En ergia

Nucleare, alleanza italo-americana per produrre micro reattori a Marghera

Intesa tra Ultra Safe Nuclear Italia e la piemontese Simic: l’obiettivo, una volta presente un quadro regolatorio adeguato, è costruire Mmr fino a 50 Mw termici

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Alleanza italo-americana per il nucleare di IV generazione. La Ultra Safe Nuclear Italia, controllata della statunitense Usnc specializzata nello sviluppo mini reattori con potenza fino a 50 MW termici, e la piemontese Simic, focalizzata sulla produzione di componenti industriali complessi nei settori dell’Oil&Gas, della chimica, del petrolchimico e dell’energia, hanno siglato un protocollo d’intesa finalizzato alla costruzione e assemblaggio in Europa e in Italia di Micro Modular Reactors, appunto l’innovativo sistema di produzione energetica a combustibile nucleare di cui la stessa Usnc detiene i brevetti.

Un nuovo stabilmento a Marghera

L’obiettivo dell’intesa, secondo quanto ricostruito da Radiocor, è dunque – quando ce ne saranno i presupposti autorizzativi – la produzione di micro reattori modulari per la generazione di energia a combustibile nucleare, considerati ideali per fornire calore alle aziende energivore, ovvero appartenenti a settori come acciaio, vetro, cemento e carta. Produzione che, nei piani delle due aziende, dovrebbe avvenire nello stabilimento fronte-mare di Simic a Marghera (Venezia) e per la quale Usnc fornirà il design riguardante i reattori fabbricati nello stabilimento veneto, così come quelli in corso di realizzazione nel campus dell’Università di Urbana-Champaign in Illinois e a Chalk River (Canada). Simic, da canto suo, supporterà Usnc per gli studi di fattibilità relativi alla manifattura degli Mmr, sia in territorio italiano sia in territorio europeo, nonché per il design degli stabilimenti produttivi in Italia.

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La nuova filiale italiana

Propedeutica a questa alleanza, va considerata la recente costituzione della Ultra Safe Nucleare Italia, che ha come oggetto sociale “la realizzazione e la produzione industriale di reattori nucleari di nuova generazione per la fornitura di calore a industrie energivore, la produzione di elettricità e idrogeno, e sistemi di stoccaggio per complementare le rinnovabili”. Secondo i vertici di Usnc, a partire dal Ceo Francesco Venneri e dal senior advisor per l’Italia, Riccardo De Salvo, la tecnologia nucleare in questione è sicura per tre motivi: l’eliminazione dell’acqua nel ciclo di raffreddamento del reattore, che preclude ogni possibilità di esplosione; il combustibile utilizzato, ultrasicuro e facilmente smaltibile senza trattamento; l’impossibilità di fusione del nocciolo del reattore, dovuta all’autospegnimento naturale della reazione a catena causato dall’uranio 238.

«Il possibile via nel 2030»

Usnc ha una pipeline di 20 progetti nel mondo. Per ora la priorità è fornire “dimostratori” finalizzati a ottenere le licenze sulle unità standard in vari Paesi: in Usa (nel campus della University di Urbana Champaign, Illinois), nel laboratorio di Chalk River in Ontario, nel campus dell’Università di Lappeenranta (Finlandia) e in Polonia, aveva sottolineato recentemente al Sole 24 Ore Francesco Venneri. I primi risultati arriveranno tra fine 2026 e inizio 2027 e verranno utilizzati per implementare, assieme al cliente, il prodotto pre-approvato per alimentare industrie energivore. Infine servirà l’ok delle autorità su altri due temi chiave: sito e combustibile. Tutti passaggi che, se si creerà il quadro regolatorio adeguato e un buon livello di accettabilità sociale, saranno necessari anche nel nostro Paese, «dove c’è grande richiesta e contiamo di realizzare un ecosistema legato al progetto». La tempistica per eventuali impianti? «Con le giuste condizioni dal 2030 si potrebbero vedere i primi risultati pratici in Italia» aveva concluso Venneri.

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