Nuova Transizione 5.0, sull’estensione del bonus al cloud lo scoglio delle risorse
Pochi spiragli per cambi a breve. Il Mimit è tiepido sull’ipotesi del voucher
2' di lettura
I punti chiave
2' di lettura
La versione definitiva del provvedimento attuativo della nuova Transizione 5.0 non ha riservato ulteriori sorprese: i software in modalità cloud computing sono esclusi dal piano di incentivi. Il decreto interministeriale del ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) e del ministero dell’Economia (Mef) è stato pubblicato giovedì 11 giugno e venerdì 12 è partita la piattaforma del Gse sulla quale le imprese possono caricare le comunicazioni preventive dei progetti, ma i software erogati in modalità as a service (Saas), cioè attraverso canoni di abbonamento, e in quanto tali non soggetti ad ammortamento tradizionale, non sono ammessi all’iperammortamento.
Chiedilo al Sole
Saas esclusi
L’esclusione è frutto di rilievi tecnici mossi dalla Ragioneria dello Stato alla prima versione del decreto attuativo, che invece conteneva un’interpretazione estensiva, sulla falsariga di quanto avvenuto nell’ambito dell’iperammortamento previsto dalla legge di Bilancio 2019 che includeva i software in modalità cloud tra i beni immateriali incentivabili, limitatamente alla quota del canone di competenza del singolo periodo d’imposta di vigenza dell’agevolazione. A ogni modo, secondo quanto si è potuto ricostruire, al momento non ci sono grandi spiragli per immaginare un ripensamento a breve attraverso un’eventuale norma primaria.
Durante l’ultima assemblea di Confindustria, c’è stata sul tema un’apertura in chiave di principio da parte della premier Giorgia Meloni – «è corretto e intelligente ragionare di includere negli incentivi gli investimenti su software e cloud, credo che dobbiamo fare i conti con il mondo verso il quale andiamo» è stato un passaggio del suo intervento. A sua volta il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’assemblea, aveva tenuto a puntualizzare che la proposta del Mimit prevedeva anche il cloud, «ora – aveva poi aggiunto – stiamo lavorando con il ministero dell’Economia perché sia ricompreso».
Partita bloccata
Tuttavia, il confronto a livello tecnico al momento non ha sbloccato la partita. Dagli uffici dell’Economia sarebbe stata avanzata l’ipotesi di individuare un differente tipo di nuova agevolazione per i software in modalità cloud, magari nella forma di voucher/contributi (in aggiunta a strumenti già esistenti), in modo da dribblare il problema che consiste nel fatto che un prodotto pagato con canoni di abbonamento sfugge alle regole dell’ammortamento tradizionale sulle quali si basa la maxi-deduzione del nuovo piano Transizione 5.0.
Una soluzione che non sembrerebbe convincere, almeno per ora, i tecnici del Mimit, nella consapevolezza che separare il cloud dalla digitalizzazione 5.0, da un punto di vista di procedure e documentazione, potrebbe rappresentare una complicazione per le stesse aziende. Oltre al tema delle risorse, ovviamente, perché i voucher potrebbero essere a carico del bilancio del Mimit e non più del Mef.








