Nuove regole bike friendly con molti punti critici
Le misure puntano a incentivare l’uso delle due ruote: l’efficacia è dubbia
di Dom.C.
2' di lettura
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Il Codice della strada si fa più “bike friendly” con i decreti Rilancio e Semplificazioni. Che puntano a incentivare gli spostamenti in bicicletta, ma, al contempo, “deregolamenta” l’uso delle due ruote e introduce novità di dubbia efficacia anche in altri settori della mobilità.
Le novità riguardanti le biciclette sono quelle che destano più preoccupazioni in termini di concreta applicabilità. Nel pacchetto di norme, oltre al doppio senso ciclabile che incentiva il contromano, c’è l’introduzione di una “strada urbana ciclabile” a unica carreggiata, con banchine pavimentate, marciapiedi e limite di velocità non superiore ai 30 km/h. In quest strade ci sarà un’apposita segnaletica verticale e orizzontale e chi circola dovrà sempre dare la precedenza ai ciclisti, anche se si immettono sulla strada da vie e abitazioni private. Imporre un limite di velocità su una strada, tuttavia, non è il presupposto per consentire deroghe a regole poste a tutela della sicurezza: quel limite, infatti, può essere facilmente superato (pagando una sanzione), facendo venir meno le condizioni di sicurezza sulle quali si fonda la deroga.
È stato inoltre previsto che, negli incroci con semaforo, la linea di arresto per le biciclette possa essere realizzata sulla soglia dell’intersezione ed estesa a tutta la larghezza della carreggiata o della semi-carreggiata, in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli, sempre se ci sono le condizioni di sicurezza (sempre con ordinanza comunale).
Questa linea di sicurezza avanzata, denominata «casa avanzata», può essere realizzata sulle strade con velocità consentita fino a 50 km/h ed è posta a una distanza di almeno tre metri dalla linea d’arresto del flusso dei veicoli. L’area è accessibile attraverso una corsia riservata di lunghezza almeno pari a cinque metri, sul lato destro, in prossimità dell’intersezione.
Anche il concetto di «casa avanzata» non è del tutto condivisibile sul piano pratico: i ciclisti, infatti, verrebbero esposti al pericolo derivante dalla partenza dei veicoli a motore che stanno dietro.


