Giornata della salute

Obesità infantile: da energy drink e cibi ultraformulati la spinta al sovrappeso

La Fondazione Aletheia presenta un focus al Bambino Gesù su prevenzione e sana alimentazione: in Italia il 19% dei bambini è in sovrappeso e il 9,8% obeso

di Redazione Salute

Ragazzo in sovrappeso in piedi su una bilancia da pavimento in casa (Adobe Stock)

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L’obesità infantile non è solo una questione di peso, ma una condizione complessa che coinvolge metabolismo, sistema cardiovascolare, fegato ed equilibrio psicofisico dei bambini rappresentando un problema di salute pubblica in costante aggravamento. Secondo Fondazione Aletheia che, in occasione della Giornata mondiale della salute, ha presentato al Bambino Gesù il focus “La salute si coltiva da piccoli - corretta alimentazione e stili di vita sani per la salute del domani”, il 21% dei bambini tra i 5 e i 14 anni è sovrappeso, per un totale di 288 milioni di persone in tutto il mondo. La quota di obesità è più che raddoppiata rispetto al 2000, passando dal 4% al 10% nei bambini tra 5 e 9 anni e dal 3% al 9% tra i 10 e i 14 anni. Anche tra i più piccoli (0-4 anni), i casi restano elevati, con circa 35 milioni di bambini coinvolti.

I dati in Europa e in Italia

In Europa, stime della Fondazione su dati della Childhood Obesity Surveillance Initiative dell’Oms (2022-2024), indicano che, su circa 470mila bambini tra 7 e 9 anni in 37 Paesi, il 25% presenta sovrappeso o obesità. In Italia, Aletheia ha stimato, su dati “OKkio alla Salute” (sistema di sorveglianza nazionale sul sovrappeso e l’obesità e i fattori di rischio correlati nei bambini delle scuole primarie) che il 19% dei bambini è in sovrappeso e il 9,8% obeso, con un ulteriore 2,6% in condizioni di obesità grave. Il fenomeno è più diffuso tra i maschi, nelle regioni del Sud e nei contesti socioeconomici più svantaggiati.

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Alimentazione scorretta e stili di vita: i fattori di rischio

Secondo Aletheia c’è un legame diretto e documentato tra cattiva alimentazione e salute dei bambini. Il consumo abituale di cibi ultraformulati è associato a aumenti dell’indice di massa corporea, della circonferenza vita e della massa grassa; valori più elevati di glicemia a digiuno; livelli più bassi di colesterolo HDL (“buono”); possibili alterazioni del sistema immunitario e del microbioma, con aumenti del rischio di allergie e asma.Anche le bevande iper-zuccherate rappresentano un fattore critico: il loro consumo è associato a obesità, insulino-resistenza, steatosi epatica e altre alterazioni metaboliche. I dati mostrano inoltre che circa il 25% degli adolescenti con obesità presenta pre-diabete. A questi fattori si aggiungono sedentarietà e uso eccessivo di schermi: i bambini meno sedentari mostrano minore adiposità viscerale e migliori parametri cardiometabolici.

Energy drink: un rischio sottovalutato

Il focus richiama l’attenzione anche sul consumo di energy drink, sempre più diffuso tra i minori e i cui effetti negativi includono disturbi del sonno, tachicardia, ansia, problemi cognitivi e scolastici, fino a sintomi cardiovascolari e neuropsichici (rispettivamente nel 45% e 33% dei casi analizzati in letteratura). Il tutto considerando che queste bevande contengono elevati quantitativi di caffeina e zuccheri aggiunti.

Tra le conseguenze più rilevanti di una cattiva alimentazione e del conseguente sovrappeso emerge la steatosi epatica, cioè l’accumulo di grasso nel fegato, associato a disfunzione metabolica, oggi la più comune malattia epatica cronica nei bambini nei Paesi occidentali: colpisce il 7-10% della popolazione pediatrica; raggiunge una prevalenza del 30-40% nei bambini con obesità. La patologia, spesso asintomatica, può evolvere in steatoepatite, fibrosi e, nei casi più gravi, cirrosi già in giovane età. È inoltre strettamente collegata a un più ampio rischio cardiometabolico.

Prevenzione e corretta alimentazione: la chiave per la salute futura

Il focus di Fondazione Aletheia sottolinea la necessità che la prevenzione inizi sin da piccoli. Una maggiore aderenza alla Dieta mediterranea infatti è associata a biomarcatori cardiometabolici più favorevoli e a un minor rischio di sviluppare malattie croniche. Intervenire sull’alimentazione e sugli stili di vita fin dall’infanzia significa: ridurre il rischio di obesità e complicanze metaboliche; prevenire patologie epatiche e cardiovascolari; migliorare la qualità della vita presente e futura.“La salute si costruisce fin da piccoli – ha affermato Alberto Villani, coordinatore funzionale dell’Area clinica pediatria universitaria ospedaliera Bambino Gesù e membro del Comitato scientifico della Fondazione Aletheia - ed è per questo che garantire ai bambini del cibo sano e trasmettere loro gli orientamenti per una corretta alimentazione significa proteggerne il loro futuro evitando che essi possano diventare potenziali pazienti di domani”.

In occasione della Giornata mondiale della salute Fondazione Aletheia richiama quindi “a un impegno condiviso tra istituzioni, famiglie, mondo sanitario e scuole per contrastare il consumo eccessivo di prodotti ultraformulati, promuovere educazione alimentare e favorire stili di vita sani.”

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