Numa, «pietre» contro la violenza sulle donne: premi a Roia, Melandri, Fiscale, Lugli e Casa delle donne
Al Teatro de’ Servi i riconoscimenti di Lefebvre Giuffrè a chi fa la differenza nell’impegno per contrastare abusi, discriminazioni e pregiudizi
6' di lettura
I punti chiave
- Riconoscere per contrastare
- Il giudice Fabio Roia: «Fare ancora di più, attenzione ai passi indietro»
- Kenny (Casa Internazionale delle Donne): «Uno spazio unico costruito dal basso»
- La ex pallavolista Lara Lugli: «Ogni pietra cruciale per realizzare una strada»
- Lea Melandri e l’omaggio al femminismo degli anni Settanta
- Anna Fiscale (Progetto QUID): «Il luogo di lavoro deve essere un posto sicuro»
- I fari accesi sugli orfani di femminicidio
- Un’iniziativa corale
- In platea anche il presidente della Corte costituzionale
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Tanti mondi insieme a gridare il loro “basta” alla violenza sulle donne: dal diritto all’associazionismo, dallo sport al giornalismo, fino all’impresa. Al tema è stata dedicata la prima tappa dell’iniziativa permanente “Numa - Una pietra tra le pietre” promossa il 10 giugno da Lefebvre Giuffrè in un gremito Teatro de’ Servi a Roma con l’obiettivo di creare uno spazio stabile di riflessione, approfondimento e confronto sui grandi nodi che riguardano la convivenza civile contemporanea.
Riconoscere per contrastare
Non è casuale che si sia deciso di partire dalla violenza sulle donne, una delle piaghe più insidiose e trasversali rispetto a classe sociale, livello di istruzione e reddito che affliggono il nostro tempo, nonostante gli innegabili progressi compiuti in termini di norme e diritti. Per questo, come spiegato sul palco da Antonio Delfino, responsabile delle relazioni esterne e istituzionali della casa editrice, l’idea di Lefebvre Giuffrè - presente l’ad Stefano Garisto - è stata quella di “riconoscere”, che è anche il verbo chiave per sconfiggere abusi e discriminazioni: vederli, senza sminuire, senza derubricarli a “conflitto” tra pari, senza occultarli. Riconoscere chi ha fatto e continua a fare la differenza.
Il giudice Fabio Roia: «Fare ancora di più, attenzione ai passi indietro»
Cinque i nomi selezionati dal Comitato promotore coordinato da Marco Ruotolo, professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Roma Tre, sulla base di una rosa di proposte offerte dal Comitato tematico guidato da Manuela Perrone, giornalista del Sole 24 Ore. Per la categoria Diritto il riconoscimento - un’opera realizzata con un sampietrino dall’artista Enrico Marcato - è stato consegnato a Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, magistrato e studioso impegnato da anni sui temi della tutela delle donne e del contrasto alla violenza di genere. Roia ha voluto sottolineare i progressi, ma anche avvertire dei ritardi. «Il problema della violenza non si risolve con i processi, ovviamente, ma facendo abbastanza, ancora di più di quello che stiamo facendo: nella quotidianità, con il coinvolgimento del genere maschile, con l’uomo che deve svolgere una funzione di sentinella sociale. Perché io credo che stiamo facendo dei passi avanti, ma anche indietro». Il magistrato cita due esempi: il consiglio rilanciato sui social dal presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco («Quando ricevi in ufficio una donna che non conosci, se sei solo, lascia sempre la porta aperta. Non si sa mai»), e il tramonto dell’accordo politico sulla proposta di legge che introduceva il fattore dell’assenza del consenso libero e attuale per integrare il reato di stupro.
Kenny (Casa Internazionale delle Donne): «Uno spazio unico costruito dal basso»
Per la categoria Impegno Sociale il riconoscimento è stato attribuito alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, storica realtà dell’associazionismo femminile italiano, punto di riferimento per la promozione dei diritti, della cultura e delle politiche delle donne. Il premio è stato ritirato dalla nuova presidente della Casa Barbara Leda Kenny. «Raccolgo un’eredità importante - ha detto - e sono felice di rappresentare qui oggi la Casa di tutte. Il 2 ottobre saranno cinquant’anni dall’occupazione femminista di Palazzo Nardini in via del Governo vecchio: la Casa è nata in seno a un movimento e da un atto di rivolta. Negli anni le donne hanno avuto la forza collettiva di rivendicare quello spazio più volte. Ringrazio tutte le donne che hanno creduto in quello spazio e lo hanno difeso: un bene comune della città, un’infrastruttura politica autogestita da 28 associazioni femministe. Un’istituzione costruita dal basso, e in questo un luogo unico».
La ex pallavolista Lara Lugli: «Ogni pietra cruciale per realizzare una strada»
Per la categoria Arte, Sport e Spettacolo il riconoscimento è stato attribuito a Lara Lugli, ex pallavolista, componente dell’associazione Assist - Associazione nazionale atlete e protagonista di una vicenda che ha contribuito ad accendere il dibattito pubblico sui diritti delle atlete e sulla tutela della maternità nello sport. Quando ha deciso di rendere pubblica l’ingiustizia che la ha vista protagonista come sportiva incinta «mi sono sentita una pietra d’inciampo», ha raccontato sul palco. «Perché quando un sistema procede indisturbato, quante certe abitudini ingiuste vengono accettate come normali, distinguersi diventa necessario. E a volte anche far inciampare le coscienze, interrompere il passo, costringere a guardare ciò che si preferirebbe ignorare».









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