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Nuova Kia Stonic: come è cambiata e come è fatta

Il restyling porta uno stile più deciso, interni maturi e una gamma motori pensata per un’Europa in transizione

di Danilo Loda

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La nuova Kia Stonic arriva con un look che lascia poco spazio ai dubbi. Il linguaggio “Opposites United” porta linee più nette e proporzioni che puntano sulla presenza scenica senza stravolgere l’impronta compatta del modello. L’unico dato che cambia davvero è la lunghezza, che cresce di 25 millimetri grazie ai paraurti ridisegnati.

Il frontale mostra fari con firma luminosa Star Map, prese d’aria più scolpite e un parafango rivisto. Dietro, debutta un layout del portellone più pulito, gruppi ottici dal disegno riconoscibile e un diffusore aggiornato. I cerchi da 16 e 17 pollici completano il quadro, con un design dedicato per la GT-Line. Nuovi anche i colori Adventurous Green e Yacht Blue, più vivaci del solito.

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Motori per un continente che cambia ritmo

Kia sa che l’Europa non procede alla stessa velocità nella transizione energetica. Per questo la gamma Stonic parte dal 1.0 T-GDI da 100 CV e 172 Nm, disponibile negli allestimenti Urban e Style e abbinato esclusivamente al manuale a sei marce. Lo stesso tre cilindri è proposto anche in versione mild hybrid 1.0 T-GDI MHEV da 115 CV e 200 Nm, con possibilità di scegliere tra cambio manuale o DCT a sette rapporti. Più avanti è previsto l’arrivo della variante bi-fuel benzina e GPL. Una scelta semplice e logica, pensata per coprire esigenze diverse senza complicazioni.

L’abitacolo è il punto in cui la Stonic cambia di più. Il nuovo dual display panoramico unisce due schermi da 12,3 pollici e porta a bordo un’interfaccia più moderna. I comandi fisici del clima lasciano spazio a un pannello touch multimodale che alterna funzioni HVAC e infotainment con un tocco.

Volante rivisto, nuova console, pomello del cambio ridisegnato e una plancia più pulita danno al modello un’impronta più matura. A questo si aggiungono ricarica wireless, porte USB-C e illuminazione ambientale. Risulta chiaro che l’obiettivo era avvicinare la Stonic ai segmenti superiori.

Connettività che segue la vita di chi guida

La Stonic sfrutta la piattaforma Kia Connect per servizi cloud, informazioni in tempo reale e funzioni remote tramite app. La chiave digitale permette di aprire e avviare l’auto con smartphone o smartwatch compatibili. Un plus utile per chi vive la città con dispositivi sempre in mano.

Il pacchetto ADAS è uno dei più completi del segmento B. L’auto può controllare gli angoli ciechi, avvisare all’apertura delle portiere, monitorare il traffico davanti e regolare la velocità in base alla curva in arrivo. In autostrada, gli assistenti mantengono distanza, corsia e ritmo in modo fluido. Non ci sono soluzioni sorprendenti, ma c’è tutto ciò che serve per guidare con serenità.

Il breve test drive

Abbiamo avuto la possibilità di guidare la variante mild hybrid da 115 CV, che di fatto sembra la scelta più equilibrata per chi alterna città, statali e qualche tratto più dinamico. Il tre cilindri convince per omogeneità: resta discreto quando non serve rumore e reagisce con prontezza quando chiedi un po’ di spinta. La coppia entra in gioco rapidamente e senza strappi, così la marcia scorre in modo naturale in ogni contesto.

Il cambio manuale a sei rapporti offre inserimenti puliti e una spaziatura azzeccata, anche se la corsa della leva è leggermente lunga. Il contributo del sistema ibrido leggero rende più dolci le partenze e attenua il lavoro nelle continue cambiata tipiche della guida urbana. Lo sterzo è leggero nelle manovre e più solido all’aumentare dell’andatura, qualità che aiuta a mantenere un buon feeling. Le sospensioni restano uno dei punti forti: filtrano bene le sconnessioni e restituiscono una sensazione di robustezza rara in questa fascia.

I consumi restano su valori realistici, con una media intorno ai 5,7 l/100 km nel percorso misto e risultati migliori nei tratti a velocità costante. In sintesi, è una vettura semplice da capire, aggiornata nel modo giusto e con un livello di dotazioni che la porta un gradino più in alto rispetto alla generazione precedente. Dopo la prova la sensazione è netta: Kia ha puntato a rendere la Stonic più matura e adatta a chi vuole un B-SUV concreto. E l’obiettivo, questa volta, è stato centrato.

Kia Stonic, ecco quanto costa

Sul fronte prezzi, il listino della Stonic 2026 parte da 22.800 euro, somma richiesta per la 1.0 T-GDI 100 CV in allestimento Urban. La versione Style a benzina sale a 24.750 euro, mentre la corrispondente mild hybrid arriva a 26.250 euro. La GT-Line è proposta esclusivamente con tecnologia MHEV a 29.250 euro. Per le versioni ibride leggere, il cambio DCT7 comporta un extra di 1.500 euro.

Da considerare anche le condizioni di lancio: Kia applica 3.000 euro di sconto, che diventano 4.850 euro per chi sottoscrive il finanziamento Scelta Kia. In questo modo, la versione d’ingresso può scendere a 17.950 euro, con ulteriori 500 euro di vantaggio per chi permuta un vecchio modello Kia.

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