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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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«Past. Present. Possible». Passato, presente e possibile: sempre più orgogliosamente sperimentale a partire dal titolo, nella sua 25° edizione la Dutch Design Week di Eindhoven ha riunito oltre 2500 designer sparsi in 120 luoghi della città (da ex fabbriche a strade e piazze) ospitando circa 300mila visitatori in nove giorni di esposizione.
All’alba del suo primo quarto di secolo, una delle rassegne più importanti del Nord Europa è diventata ora più che mai un enorme laboratorio a cielo aperto su forme, materiali e tecnologie.
«Iniziammo nel 2001 con quella che allora si chiamava Design Event: trenta designer e forse un migliaio di visitatori», spiega al Sole 24 Ore Miriam van der Lubbe, tra le fondatrici della Design Week nonché direttrice creativa della rassegna.
«Erano gli anni in cui Eindhoven stava rinascendo dopo la crisi economica di inizio anni Novanta. C’era molta voglia di fare e tanto spazio delle ex fabbriche a disposizione. Volevamo creare una rassegna diversa rispetto a Milano, meno centrata sul prodotto».
«Il futuro? Resteremo concentrati su Eindhoven - chiarisce van der Lubbe - senza dispersioni in altri luoghi, e sempre aperti alla sperimentazione: punteremo sulla “densità” e sulla qualità anziché sulla quantità, continuando a fare crescere questo ecosistema unico in Europa».
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