Energia, Italia verso il nucleare entro il 2030: la strategia del Governo in dieci domande e risposte
L’obiettivo è raggiungere, con il contributo di questa fonte di energia, i “target” di decarbonizzazione e sicurezza energetica, così come delineati dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima
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I punti chiave
- Pichetto, entro il 2030 avremo il nucleare in Italia
- La portata della delega
- Perché il Governo ha deciso di puntare sul nucleare?
- Ci sono altri Paesi in Europa che puntano sul nucleare?
- A che punto siamo e quali sono i tempi?
- Qual è il potenziale industriale italiano nel settore nucleare?
- Che cosa si intende per “superamento delle esperienze nucleari precedenti”?
- Il disegno di legge delinea un iter preciso verso l’energia nucleare?
- Qual è l’oggetto della delega?
- Qual è l’appproccio all’intero ciclo di vita dell’energia nucleare?
- È previsto un coordinamento con i gestori delle reti elettriche?
- Ci sono delle garanzie a copertura dei costi?
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge per conferire una delega all’Esecutivo sul nuovo nucleare sostenibile. Il testo, che si compone di quattro articoli, ha l’obiettivo di intervenire in forma organica sulla materia della produzione di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione. Si tratta di una cornice di regole. L’obiettivo è raggiungere, con il contributo di questa fonte di energia, i “target” di decarbonizzazione e sicurezza energetica, così come delineati dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima. Nella stessa riunione del Consiglio dei ministri è giunto il via libera al decreto contro il caro bollette.
Pichetto, entro il 2030 avremo il nucleare in Italia
«Entro il 2030 avremo il nucleare in Italia. Ne sono convinto», ha detto il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, intervistato da Bruno Vespa al Forum in Masseria alle Terme di Saturnia. «La legge delega andrà alle Camere settimana prossima e ci sarà certamente molto dibattito. Mi auguro per fine anno che venga approvata - è l’auspicio del ministro -. Da lì ci sono 12 mesi per avere i decreti legislativi. Così avremo un quadro giuridico” e “saremo pronti, potremmo fare una valutazione nel merito e sui costi».
La portata della delega
La delega sul nucleare sostenibile approvata dal governo prevede che il governo adotti una serie di decreti legislativi, entro 12 mesi dall’entrata in vigore, per disciplinare in maniera organica l’intero ciclo di vita della nuova energia sostenibile, attraverso la stesura di un Programma nazionale: dalla sperimentazione, localizzazione, costruzione ed esercizio dei nuovi moduli, al tema della fabbricazione e riprocessamento del combustibile sarà affrontato in una visione di economia circolare. Si interverrà anche sulla disattivazione e smantellamento degli impianti esistenti, la gestione dei rifiuti e del combustibile esaurito, la ricerca, lo sviluppo e l’utilizzo dell’energia da fusione, la riorganizzazione di competenze e funzioni, anche con l’istituzione di una Autorità indipendente per sicurezza, vigilanza e controllo. La delega servirà anche a prevedere strumenti formativi e informativi, formare nuovi tecnici e figure professionali del settore, individuare benefici per i territori interessati.
Ecco in cinque domande e risposte quello che c’è da sapere sul provvedimento.
Perché il Governo ha deciso di puntare sul nucleare?
Anche a seguito degli eventi avveratisi negli ultimi anni sul piano internazionale – dal punto di vista geopolitico, climatico, ambientale e socio-economico – è emersa la necessità di adottare misure che garantiscano, anche sul piano della sicurezza energetica, la stabilità del benessere della popolazione. Attualmente l’Italia dipende in misura significativa dalle importazioni di energia elettrica, specialmente nelle ore notturne. L’invecchiamento del parco nucleare francese e l’aumento della domanda anche nei Paesi attualmente esportatori potrebbe rendere meno affidabile questa fonte di approvvigionamento nel lungo termine, anche al netto del mutamento degli equilibri geopolitici. Sebbene l’incremento di energia rinnovabile e l’estrazione di maggiori quantitativi di risorse energetiche sul territorio nazionale contribuiscano alla riduzione della dipendenza energetica dei Paesi dell’Ue, ciò non sembra sufficiente. Secondo l’esecutivo, all’attuale mix energetico (fossili, gas, rinnovabili e altro) va sostituito un nuovo mix energetico nazionale, che possa prevedere, tra l’altro, anche lo sviluppo di una fonte low-carbon programmabile e continua quale il nucleare.







