Quanto valgono le promesse mancate di Apple sull’Ai?
di Alessandro Longo
di Valentina Saini
3' di lettura
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Chi ha detto che l’Erasmus è solo per studenti universitari? Anche coloro che hanno un’idea imprenditoriale, o aperto un’attività da poco, possono partire. A permetterlo è un programma della Commissione Europea volto a sostenere l’imprenditorialità e l’internazionalizzazione, e pensato per nuovi o aspiranti imprenditori, senza limiti di età.
L’Erasmus for Young Entrepreneurs, questo il nome del programma, consiste in un finanziamento a fondo perduto per fare un’esperienza all’estero, a cavallo tra la collaborazione e il tutoraggio, presso una realtà già avviata nel proprio settore di interesse. Un requisito fondamentale? Conoscere almeno una lingua parlata nel Paese di destinazione. Ma a partecipare al programma non sono solo neo-imprenditori o aspiranti tali, bensì anche i cosiddetti host: imprenditori già avviati, con un’esperienza di almeno tre anni nella gestione di un’azienda.
In ogni Paese coinvolto nell’Erasmus for Young Entrepreneurs c’è una rete di organizzazioni intermediarie, che ricevono le candidature, le valutano e accompagnano i partecipanti selezionati lungo tutto il percorso. Tra le organizzazioni attive in Italia c’è Unioncamere del Veneto. Qui, la coordinatrice dell’Erasmus for Young Entrepreneurs è Geyleen Gonzalez. «Il programma consiste nell’incontro tra due realtà imprenditoriali» dice Gonzalez.
«Da una parte l’aspirante imprenditore, o la persona che ha da poco avviato un’azienda, ha l’opportunità di imparare e di testare le sue competenze e la propria idea di impresa. Dall’altra, ospitando una persona proveniente da un altro Paese, le Pmi con esperienza hanno la possibilità di aprirsi a nuove idee, nuove collaborazioni, e anche nuovi mercati. Ogni scambio deve comportare benefici per entrambe le parti».
Tra i segnali di uno scambio di successo, infatti, c’è il proseguimento della collaborazione anche quando il neo-imprenditore torna a casa, e magari le due aziende diventano partner stabili con un accordo di joint venture o instaurando rapporti di fornitura, come si legge sul sito del programma.