Il fatto che gli incentivi non siano ancora stati determinati non è invece un problema: l’obbligo non potrà entrare in vigore prima del prossimo anno. Infatti, in pochi giorni il testo della norma dovrebbe ricevere l’ok delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali e il voto della commissione Trasporti in sede legislativa (senza passare dall’Aula), ma poi mancherà il passaggio al Senato, che non potrà che avvenire dopo la pausa estiva.
Poi bisognerà attendere un decreto ministeriale che fissi le caratteristiche dei dispositivi idonei. Il ministero avrà a disposizione 60 giorni (termine non vincolante e l’esperienza insegna che spesso si sfora) dalla data di entrata in vigore della legge.
Infine, dovranno passare altri 120 giorni dall’entrata in vigore del Dm. Il testo del disegno di legge dispone che l’obbligo dovrà diventare operativo al più tardi il 1° luglio 2019 (anche se, in caso di ritardo del Dm, diventerà verosimilmente necessaria una proroga).
Chi è obbligato
Visto che non si può imporre il dispositivo antiabbandono come dotazione obbligatoria del veicolo o del seggiolino (occorrerebbe una norma europea), la norma su cui discute il Parlamento (che modifica l’articolo 172 del Codice della strada) è formulata come obbligo di utilizzo da parte del conducente.