Le interviste sportive

Non solo tennis. Incontro con Alejandro Galán, il campione del mondo di padel

Il suo colpo vincente è la volée di rovescio. L’atleta vanta 23 titoli e, di 278 match disputati, ne ha vinti 236 e adess punta a tornare ad essere il numero uno del ranking mondiale.

di Paco Guarnaccia

Alejandro Galán

4' di lettura

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Con una rimonta che ha fatto impazzire tutti gli appassionati di padel, Alejandro Galán è diventato campione del mondo conquistando, insieme al suo compagno Federico Chingotto, la FIP World Cup Pairs a Kuwait City. Un finale memorabile per il campione spagnolo che, ad oggi, è il più titolato giocatore in attività di uno sport in costante ascesa. Galán è anche friend of the brand del marchio orologiero Hublot.

Partiamo dal presente: qual è il tuo obiettivo per quest’anno? Nel breve termine è tornare a essere il numero uno al mondo. Nel 2025 io e Federico ci siamo arrivati vicini. Ci riproveremo, ma senza che diventi un’ossessione.

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Qual è la sensazione che si prova ad essere considerato tra i più forti giocatori di sempre e un simbolo di questo sport? Sono molte e diverse. Da un lato, gratitudine, verso chi ha creduto in me e verso la mia famiglia, che si è sacrificata per farmi realizzare il mio sogno. Dall’altro, responsabilità. Il padel è uno sport molto recente che noi giocatori dobbiamo far consolidare, continuando il grande lavoro svolto dai nostri predecessori per lasciare un’eredità ai più giovani e renderlo grande e riconosciuto in tutto il mondo. Un risultato che solo diverse generazioni di giocatori possono ottenere e non un singolo atleta.

Lo spagnolo Alejandro Galán in azione. Nato il15 maggio 1996 a Madrid, è anche friend of the brand di Hublot, marchio orologiero svizzero.

Le tue statistiche da professionista sono impressionanti. A tutt’oggi, hai conquistato 23 titoli e di 278 match disputati, ne hai vinti 236. Quando hai cominciato pensavi che saresti arrivato a questi risultati? In principio non immaginavo di poter diventare un professionista di padel perché per me era solo un semplice gioco tra amici. Quando ho iniziato ad allenarmi più seriamente e ho capito di avere delle qualità, ho cominciato a sognare di poter arrivare il più in alto possibile.

Qual è stato il momento in cui tu hai realizzato di essere diventato un grande campione? Non te ne accorgi mai in un momento preciso: tutto arriva progressivamente. Ma il momento chiave che ha cambiato la mia carriera è stato quando il mio attuale allenatore, Jorge Martínez, mi ha dato una borsa di studio per potermi allenare e giocare nel circuito giovanile.

Cos’è per te la vittoria? E qual è la più bella (o importante) che hai ottenuto in carriera? È la massima ricompensa per tutto il lavoro e lo sforzo di un team intero. Per questo è anche la massima soddisfazione sul piano professionale. Abbiamo ottenuto vittorie importanti in luoghi emblematici per lo sport come il Roland Garros o il Foro Italico ma, senza dubbio, il titolo di campione del mondo a coppie raggiunto in Kuwait lo scorso novembre ha un significato speciale per me.

Big Bang Unico Black Magic con cassa in ceramica nera e movimento cronografico flyback a carica automatica(22.300 euro).

Un successo che hai raggiunto con Federico Chingotto: come si ottiene un’alchimia perfetta giocando in coppia? Alla base ci sono lavoro, allenamento e, soprattutto, la volontà di perseguire gli stessi obiettivi: gli interessi della squadra vengono prima di quelli personali. E poi, è fondamentale anche la fiducia reciproca.

In campo la tua posizione è sul lato sinistro e il tuo gioco è caratterizzato da potenza fisica, volée di rovescio (il tuo colpo principale) e smash. Pensi di essere arrivato, a livello tecnico, a tutto quello che un giocatore del tuo calibro può raggiungere? No, perché continuo ad avere dei margini di miglioramento. Nella domanda hai evidenziato quelli che sono i punti di forza del mio gioco, ma ce ne sono molti altri su cui devo lavorare per diventare un giocatore più completo. Mi sbaglierei se non pensassi di poter migliorare.

Come ti alleni nel quotidiano? Ora (a gennaio, ndr.) siamo in pre-stagione e gli allenamenti prevedono una doppia sessione. Durante l’anno continuiamo ad allenarci, ma l’intensità si riduce perché ci sono più sessioni di recupero tra i vari tornei.

Il padel è uno sport molto veloce: oltre alla parte tecnica e fisica, alleni anche la mente per restare sempre concentrato durante le partite? Certo. In qualsiasi sport ad alto livello, la preparazione mentale e psicologica è tanto importante quanto tutto il resto. Gli standard richiesti sono molto alti e per questo nella mia squadra gioca un ruolo fondamentale la mia psicologa Itziar Eraña.

Da friend of the brand di Hublot: quanto conta il tempo nel tuo sport? È fondamentale perché dà ordine alla nostra vita e gestisce tutto: gli allenamenti, il riposo, ecc... La giornata ha solo 24 ore e bisogna saperle sfruttare al meglio.

Tra le nuove versioni di Big Bang Unico lanciate quest’anno da Hublot c’è questa con cassa in King Gold 18 carati, lunetta in ceramica e movimento cronografico flyback a carica automatica (38.900 euro).

Quanto è importante per te far parte della famiglia di questo marchio orologiero? Ne sono molto orgoglioso. Condividiamo valori come audacia, innovazione ed esclusività. Per questo mi identifico molto con quello che un marchio come Hublot rappresenta.

Come e perché ti sei avvicinato al padel? L’ho scoperto quando con i miei genitori ci siamo trasferiti in un complesso residenziale che aveva un campo dedicato. I bambini ci giocavano pensando che fosse un piccolo campo da tennis.

Quali sono le caratteristiche principali di questo sport che te lo hanno fatto amare? È molto divertente e mi sono trovato subito bene. Inoltre, lo praticava anche mia sorella maggiore che, molto presto, è diventata una giocatrice professionista. Averla come riferimento mi ha incoraggiato a seguire le sue orme.

Qual è il segreto del successo del padel, visto che conta ormai milioni di praticanti in tutto il mondo ed è in continua crescita? Il padel è uno sport molto sociale e divertente che si può praticare dall’infanzia fino a un’età avanzata. Penso che per questi motivi abbia ampi margini di crescita a livello mondiale.

Alejandro Galán indossa il modello Square Bang Unico Titanium di Hublot (25.900 euro). Lo scorso novembre è diventato campione del mondo vincendo la Fip World Cup Pairs a Kuwait City insieme a al suo compagno di squadra Federico Chingotto.

Pratichi altri sport nel tempo libero? Mi piace giocare a calcio o a tennis. Ma non li pratico spesso per evitare infortuni: nel mio caso è più consigliabile giocare a giochi da tavolo (ride, ndr.)…

A proposito di calcio, è noto che sei un grande tifoso del Real Madrid. Qual è il tuo giocatore preferito di sempre? Zinedine Zidane. Per me Zizou univa eleganza e magia con il pallone. L’ho sempre ammirato e, inoltre, se la cava piuttosto bene con il padel…

Probabilmente il padel diventerà una disciplina olimpica nell’edizione di Brisbane 2032: cosa ne pensi? Sarebbe la realizzazione del sogno di tutti coloro che hanno praticato questo sport. Magari potessi giocare a Brisbane, ma nel 2032 avrò già 36 anni (ride, ndr.)!  

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