Oggetti rari e indirizzi segreti: i consigli di Tara Bernerd
Ama il modernariato degli anni Quaranta e Cinquanta e ha uno stile metropolitano, industriale, ma caldo. Tutte le fonti di ispirazione dell’interior designer londinese.
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I SEGNI DISTINTIVI DEL MIO STILE Bracciali, anelli, ciondoli: amo indossarli, mescolarli, sovrapporli, stratificarli. Non sono preziosi, ma ognuno ha una storia speciale. Forse anche gli occhiali da sole, gli Antonico di Antonio Marras (290 euro, antoniomarras.com).
LA MIA ICONA DI STILE Yves Saint Laurent, per la sua scelta audace di accostare i colori, i blu pavone con il cappotto cammello, i rossi polverosi e i ruggine: sono stati la mia ispirazione per Disrupting Architecture, la collezione di plaid e cuscini che ho curato per Frette. Ammiro molto anche Ralph Lauren per aver saputo portare il suo concetto di lifestyle in tutto il mondo (collezione Disrupting Architecture, cuscini da 450 euro, plaid da 1.700, eu.frette.com; tarabernerd.com).
L’OGGETTO DAL QUALE NON MI SEPARO MAI Indosso sempre una collana d’oro a cui ho appeso tre ciondoli portafortuna: un evil eye e un dente di squalo della designer americana di gioielli Loree Rodkin e un cornetto di corallo che mi ha portato da Napoli mio marito (loreerodkin.com).
L’ULTIMO OGGETTO CHE HO ACQUISTATO E AMATO Un carrello da servizio anni Cinquanta che ho trovato da Officina Antiquaria, lo spazio milanese di Luca Vitali dedicato al design storico del Novecento. È un oggetto bellissimo, in legno curvato, con i ripiani in vetro e pergamena, ha grande personalità (officinaantiquaria.com).
E QUELLO CHE STO ADOCCHIANDO Da Rita Fancsaly, tra le mie gallerie preferite in zona Brera, ho puntato uno specchio circolare da tavolo degli anni Quaranta di Venini firmato Carlo Scarpa (specchio da tavolo con cornice in vetro, 10.000 euro, ritafancsaly.com).















