La Festa della Liberazione a Pesaro

Nuovi insulti sui social a Liliana Segre dopo il 25 aprile. Indagini su un centinaio di account

Questa volta ad “accendere la miccia” la sua partecipazione lo scorso 25 aprile alla commemorazione della festa della Liberazione a Pesaro, città dove trascorre le vacanze e dove conobbe il marito Alfredo Belli Paci, e la proiezione sabato sera su Rai 3 del documentario di Ruggero Gabbai “Liliana”. Sulla pagina social dell’europarlamentare Pd Matteo Ricci, che ha postato una foto a Pesaro con la senatrice a vita, sono arrivati una ridda di commenti, alcuni positivi, ma altri di puro insulto

di Redazione Roma

Articolo aggiornato il 28 aprile 2025, ore 11:00

"Israeliani nazi", sfregiato il murales con Liliana Segre, Edith Bruck e Sami Modiano a Milano

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Liliana Segre continua ad essere oggetto degli attacchi sui social. Questa volta ad “accendere la miccia” la sua partecipazione lo scorso 25 aprile alla commemorazione della festa della Liberazione a Pesaro, città dove trascorre le vacanze e dove conobbe il marito Alfredo Belli Paci, e la proiezione sabato sera su Rai 3 del documentario di Ruggero Gabbai “Liliana”. Sulla pagina social dell’europarlamentare Pd Matteo Ricci, che ha postato una foto a Pesaro con la senatrice a vita, sono arrivati una ridda di commenti, alcuni positivi, ma altri di puro insulto come «il lavoro rende liberi ma questa è rimasta schiava di Netanyahu», «Invece di invitare lei potevate invitare chi racconta le sue disavventure senza rubarci lo stipendio da senatrice a vita». E altri insulti sono arrivati sulla pagina del sindaco Andrea Biancani e su quella del Comune. Frasi come «La più nazista di tutte», «vecchia il popolo italiano non ti vuole», «stanno facendo la raccolta differenziata».

La senatrice a vita valuterà la denuncia

«Sono parole gravi che andrebbero perseguite dalla giustizia - ha sbottato il sindaco -. Pesaro è con lei e bene, benissimo, abbiamo fatto a darle la cittadinanza onoraria». Già in passato la senatrice, attraverso il suo legale Vincenzo Saponara, ha presentato denunce e la Procura di Milano ha chiuso le indagini su 12 persone accusate di minacce e diffamazione aggravate da motivi di odio razziale nei suoi confronti (per altre 17) presentando una tabella con 246 account social con gli insulti e le minacce che contengono). Ed ora pare scontato che valuterà la denuncia anche per i nuovi insulti. Una situazione che ha continuato ad aggravarsi dal 7 ottobre 2023 ma che non fa desistere la senatrice, che il 10 settembre compirà 95 anni, dal partecipare ad incontri e continuare il suo lavoro di tenere viva la memoria sull’Olocausto.

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Indagini su un centinaio di account

Devono proseguire le indagini sugli insulti social per diffamazione, con l’aggravante della discriminazione dell’odio razziale, nei confronti di Liliana Segre. Lo ha deciso il gip di Milano Alberto Carboni, che ha ordinato alla Procura di identificare con nuovi accertamenti 86 account, accogliendo in sostanza l’istanza ad andare avanti con il procedimento avanzata dalla senatrice a vita, tramite l’avvocato Vincenzo Saponara. Lo stesso giudice ha ordinato l’iscrizione di nove persone che non erano state indagate e l’imputazione coatta per altre sette. La Procura aveva chiesto l’archiviazione per 17 posizioni. Archiviata l’accusa nei confronti di chef Rubio.

