Medio Oriente

Nuovi attacchi Houthi, colpita una base militare saudita

Questa immagine, tratta da un video senza data diffuso sabato 12 settembre 2026, mostra i combattenti Houthi intonare canti dopo aver pregato accanto a veicoli militari durante quella che, secondo il gruppo, era la loro avanzata contro le forze sostenute dall’Arabia Saudita in una località non specificata nel sud dello Yemen. (Ufficio stampa di Ansar Allah via AP) APN

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Nuovi attacchi degli Houthi, che hanno colpito con droni e missili balistici depositi di armi e centri di comando e controllo in una base militare nella regione di Sharurah, in Arabia Saudita.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Sharurah

In Arabia Saudita

fonte: Google maps

Avvisando che le operazioni future saranno “più intense e di più ampia portata” e che si spingeranno in profondità nel territorio saudita. I media statali di Riad hanno diffuso filmati che mostrano i danni subiti anche da abitazioni e da una moschea in un altro raid dei ribelli nella provincia meridionale di Jazan.

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Jazan (Jizan)

In Arabia saudita

fonte: Google maps

Riad, che guida la frammentata coalizione anti-Houthi, tenta di contrastare l’offensiva dei “partigiani di Dio”: aerei sauditi hanno effettuato due attacchi aerei contro i distretti di Sahar e Baqim”, ha riferito Sanaa Almasirah TV, affiliata agli Houthi, che pochi minuti prima aveva segnalato “colpi di artiglieria” nel distretto di confine di Monabbih.

Il governo yemenita, nel frattempo, ha promesso di inviare ulteriori forze sulla costa del Mar Rosso dopo aver ammesso una sconfitta “dolorosa” la scorsa settimana, quando i combattenti filo-iraniani hanno conquistato la città portuale di Mokha e un’isola che consente loro di controllare lo strategico stretto di Bab el-Mandeb, una delle rotte mondiali più importanti per il trasporto di petrolio dal Golfo verso il Mediterraneo.

Ma per ora gli Houthi sembrano ben saldi nella loro avanzata, che secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIim) da luglio ha causato 86.000 sfollati. E si sentono meno vulnerabili dopo che Donald Trump ha rifiutato due volte una richiesta di intervento diretto da parte di Mohammed bin Salman.

Ora il principe ereditario saudita si trova di fronte al dilemma di cosa fare dopo che i due stretti del Golfo sono caduti in mano nemica e che il cruciale oleodotto Est-Ovest è stato colpito dai ribelli yemeniti.

Yanbu

In Arabia Saudita

fonte: Google maps

Operatori di mercato e acquirenti di petrolio saudita hanno riferito alla Reuters che Riad dispone di riserve sufficienti presso il porto di Yanbu, sul Mar Rosso, per garantire le esportazioni per un periodo compreso tra i cinque e i sette giorni, qualora l’oleodotto dovesse rimanere chiuso.

In tal caso, fino al 4% dell’offerta globale di petrolio potrebbe essere a rischio, oltre ai milioni di barili al giorno già persi a causa dell’interruzione del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz.

Gli analisti del mercato petrolifero prevedono un nuovo rialzo dei prezzi alla riapertura dei mercati lunedì.

E domenica il prezzo al dettaglio del diesel negli Stati Uniti - un dato politicamente sensibile - ha raggiunto un nuovo massimo storico, superando i 6,20 dollari al gallone.

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Proseguono intanto gli incidenti nello stretto di Hormuz. L’Iran ha reso noto che una persona è rimasta uccisa e quattro membri dell’equipaggio sono rimasti feriti a bordo di una nave commerciale iraniana colpita al largo delle proprie coste, mentre l’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha riferito che un’imbarcazione è stata colpita da un proiettile, che ha provocato un incendio e reso necessaria l’evacuazione dell’equipaggio.

E non ci si attendono svolte neppure dall’incontro di lunedì 14 settembre in Oman tra l’Iran e i Paesi del Golfo per un accordo che disciplini le future rotte di navigazione attraverso lo stretto.

Un incontro di cui Trump ha detto che non gli importa nulla: “Non mi interessa. Sono affari loro”, ha commentato, ribadendo che il conflitto finirà con le elezioni di Midterm a inizio novembre.

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