Dal 18 giugno

Nuova maturità al via: 527mila gli studenti interessati

Commissioni ridotte da sette a cinque membri e colloquio ristretto a quattro materie nello schema scelto dal ministro Valditara

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Gli esami di maturita' all'Istituto Tecnico Itis di Brescia, 19 giugno 2024. /// Students take final high-school exam 'maturita' at the at the Itis Technical Institute in Brescia, Italy, 19 June 2024. Over 526.317 students across Italy will start on 19 June the high-school final exams with a written Italian exam. ANSA/ SIMONE VENEZIA ANSA

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Conto alla rovescia per oltre 527mila studenti italiani di quinta superiore, tra candidati interni (513.479) ed esterni (14.128), di cui 273.854 ai licei, 167.136 agli istituti tecnici e 86.617 ai professionali. Giovedì 18 giugno, alle ore 8.30, saranno chiamati tra i banchi per svolgere la prima prova, lo scritto d’italiano, dell’esame di maturità 2026, che si presenta rinnovato sia nel nome (non sarà più «di Stato» bensì di «maturità») sia nella formula. Come dimostrano, da un lato, l’orale circoscritto alle quattro discipline individuate dal Mim insieme alla materie della seconda prova d’indirizzo in calendario venerdì 19 sempre alle 8.30. E, dall’altro, la riduzione delle 13.989 commissioni a cinque membri, di cui due interni e due esterni come il presidente, anziché sette come in precedenza.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I principali cambiamenti

In realtà le novità che li attendono sono molte di più. Il colloquio diventa più strutturato; si parte dal racconto di sé e si chiude solo dopo aver affrontato il poker di materie prescelte, il percorso scuola-lavoro e l’educazione civica. È vietato fare “scena muta” come accaduto l’anno scorso in una decina di casi balzati all’onore della cronaca: su input del ministro Giuseppe Valditara chi si presenta e sceglie pretestuosamente il silenzio viene bocciato, perché l’esame è valido solo se il candidato svolge tutte le prove.

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Se gli argini entro i quali l’orale deve svolgersi - e dunque le domande che i commissari possono porre - restano gli stessi, essendo anche stavolta fissati sempre dal documento del 15 maggio pubblicato nell’albo online dell’istituto e accessibile a tutti, cambia la sua struttura. Non si tratta più di un momento unico davanti alla commissione, diviso in quattro fasi, e non si parte più dal materiale scelto dalla commissione. Da quest’anno gli studenti esordiscono con una breve riflessione sul proprio percorso scolastico e personale che dimostri la loro maturazione. Dopodiché si passa alle domande e agli approfondimenti sulle quattro discipline. Il colloquio continua poi con la presentazione delle esperienze di formazione scuola-lavoro (l’ex alternanza poi diventata Pcto) con una breve relazione o un lavoro multimediale, le competenze di educazione civica e la discussione delle prove scritte.

Novità in vista anche sul comportamento: con il 6 il consiglio di classe assegna un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale da trattare in sede di colloquio; con il cinque non si è ammessi all’esame.

Resta immutato il credito scolastico che si attribuisce in sede di scrutinio finale. È maturato nel secondo biennio e nell’ultimo anno fino a un massimo di 40punti: 12 per il terzo anno, 13 per il quarto e 15 per il quinto. Il punteggio più alto può essere attribuito solo se il voto di comportamento è pari o superiore a nove decimi. Gli altri 60 punti arrivano dalle prove, divisi in 20 per ciascuno scritto e 20 per l’orale.Per l’assegnazione del punteggio al colloquio viene utilizzata una nuova griglia di valutazione che ha l’obiettivo di uniformare a livello nazionale i comportamenti tra le varie commissioni: gli indicatori passano da cinque a quattro, ciascuno declinato in cinque livelli di prestazione, con un punteggio che oscilla tra 0,5 e 5 punti per un massimo complessivo di 20. Durante tutto il colloquio, la commissione tiene d’occhio il curriculum dello studente, che non è più un semplice allegato al diploma.

Le prove scritte

La prima prova scritta, a carattere nazionale, è l’italiano e la durata massima è di sei ore. Accerta la padronanza della lingua italiana, le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato attraverso la redazione di un elaborato con differenti tipologie testuali in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. La seconda prova scritta, anch’essa decisa dal Mim, è quella d’indirizzo: accerta conoscenze, abilità e competenze attese dal profilo educativo, culturale e professionale dello studente. Le materie sono già note ai maturandi da fine gennaio.

La votazione finale

L’esame si valuta in centesimi. Il punteggio minimo per superarlo è 60. La commissione può integrare il punteggio fino a un massimo di tre punti, ma solo per i candidati che abbiano raggiunto almeno 90 punti complessivi tra credito scolastico e prove d’esame. Si tratta di una stretta rispetto al passato: fino alla sessione precedente i punti bonus potevano arrivare fino a cinque, con una soglia di accesso fissata a 80 punti. Per la lode le regole serve l’unanimità e va solo a chi raggiunge 100 punti senza il bonus: servono il massimo del credito scolastico e il massimo in tutte e tre le prove d’esame. Basta un solo “no”, adeguatamente motivato, per vederla sfumare.

Gli esiti influiscono anche sul lavoro futuro. Nel suo ultimo rapporto AlmaLaurea (su cui si veda altro articolo a pagina 12) quantifica nello 0,6% in più il vantaggio occupazionale per ogni punto in più al diploma. Non proprio un’inezia.

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