung King Heen, due stelle Michelin, 414 euro, fourseasons.com/hongkong).

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