Nuova Kia Stonic: come è cambiata e come è fatta
Il restyling porta uno stile più deciso, interni maturi e una gamma motori pensata per un’Europa in transizione
di Danilo Loda
3' di lettura
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La nuova Kia Stonic arriva con un look che lascia poco spazio ai dubbi. Il linguaggio “Opposites United” porta linee più nette e proporzioni che puntano sulla presenza scenica senza stravolgere l’impronta compatta del modello. L’unico dato che cambia davvero è la lunghezza, che cresce di 25 millimetri grazie ai paraurti ridisegnati.
Il frontale mostra fari con firma luminosa Star Map, prese d’aria più scolpite e un parafango rivisto. Dietro, debutta un layout del portellone più pulito, gruppi ottici dal disegno riconoscibile e un diffusore aggiornato. I cerchi da 16 e 17 pollici completano il quadro, con un design dedicato per la GT-Line. Nuovi anche i colori Adventurous Green e Yacht Blue, più vivaci del solito.
Motori per un continente che cambia ritmo
Kia sa che l’Europa non procede alla stessa velocità nella transizione energetica. Per questo la gamma Stonic parte dal 1.0 T-GDI da 100 CV e 172 Nm, disponibile negli allestimenti Urban e Style e abbinato esclusivamente al manuale a sei marce. Lo stesso tre cilindri è proposto anche in versione mild hybrid 1.0 T-GDI MHEV da 115 CV e 200 Nm, con possibilità di scegliere tra cambio manuale o DCT a sette rapporti. Più avanti è previsto l’arrivo della variante bi-fuel benzina e GPL. Una scelta semplice e logica, pensata per coprire esigenze diverse senza complicazioni.
L’abitacolo è il punto in cui la Stonic cambia di più. Il nuovo dual display panoramico unisce due schermi da 12,3 pollici e porta a bordo un’interfaccia più moderna. I comandi fisici del clima lasciano spazio a un pannello touch multimodale che alterna funzioni HVAC e infotainment con un tocco.
Volante rivisto, nuova console, pomello del cambio ridisegnato e una plancia più pulita danno al modello un’impronta più matura. A questo si aggiungono ricarica wireless, porte USB-C e illuminazione ambientale. Risulta chiaro che l’obiettivo era avvicinare la Stonic ai segmenti superiori.












