Auto e mobilità aziendale

Noleggio, archiviate le fusioni ora scatta il consolidamento

Con milioni di veicoli gestiti da pochi player l’integrazione è un fattore chiave nella corsa verso soluzioni di mobilità elettrificate e basate sui dati

di Alberto De Pasquale

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Quasi archiviata la lunga stagione delle fusioni, ora il mercato del noleggio avanza a colpi di consolidamento e riordino delle idee. Con una flotta di milioni di veicoli gestiti da pochi grandi player l’integrazione è diventata un fattore chiave nella corsa verso l’offerta di soluzioni di mobilità elettrificate e basate sui dati. Si veda il caso di Ayvens, nata dall’acquisizione di LeasePlan da parte di Ald Automotive nel 2023. Con quell’operazione era diventata immediatamente la più grande società di noleggio in Europa, con una flotta complessiva di 3,4 milioni di veicoli in 42 paesi nel mondo e il primato della più ampia offerta di veicoli elettrici multimarca. La leadership è stabile e continua ancora oggi, ma con numeri diversi. A fine 2025 la flotta totale gestita da Ayvens è diminuita del 3,2% rispetto all’anno prima, portando però la quota di veicoli elettrici sulle nuove immatricolazioni al 43% e soprattutto con una redditività cresciuta di quasi il 46% sul 2024.

Dietro c’è Arval, con una flotta noleggiata che a fine 2025 è andata vicina a quota 1,9 milioni di veicoli in 28 Paesi. Nel suo caso le operazioni di trasformazione non sono ancora concluse. Dopo mesi di indiscrezioni e annunci indiretti, la società del gruppo Bnp Paribas è ormai vicina ad acquisire Athlon, la società di noleggio appartenuta a Mercedes-Benz negli ultimi dieci anni. La casa tedesca l’aveva infatti rilevata nel 2016 dalla banca olandese Rabobank, portandola rapidamente a diventare uno dei principali operatori del noleggio, con circa 400mila veicoli in 20 Paesi. L’accordo, ormai in fase avanzata, dovrebbe generare milioni di euro di liquidità per Mercedes-Benz e rafforzare la posizione di Arval come secondo operatore europeo per flotta gestita, superando ampiamente quota 2,2 milioni di veicoli. La conclusione dell’operazione è prevista nella seconda metà di quest’anno.

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Con l’acquisizione di Athlon, Arval potrà rafforzarsi in tutta Europa: non solo nei mercati occidentali e meridionali, dove è stata tradizionalmente più presente, ma anche nei Paesi del Nord. Sul terzo gradino del podio si trova Leasys, la joint venture tra Stellantis e Crédit Agricole, che vanta una flotta di oltre 900mila veicoli in undici Paesi europei e punta a raggiungere il milione entro la fine del 2026, con l’obiettivo di gestire almeno il 25% di veicoli a basse emissioni.

Secondo le analisi di Dataforce, nei primi mesi del 2026 è stata proprio Leasys a dimostrare la crescita più significativa in Italia, con un incremento delle immatricolazioni del 32,5% nel primo trimestre, anche se si tratta ancora di dati provvisori e bisognerà aspettare la fine del semestre per numeri consolidati e più significativi. Arval ha invece immatricolato quasi 18 mila veicoli, circa 700 in meno rispetto al primo trimestre del 2025, mentre Ayvens ha superato quota 17mila.

Fuori dal podio Volkswagen Leasing, in crescita rispetto allo scorso anno (+5,4%) e vicina alle 14mila nuove targhe, grazie soprattutto ai modelli Audi. Alphabet, del gruppo Bmw, ha immatricolato 6.300 veicoli, raddoppiando i livelli del 2025 (anche in questo caso servirà una verifica per i numeri consolidati), mentre Drivalia, controllata di CA Auto Bank, ha fatto segnare il tasso di crescita più importante tra gli operatori principali: oltre il 200% in più di immatricolazioni rispetto al primo trimestre 2025.

Tra le principali tendenze del 2026 con cui gli operatori stanno facendo i conti c’è l’evidente avanzata dei brand cinesi, che dopo aver attratto prima i privati adesso puntano al canale delle flotte aziendali. Soprattutto nel breve, ma senza dimenticare il lungo termine. Mentre nel mercato generale le vendite di auto cinesi nei primi tre mesi dell’anno sono raddoppiate rispetto al primo trimestre del 2025, nell’ambito del noleggio sono triplicate: segno che i modelli cinesi si allineano ormai alle car policy aziendali.

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