Il regime attuale
Proprio per questi problemi, ad agosto dell’anno scorso la legge concorrenza (la 124/2017) aveva trovato una soluzione di compromesso: stabilire che nelle province col più alto numero di sinistri ci fosse uno sconto per i più “virtuosi” che accettano di farsi montare la scatola nera. Probabilmente un palliativo, anche complicato da mettere in atto (richiede studi statistici approfonditi ed è subordinato all’emanazione di norme attuative sulla scatola nera che sono ancora allo studio). Ma tant’è.
Il progetto per il futuro
Proprio il fatto che la maggioranza degli assicurati sia in prima classe segnala che l’attuale bonus malus è un sistema inadeguato. Gli addetti ai lavori lo sanno da anni e in estate sono stati mossi i primi passi per arrivare a una riforma del sistema, che ilsole24ore.com anticipò lo scorso aprile. Ci saranno incontri fra il ministero competente (quello dello Sviluppo economico), l’autorità di vigilanza del settore (l’Ivass) e le compagnie.
Sarà un’operazione lunga e complicata. Innanzitutto perché si dovrà tenere conto degli sviluppi tecnologici e sociali già maturati da quando esiste il bonus-malus (per esempio, l’uso condiviso di uno stesso veicolo non solo nell’ambito di una stessa famiglia, ma anche con formule contrattuali come il car sharing), ma anche di quelli prevedibili per i prossimi decenni (fino ad arrivare alla guida completamente autonoma, nella quale l’assicurazione dovrebbe essere inclusa nella garanzia del prodotto, perché il concetto di conducente non dovrebbe più esistere). La tecnologia andrà comunque gestita al meglio, come dimostrano gli attuali problemi di affidabilità delle scatole nere che stanno ritardando i provvedimenti attuativi degli sconti tariffari legati al loro impiego e stabiliti oltre un anno fa dalla legge concorrenza.
Bisognerà poi decidere se e quanto le compagnie potranno essere libere di tariffare anche lo stile di guida, nodo-chiave anche delle attuali diatribe sulla personalizzazione delle polizze con scatola nera. Per esempio, non è detto che chi fa forti frenate sia un guidatore pericoloso: esiste anche una tecnica che lo prevede per rendere più sicura l’impostazione di una curva.
Infine, si dovrà trovare un modo per superare le possibili iniquità di uno dei sistemi più indicati per rispondere alle esigenze attuali e future: quello legato solo alla persona, che quindi obblighi ciascun guidatore ad avere una propria polizza. Ciò, senza adeguati correttivi, favorirebbe i single benestanti (che possono permettersi di possedere più veicoli e dovrebbero avere una sola polizza), penalizzando i nuclei familiari numerosi e meno abbienti dove pià persone condividono un solo veicolo.