Nuovo scossone al MiC: si dimette il direttore generale Cinema e Audiovisivo Nicola Borrelli
Il passo indietro comunicato dopo la mezzanotte al ministro, alle prese con le polemiche per la mancata partecipazione al Premio Strega
4' di lettura
4' di lettura
Un’altra notte agitata per il ministero della Cultura, un’altra poltrona che salta. Con un comunicato stringato e diffuso a tarda ora, il ministro Alessandro Giuli ha annunciato di aver «preso atto» delle dimissioni di Nicola Borrelli, storico direttore generale Cinema e Audiovisivo del MiC. L’uscita di scena, arrivata in un momento di crescente tensione, rappresenta l’ennesimo scossone per un settore strategico ma tormentato, proprio nel cuore dell’estate romana.
Borrelli lascia dopo anni di regno silenzioso, ma influente, in cui aveva gestito i delicati meccanismi del tax credit e i rapporti con un’industria cinematografica in perenne bilico tra creatività e burocrazia. La sua uscita, però, appare inevitabilmente come il segnale che sul comparto del cinema e dell’audiovisivo al Ministero si sia toccato il punto di ebollizione.
Il caso Kaufmann
Dietro le dimissioni di Borrelli si staglia l’ombra lunga del cosiddetto “caso Kaufmann”. Francis Kaufmann, coinvolto in un duplice omicidio a Villa Pamphili, avrebbe beneficiato - tramite il suo socio italiano Marco Perotti della Coevolution srl - di un tax credit da 860mila euro per il film “Stelle della notte”, mai realmente decollato. Il sospetto? Che si tratti dell’ennesimo “film fantasma”.
La Procura ha aperto un’indagine e la settimana scorsa è scattato il sequestro di documenti proprio negli uffici della direzione Generale Cinema, dove il ministro Giuli si è presentato in prima persona con la polizia giudiziaria. «Mai più film fantasma», ha tuonato in Parlamento il titolare del dicastero della Cultura, promettendo una stretta drastica sui controlli e una riforma del sistema di incentivi «a prova di truffa».
Un addio che pesa
Nicola Borrelli non è un funzionario qualunque: è una delle figure più longeve e rispettate nel mondo del cinema italiano. Uscire in silenzio, nel cuore della notte, è gesto che pesa. Ufficialmente nessuna dichiarazione polemica. Solo i ringraziamenti del ministro e la rituale «conferma di stima». Ma, nel settore, in molti leggono la mossa come un portato di una gestione incalzata da troppe pressioni incrociate.









