Piano casa, stretta anti furbetti. Dati al Fisco e stop ai benefici
di Giuseppe Latour e Giovanni Parente
di Fabrizia Villa
2' di lettura
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«Gli oggetti devono fare compagnia», ripeteva Achille Castiglioni, un autentico genio delle lampade. Le sue Arco, Parentesi, Toio e Taccia tessono da oltre 50 anni la trama del rapporto tra oggetto e ambiente. Sono luci che si vedono anche da spente, come molte delle novità che hanno illuminato quest’ultimo anno, progetti importanti, per colore, volume o presenza scultorea.
Rivelano una nuova personalità le iconiche Twiggy, Binic, Magneto, Bahia e Gregg di Foscarini, che Ferruccio Laviani ha reinterpretato per la capsule collection Be/Colour! Grazie ai nuovi colori scelti da Laviani, le lampade di Foscarini rivelano un volto diverso. Il gioco di accostamenti e contrasti cromatici fa emergere dettagli, valorizza l’anima di un modello, mostrandolo sotto una luce totalmente nuova. Il colore, come spiega Carlo Urbinati, presidente di Foscarini, «fa prendere vita ai volumi, permette di leggere i pieni e i vuoti ed esprime, dell’oggetto, la personalità».
Una teoria che trova conferma nella lampada Tgv di Ionna Vautrin nata dalla collaborazione tra Moustache e Sncf. I colori intensi che la vestono, il rosso e il blu in particolare, ne fanno un oggetto iconico sia a bordo dei treni dell’alta velocità sia in ambiente domestico. Dall’incontro tra Nemo e Jean Nouvel arriva un'altra suggestione cromatica, la lampada da tavolo On-Lines, in alluminio, verniciato in bianco o nero con diffusori in policarboanto colorato, un oggetto in equilibrio tra gioco e rigore grafico.
Il tono giusto per portare la poesia negli interni lo trova ancora una volta Cristina Celestino, che con la sospensione Physalis per Wonderglass riproduce l’impalpabile involucro dell’alchechengio: tre fiori rosa pallido di vetro Pulegoso soffiato dai maestri di Murano. È, invece, modulare la proposta più preziosa di Flos, Arrangements, sistema di elementi geometrici disegnato da Michael Anastassiades. Tra scultura e gioiello, questo chandelier può essere personalizzato grazie al configuratore accessibile dal sito dell’azienda.
È sartoriale l'omaggio che il duo creativo Servomuto, Alessandro Poli e Francesca De Giorgi, ha reso durante il Fuorisalone ai disegni e alle architetture di Aldo Rossi. Le sospensioni e appliques Palazzi, pezzi unici realizzati con i tessuti Dedar, citano in particolare quel Teatro del Mondo che Rossi realizzò per la Biennale del 1979, perfetta sintesi tra classicità e modernità.
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