Officina Profumo - Farmaceutica di Santa Maria Novella accelera sull’omnicanalità
I ricavi consolidati al 31 dicembre 2020 si sono ridotti del 27,3%, passando da 31,1 a 22,6 milioni, risultato di una forte contrazione del retail diretto
di Silvia Pieraccini
4' di lettura
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Gian Luca Perris è arrivato alla guida di Officina Profumo - Farmaceutica di Santa Maria Novella nel settembre 2020, quando la società di investimento Italmobiliare ha acquisito la maggioranza della storica azienda fiorentina di profumi, creme, liquori e fragranze per l'ambiente. L'arrivo nel bel mezzo della pandemia avrebbe potuto essere traumatico. E invece i valori fondanti dell'azienda, spiega l'amministratore delegato, sono stati preziosi per reagire all'emergenza economico-sanitaria globale.
Quali cambiamenti avete introdotto nei negozi e negli ambienti di lavoro?
Abbiamo messo alla base della nostra azione i valori ereditati dai nostri antenati. Quando nel 1221 (otto secoli fa!) i frati domenicani fondarono a Firenze il convento e la spezieria dai quali si è sviluppata l'attuale Officina, le parole chiave erano cura per le persone, salute e benessere, comunità. Lo sono tuttora, e dunque è stato naturale mettere in sicurezza le persone e il loro lavoro. Aggiungo che dai nostri antenati abbiamo ereditato anche flessibilità e esperienza, oggi si direbbe resilienza, nell'affrontare sconvolgimenti come questo. Nel Decameron di Boccaccio, per dire, i giovani per sfuggire alla peste si riuniscono proprio a Santa Maria Novella, ed è del 1381 la prima notizia della produzione nel convento di acqua di rose con proprietà igienizzanti e medicamentose. L'acqua di rose è ancora oggi fra i nostri prodotti più venduti e più amati.
Quali novità resteranno oltre la pandemia?
Nel mestiere di manager c'è anche una componente predittiva: cercare di capire in anticipo tendenze e comportamenti è essenziale. È fin troppo facile, e generico, prevedere da un lato un'accresciuta attenzione per la salute e lo stare bene, dall'altro un desiderio di gioia e leggerezza. Due mondi peraltro presenti nel nostro dna sin dal nome: “Profumo-Farmaceutica” allude alla piacevolezza e insieme alla cura di sé. In termini concreti, vorremmo conservare la velocità del digitale, espressa in questi mesi nel nostro e-commerce, e il valore del rapporto personale. Penso qui ai nostri negozi, in particolare al magnifico flagship-museo di via della Scala a Firenze, dove la frequentazione è stata giocoforza più rarefatta.
Avete riscontrato dei cambiamenti nelle aspettative e nei desideri dei clienti?
Nel mondo, visto che la nostra distribuzione è globale, abbiamo registrato tutte le possibili sfumature della fiducia che i clienti hanno verso un marchio dalla storia così eccezionale, così lunga, così fondata sulla bellezza, sulla cura artigianale, sulla creatività, su un rapporto rispettoso con la natura.
Avete ridotto le collezioni post-pandemia rispetto a quelle della primavera-estate 2020?
Rispetto alla moda, un'azienda che produce un'ampia gamma di profumi, cosmetici, fragranze per l'ambiente, ma anche liquori e antiche preparazioni derivanti dalle sue origini come farmacia dei frati domenicani, ha un diverso senso del tempo e delle stagioni. Innoviamo, perché anche l'innovazione è fra i nostri valori fondativi, e rinnoviamo ascoltando i bisogni collettivi e individuali, mai però in base a calendari prefissati.


