Nxt Museum: gli studi tv diventati contenitore di tech, AI, design e suono
Nel rivoluzionario spazio espositivo olandese al via «Still Processing»: analisi del rapporto tra uomo e macchina, biologia e AI, sinapsi e algoritmi
di Enrico Marro
4' di lettura
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Se l’ardito Depot Boijmans Van Beuningen di Rotterdam rivoluziona i canoni dell’esposizione della tradizionale opera d’arte, confondendo il palcoscenico con il backstage, il nuovo Nxt di Amsterdam ci immerge direttamente nel futuro: si impone come rivoluzionario contenitore ipertecnologico, cablato e insonorizzato nel nome del matrimonio tra design, tecnologia, arte e scienza.
Il tutto in oltre 620 metri quadrati di un ex complesso di studi televisivi nella moderna zona Nord di Amsterdam, quella che ospita l’iconico The Eye.
Il contenitore del futuro
Facciamo un passo indietro: Nxt apre nell’agosto 2020 da un’idea di Merel van Helsdingen, già manager in colossi del tech come Apple o dell’advertisement come Bartle Bogle Hegarty (ma con la passione della visual art), e Natasha Greenhalgh, direttore creativo. A finanziare il tutto un pool di una ventina di investitori privati tech.
L’idea di base è creare un contenitore completamente nuovo dove fondere design, tecnologia, arte e suono nel Ventunesimo secolo. Un luogo dove creare e sperimentare in una competizione (ma anche collaborazione) tra uomo e macchina, biologia e intelligenza artificiale, sinapsi e algoritmi.
«Un cubo nero di energia»
«Non esisteva nulla di simile in Europa - spiega Merel van Helsdingen, fondatrice e direttrice di Nxt - : nel 2019 ho messo giù il business plan e trovato un pool di una ventina di finanziatori, in particolare società tecnologiche».
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