Gip, accusare di nazismo Segre è uno sfregio alla memoria

Accusare «di nazismo una reduce dai campi di sterminio integra di per sé» la diffamazione ed è «uno sfregio alla verità oggettiva» e «la più infamante delle offese per la reputazione di chi ha speso la propria vita per testimoniare gli orrori del regime e per coltivare la memoria dell’olocausto». Lo scrive il gip Alberto Carboni nell’ordinanza con cui, respingendo in gran parte le richieste della Procura, ha ordinato di andare avanti con le indagini su 86 account per gli insulti a Liliana Segre, di indagare altre nove persone e di disporre l’imputazione coatta per sette. Il “web”, scrive il gip, non può essere una zona franca.

Immediata la solidarietà bipartisan alla senatrice a vita.

Piantedosi, «solidarietà a Liliana Segre attaccata da codardi»

«La più totale solidarietà alla Senatrice Liliana Segre, ancora una volta vittima di volgari insulti antisemiti da parte di vigliacchi che si nascondono dietro l’anonimato dei social per dare sfogo alla loro codarda violenza verbale. Continueremo ad impegnarci per combattere ogni forma di discriminazione con assoluta fermezza. È un impegno delle istituzioni ma deve esserlo di tutti, senza tentennamenti né ambiguità. Deve essere il modo più autentico per affermare i valori di libertà, rispetto e convivenza civile su cui si fonda la nostra Repubblica». Così su X il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi,

La Russa, Segre vittima di insulti vergognosi

«Nel ribadire con assoluta fermezza la mia totale condanna per qualunque atto di antisemitismo, esprimo solidarietà mia personale e del Senato della Repubblica alla senatrice Liliana Segre, vittima di vergognosi insulti sulla pagina social del comune di Pesaro». Così su Fb il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Fontana, Segre oggetto di vili e intollerabili insulti

«Esprimo la mia solidarietà alla senatrice a vita Liliana Segre, oggetto di vili e intollerabili insulti sui social. A lei va la mia vicinanza. È fondamentale essere uniti nel contrasto all’odio e nella difesa della memoria e dei valori democratici». Cosi il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

Schlein, il Pd sta con Segre, faro ed esempio contro l’odio

«Il Partito Democratico sta con Liliana Segre, che continua a essere faro ed esempio contro l’odio e l’indifferenza, che hanno portato alle pagine più buie della nostra storia». Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein. «Gli insulti vergognosi ricevuti dalla senatrice Segre dimostrano quanto ci sia ancora bisogno del suo impegno per una società più libera, giusta e consapevole. E quanto tutti noi dobbiamo impegnarci ogni giorno contro l’odio in ogni sua forma, contro l’antisemitismo, contro il razzismo, contro questa violenza dilagante che troppo spesso sulla rete rimane impunita e non lo possiamo accettare. Siamo al suo fianco», conclude.

Conte, «solidarietà a Segre, vili insulti»

«Solidarietà e vicinanza a Liliana Segre, nuovamente bersaglio dei vili insulti e delle minacce dei soliti meschini leoni da tastiera. A chi semina odio, intolleranza e cultura antidemocratica rispondiamo senza esitazioni: non passerete, ci troverete sempre con la guardia in alto». Lo scrive il leader M5S, Giuseppe Conte, sui social.

Il documentario

Una conferma delle ostilità in rete c’è stata anche con la messa in onda sabato sera del documentario su Segre, andato in onda su Rai3. Solo su Facebook il post con l’annuncio della messa in onda ha avuto oltre 400 commenti, alcuni dai toni belligeranti non solo riguardo a Gaza (e a poco è servito l’appello di Segre per i bambini, e le parole di scoramento per le immagini «da Gaza e dall’Ucraina») ma anche per la sua posizione sui vaccini. «La sig.ra Segre è stata indifferente al green pass a due anni di dittatura sanitaria, troppo spesso non vede non sente non parla». E se c’è chi le riserva un «le voglio bene» o «splendida signora», da altri sono solo insulti a Segre, che da anni vive sotto scorta a causa delle minacce. «Sono tantissimi gli odiatori, vigliacchi che non si presentano» aveva constatato a inizio marzo a un incontro al Memoriale della Shoah per un convegno sulle vittime dell’odio, aggiungendo: «Metto una gamba davanti all’altra, non ho paura».

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