Idee

Nostalgia della terra

Creta, humus, fango, sedimento e compost in un intreccio di pratiche artistiche in mostra a Bilbao

di Giuseppe Fantasia

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Arti della Terra, la nuova esposizione del Museo Guggenheim Bilbao fino al 3 maggio prossimo, non è una mostra “a tema”, ma un dispositivo di lettura del presente, capace di intrecciare pratiche artistiche, saperi scientifici e forme di conoscenza premoderne attorno a una questione spesso data per scontata: il suolo come infrastruttura della vita. Il percorso rifiuta una scansione didattica o cronologica, preferendo una costellazione di affinità materiali ed ecopoetiche.

La terra

La terra, in tutte le sue declinazioni - creta, humus, fango, sedimento e compost - diventa così medium e al tempo stesso soggetto, sottraendosi tanto alla metafora quanto alla nostalgia di una natura intatta. Qui il pianeta non è scenario, ma interlocutore, un sistema sensibile e vulnerabile che richiede cura, tempo ed attenzione. Le opere selezionate - dalla Land Art storica alle ricerche più recenti - mostrano come il lavoro con materiali organici e processi viventi abbia progressivamente eroso i confini disciplinari tra scultura, architettura, agronomia e artigianato. La presenza di specie vegetali vive, mantenute in condizioni museografiche non convenzionali e destinate al trapianto, rende esplicita una trasformazione del museo stesso, da spazio di conservazione a luogo di negoziazione tra permanenza e mutamento. In questo senso, Arti della Terra - curata da Manuel Cirauqui - suggerisce una revisione del concetto di produzione artistica, intesa non più come atto estrattivo ma come patto di cooperazione. Le pratiche di fitorisanamento, i processi di decomposizione controllata, l’uso di materiali locali e il rifiuto del trasporto aereo delle opere non sono elementi accessori, ma parti integranti di un pensiero che assume la sostenibilità come criterio operativo, non come cornice ideologica. Come scriveva Gilles Deleuze, «non c’è creazione senza una certa necessità»; la necessità che attraversa questa mostra non è l’illustrazione di una crisi, ma l’elaborazione di forme capaci di abitare un mondo già trasformato. Ne emerge così una proposta che non indulge nel catastrofismo né nella celebrazione dell’innovazione, ma invita a riconoscere nel suolo - matrice biologica e archivio culturale - una misura possibile per ripensare il futuro condiviso.

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Arti della Terra – Guggenheim Bilbao fino al 3 maggio 2026

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