Il caso

Nuovo attacco della Tv russa a Meloni. Pesanti insulti da Solovyev. La premier: «Avanti con orgoglio»

L’anchorman, volto della propaganda russa, è tornato a insultare la premier, che il 15 aprile ha rinnovato a Zelensky il sostegno all’Ucraina

di Manuela Perrone

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Insulti durissimi a Giorgia Meloni, anzi irripetibili, sono partiti oggi da Vladimir Solovyev, giornalista vicino a Vladimir Putin e potente megafono della propaganda russa. Il vicepremier e titolare della Farnesina Antonio Tajani ha fatto convocare l’ambasciatore russo a Roma, Aleksej Vladimirovic Paramonov «per esprimere formali proteste - ha scritto in un post su X - dopo le gravissime e offensive dichiarazioni del conduttore sulla televisione russa nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni al quale va tutta la mia solidarietà e vicinanza». Solidarietà è stata espressa anche dall’altro vicepremier, il leghista Matteo Salvini, spesso tenero con la Russia e invece stavolta inflessibile: «Gli insulti alla premier Giorgia Meloni mandati in onda sulla tv russa sono gravi e inaccettabili. Affettuosa solidarietà a Giorgia, senza se e senza ma».

«Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada. Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini. La nostra bussola resta una sola: l’interesse dell’Italia. E continueremo a seguirla con orgoglio, con buona pace dei propagandisti di ogni latitudine». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni replicando su X all’attacco del conduttore televisivo russo Vladimir Solovyov, tra i principali volti dei media filogovernativi di Mosca.

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Le accuse di tradimento

Nel corso della sua trasmissione televisiva, l’anchorman si è scagliato contro la premier definendola Meloni «fascista» e l’ha apostrofata con il termine «puta» (“prostituta”), accusandola di aver tradito i propri elettori e il presidente statunitense Donald Trump. «Che brutta donnuccia, cattiva», ha rincarato in italiano. La vicenda è stata ripresa da diversi canali social russi, dove circolano estratti video e commenti. La tempistica non è casuale: il 15 aprile il leader ucraino Volodymyr Zelensky è tornato in Italia dopo soli quattro mesi, ricevuto prima a Palazzo Chigi e poi al Quirinale, ottenendo di nuovo la garanzia del pieno e fermo sostegno di Roma a Kiev e concordando l’avvio del “Drone Deal” per la produzione di droni.

Gli attacchi del 2023

Solovyev non è nuovo agli improperi. Già a marzo del 2023, il conduttore aveva alzato i toni dandole dell’«idiota patentata», epiteto che usa spesso. «Su, forza, signora – aveva esordito, trasmettendo un discorso di Meloni sulla pace –. Sono sepolti anche militari italiani sulla terra russa. Quei italiani che conosco io maledicono politici come questa, che portano il popolo italiano in un’altra guerra». Poi ancora: «Meloni, hai mica voglia di andare a camminare per le vie di Donetsk, vedere Lugansk. Cedere come i tuoi amici fascisti. Forse te ne sei dimenticata. Meloni, cosa significa la parola fascisti. Sei venuta dai fascisti. Zelensky è fascista».

Gli insulti alla dem Picierno

Altre italiane sono finite nel mirino di Solovyev. Una in particolare: la vicepresidente dem del Parlamento europeo, Pina Picierno, un anno fa era stata pesantemente aggredita, sempre per la sua costante vicinanza alle sofferenze del popolo ucraino. «La sua bocca puzza di tirannia», aveva attaccato, invitato da Massimo Giletti. «Vergogna della razza umana, bestia, idiota patentata». Una violenza verbale condannata da tutto il Pd come «intimidazione».

I messaggi di solidarietà alla premier

Solidarietà a Meloni è stata espressa da esponenti della maggioranza e delle opposizioni. Tra i primi, il presidente della Camera Lorenzo Fontana: «Condanno con fermezza i gravissimi insulti rivolti al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Parole volgari e offensive che suscitano profonda indignazione e che non sono compatibili con il rispetto dovuto alla dignità della persona e alle istituzioni». «Siamo di fronte a un attacco volgare e inaccettabile alle istituzioni italiane, che va respinto con estrema fermezza», ha sottolineato il presidente del Senato, Ignazio La Russa. «All’amica e presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la solidarietà mia personale e del Senato della Repubblica». Di «attacchi inaccettabili e vergognosi», hanno parlato i capigruppo di Fdi Galeazzo Bignami e Lucio Malan. Dello stesso tenore la condanna della capogruppo di Fi al Senato, Stefania Craxi.

Le voci nel Pd e nel M5S

Anche la presidente M5S della Commissione di vigilanza sulla Rai, Barbara Floridia, ha definito gli attacchi «inaccettabili e degradanti». Dal Pd si è levata la voce del senatore Filippo Sensi: «Le aggressioni di questi sicofanti sono medaglie. E pensare che questo personaggio trova spesso ospitalità in tv a casa nostra. Che imbarazzo per i filorussi, che pena».

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