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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Forse qualcuno ne avrà sentito parlare solo in occasione del preoccupante dispetto fatto da ChatGPT ai suoi sviluppatori: quando l’AI di OpenAI, qualche settimana fa, ha deciso di uscire dal perimetro di sviluppo per andare ad attaccare un’azienda, quella azienda era Hugging Face. Oggi, la notizia è che la stessa Hugging Face è stata acquisita dal produttore di chip più prezioso al mondo, e cioè da Nvidia.
Il gigante di Santa Clara, ha reso noto che l’operazione è stata chiusa per una cifra intorno ai 13 miliardi di dollari. Cifra che fa dell’operazione, immediatamente, la seconda più grande nella storia dell’azienda, dietro solo ai circa 20 miliardi spesi per rilevare gran parte di Groq. E che supera di molto i quasi 7 miliardi con cui nel 2019 fu comprata l’israeliana Mellanox.
Primo particolare, che emerge quasi con violenza dai numeri, è quello del fatturato annualizzato di Hugging Face, che si aggira sui 150 milioni di dollari, saliti da circa 100 milioni in due mesi. Nvidia, dunque, paga ottanta volte i ricavi per una società che tre anni fa, in un round di finanziamento a cui aveva partecipato, valeva 4,5 miliardi.
E allora vale la pena concentrarsi proprio su questa ex startup newyorkese fondata nel 2016. Oggi, dieci anni dopo, è un po’ il luogo dove i modelli open weight vengono depositati, scaricati e messi a punto: oltre due milioni di modelli ospitati e più di tredicimila aziende che ne usano i servizi. Una infrastruttura di distribuzione, con la comunità che le si è formata intorno, che sta crescendo a ritmi rapidi grazie alla disponibilità di modelli AI non chiusi (tipo DeepSeek o Llama, per capirci).
Nella nota diffusa da Nvidia si legge l’impegno a mantenere la piattaforma aperta, a lasciare che chiunque carichi e scarichi modelli e dataset, e soprattutto a continuare a supportare i chip dei concorrenti. Jensen Huang ha ripetuto il concetto in un post sul blog aziendale, dicendo che Hugging Face resterà una piattaforma aperta per l’intero ecosistema.