L’operazione

Nuveen-Schroders, colosso da 230 miliardi su reti e immobili

E’ almeno l’ammontare complessivo degli asset in gestione tra infrastrutture, real estate e real asset delle due società. La prima più bilanciata nelle America, la seconda concentrata tutta sull’Europa

di Laura Cavestri

FILE PHOTO:   REUTERS/Arnd Wiegmann/File Photo

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

L’operazione che vede l’acquisizione, da parte di Nuveen, di Schroders Plc (un’operazione da 13,5 miliardi di dollari) con l’obiettivo di creare uno dei più grandi gestori patrimoniali attivi al mondo con quasi 2,5 trilioni di dollari di asset ha anche importanti effetti sui comparti del real estate, del real asset (terreni, impianti energetici, foreste, miniere ecc..) e delle infrastrutture. Segmenti sempre più interconnessi sia nelle asset allocation che nelle strategie.

Gli asset in gestione tra immobili e infrastrutture

Nuveen, infatti, gestisce - secondo gli ultimi dati disponibili - 139 miliardi di dollari in real estate, oltre 13 miliardi in real asset e 30 miliardi in infrastrutture, per un totale di oltre 182 miliardi di dollari (145 miliardi di euro). Schroders, con l’acquisizione, porta in dote complessivamente circa 50 miliardi di dollari (tra i 33 miliardi di Aum nell’immobiliare e circa 15 nelle infrastrutture). Complessivamente, l’operazione dovrebbe portare alla gestione di (almeno) 230 miliardi di dollari tra asset immobiliari, terreni, impianti e l’ampia galassia delle infrastrutture.

Loading...

Nuveen è un gestore di investimenti della Teachers Insurance and Annuity Association of America, acquisita da quest’ultima nel 2014 con un’operazione da 6,25 miliardi di dollari. Con una storia che risale al 1898, anno in cui iniziò a sottoscrivere obbligazioni municipali, Nuveen gestisce oggi 1,4 trilioni di dollari di asset pubblici e privati, secondo il suo sito web. Schroders è la sua più grande acquisizione fino ad oggi.

Nuveen, con sede a New York (e la cui attività immobiliare europea si basa in gran parte sull’acquisizione da parte di TIAA della divisione di investimento immobiliare di Henderson Global Investors, avvenuta più di 10 anni fa, nota come TH Real Estate) è molto più grande nel settore immobiliare statunitense, con oltre 100 miliardi di dollari del suo patrimonio gestito immobiliare nelle Americhe, 26 miliardi in Europa e 7 nella regione Asia-Pacifico.
Schroders, nel frattempo, è più concentrata in Europa, dove è allocato quasi il 90% del suo patrimonio gestito immobiliare in Europa.

Una fusione difensiva

Diversi esponenti di spicco della City hanno affermato che la vendita di Schroders a Nuveen è stata una fusione difensiva necessaria. Ma la vedono anche come un riflesso delle basse valutazioni delle società quotate britanniche e della minore attrattività di Londra per i capitali esteri in Europa. La vendita di uno degli istituti più noti della City a un gruppo di proprietà di un fondo pensione statunitense evidenzia le sfide che i gestori patrimoniali devono affrontare nel Regno Unito e nell’Europa continentale per far fronte all’ampia portata dei concorrenti statunitensi e all’aumenti della pressione su costi e commissioni, che rendono necessario un consolidamento.

«L’acquisizione del più grande gestore patrimoniale indipendente è un duro colpo per il settore dei servizi finanziari del Regno Unito» ha affermato Martin Gilbert, che ha fondato Aberdeen Asset Management negli anni ’80 e l’ha guidata attraverso una fusione con Standard Life nel 2017. La sua vecchia società, Aberdeen Group Plc, è comunque ancora quotata a Londra: è uno dei pochi gestori di fondi britannici indipendenti, tra cui Man Group Plc e Jupiter Fund Management.

Con questa mossa, si pongono fine a oltre due secoli di indipendenza per il più grande gestore patrimoniale indipendente del Regno Unito. Il marchio Schroders verrà mantenuto. Londra fungerà da sede centrale non statunitense e da ufficio più grande del gruppo combinato, con circa 3.100 dipendenti.

«In un panorama competitivo in cui la scalabilità può contribuire a generare vantaggi, l’acquisizione creerà «opportunità per i nostri clienti e per il nostro personale» ha dichiarato giovedì Richard Oldfield, amministratore delegato di Schroders, in una nota. Oldfield manterrà il ruolo e si unirà al team dirigenziale di Nuveen.

Gli azionisti, tra cui la famiglia e gli amministratori di Schroders, con una partecipazione complessiva di circa il 42% della società, hanno accettato di sostenere l’operazione. La conclusione è prevista per il quarto trimestre di quest’anno. Nuveen sta finanziando l’operazione con le risorse di cassa esistenti e una linea di credito di 3,1 miliardi di sterline erogata da Bnp Paribas SA.

Entro 12-18 mesi verrà elaborato un piano di integrazione dettagliato per le aziende che impiegano un totale di 9.600 dipendenti, durante il quale Schroders continuerà a operare come unità autonoma, gestita dal suo attuale trio di direttori esecutivi per almeno il prossimo anno.

L’operazione arriva quasi cinque anni dopo che Schroders aveva valutato la propria offerta per la rivale M&G Plc, che avrebbe creato un secondo gestore patrimoniale britannico da mille miliardi di dollari dietro Legal & General Group Plc. Ma quei colloqui non si sono mai concretizzati. Secondo la classifica IPE Real Asset, l’acquisizione potrebbe creare il quinto gestore di investimenti immobiliari e l’undicesimo gestore di fondi infrastrutturali globali.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter RealEstate+

La newsletter premium dedicata al mondo del mercato immobiliare con inchieste esclusive, notizie, analisi ed approfondimenti

Abbonati