Previdenza

Pensioni anticipate in aumento (nonostante la stretta del governo)

Nel primo trimestre dell’anno le uscite anticipate crescono del 2% rispetto al 2025. Anche se sono stati cancellati Quota 103 e Opzione Donna

di Giorgio Pogliotti

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Nonostante la stretta operata dalla legge di Bilancio 2026, crescono le uscite con la pensione anticipata con decorrenza tra gennaio e marzo 2026: in 55.137 hanno scelto di avvalersi di questa possibilità, il 2% in più rispetto al primo trimestre 2025. Nel confronto tra i due periodi l’importo medio si è attestato a 2.081 euro (+1%).

Proviamo a chiarire quali fattori hanno potuto incidere su questo aumento che sembra in contrasto con l’eliminazione di Quota 103 e Opzione Donna, i principali canali di accesso all’uscita anticipata, previsto dalla Manovra 2026.

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Le ragioni di questa crescita

Da notare anzitutto che i requisiti 2026 per l’uscita anticipata sono rimasti invariati rispetto al 2025: per gli uomini 42 anni e 10 mesi di contributi (per le donne 41 anni e 10 mesi di contributi), con una finestra mobile di 3 mesi prima della decorrenza della pensione (per l’anticipata ordinaria).

Cancellata Quota 103 e Opzione donna, l’unica misura agevolata di uscita anticipata confermata dalla legge di Bilancio 2026 è l’Ape sociale che ha tra i criteri di accesso aver 63 anni e 5 mesi di età, 30 o 36 anni di contributi (a seconda della categoria) e l’appartenenza ad una di queste categorie: disoccupati, caregiver, invalidi civili almeno al 74%, addetti a lavori gravosi o usuranti.

Sull’aumento registrato dall’Inps, possono aver inciso scelte personali: chi aveva il requisito per la pensione anticipata nel 2025, magari ha scelto di pensionarsi anticipatamente con decorrenza 2026, ad esempio perché preoccupato dall’aumento dell’età pensionabile che in base alla Manovra 2026 scatterà nel 2027-2028 (rispettivamente 1 mese e ulteriori 2 mesi).

Tra le ragioni va considerato che molte decorrenze di gennaio–marzo 2026 sono pensioni con le “vecchie regole” di chi ha cristallizzato il diritto, non nuove uscite visto che Quota 103 resta esercitabile anche nel 2026 da chi ha maturato i requisiti (62 anni + 41 contributi) entro il 31 dicembre 2025. Analogamente Opzione Donna (58 anni per le dipendenti, 59 per le autonome e 35 anni di contributi) resta esercitabile da chi aveva i requisiti entro il 31 dicembre 2024. In sostanza il diritto maturato, può essere esercitato anche in anni successivi alla maturazione. Come già detto, va anche considerato che la pensione anticipata ordinaria prevede una finestra di 3 mesi; pertanto è possibile aver maturato il requisito nell’ultimo trimestre 2025 ed averlo esercitato nel primo trimestre 2026.

L’uscita anticipata è un canale più usato dagli uomini

 Dalla lettura dei flussi di pensionamento rilevati dall’Inps emerge anche che le donne che hanno la pensione anticipata con decorrenza primo trimestre 2026 sono 17.451 ed hanno avuto un importo medio di 1.825 euro (rispettivamente +5% e +1% sulle uscite anticipate con decorrenza primo trimestre 2025). Gli uomini sono 37.686 con un importo medio di 2.199 euro (nessuna variazione numerica ed aumento dell’1% dell’importo su gennaio-marzo 2025).

 Tra le categorie il ricorso maggiore si registra tra coltivatori Diretti e Coloni/Mezzadri (fondo di gestione Cdcm +8%) e commercianti (+6%).

184mila nuove pensioni nel primo trimestre: + 9% sul 2025

 Le nuove pensioni con decorrenza primo trimestre 2026 nel complesso sono state 184.480 con un importo medio di 1.406 euro: rispetto al primo trimestre 2025 sono cresciute numericamente del 9% e per gli importi del 4%. Nel totale delle gestioni gli uomini sono 88.999 con un valore medio dell’assegno pensionistico pari a 1.406 euro (in crescita rispettivamente del 9% e del 4% sul 2025), le donne sono 95.481 per 1.406 euro di importo (in aumento, rispettivamente, del 10% e del 4% sul 2025)

Pensione di vecchiaia: donne in media con assegno inferiore di 500 euro

 Guardando alle diverse tipologie spicca la crescita di tutte le tipologie: l’aumento maggiore riguarda le uscite con la pensione di vecchiaia (67 anni d’età e 20 anni di contributi): con decorrenza primo trimestre 2026 sono usciti in 65.380 ed hanno ottenuto un importo medio di 1.295 euro. Rispetto alle pensioni di vecchiaia con decorrenza 2025, l’Inps ne conta il 16% in più e gli importi sono cresciuti del 13% nel primo trimestre 2026. I maschi sono stati 35.105 ed hanno avuto mediamente 1.525 euro (pari a, rispettivamente, + 18% e +13% sul primo trimestre 2025), le donne 30.275 con assegno di 1.027 euro (pari a, rispettivamente, + 14% e +13% sul 2025).

 Le gestioni con la crescita maggiore di pensioni di vecchiaia con decorrenza gennaio-marzo 2026 sono il Fondo lavoratori dipendenti (+13%), artigiani (+11%), parasubordinati (+11%) e commercianti (+10%)

Completano il quadro delle pensioni appartenenti alle diverse gestioni previdenziali con decorrenza primo trimestre 2026 le 10.461 pensioni di invalidità con importo medio di 822 euro (numericamente +11% e per valore + 5% sul 2025) e 53.502 pensioni per superstiti con importo medio di 960 euro (rispettivamente +9% e +6% sul 2025).

 

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