Noleggi, la banca dati per i pagamenti del bollo auto è pronta solo per metà
di Maurizio Caprino
3' di lettura
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Mancano i dati di circa 400mila veicoli prima che si possa attivare la “nuova” riscossione del bollo auto anche per i mezzi in noleggio a lungo termine. Dunque, si va verso una proroga di qualche mese per i termini di pagamento, mentre gli operatori del settore chiedono correttivi immediati: al momento, come anticipato ieri dal Sole 24 Ore, non possono garantire ai propri clienti il servizio di pagamento del bollo, da sempre previsto nei contratti.
In assenza di correttivi, pagare tocca ai clienti, ai quali da quest’anno il decreto fiscale (Dl 124/2019, articolo 53, comma 5-ter) trasferisce formalmente la responsabilità dell’adempimento. Ma i clienti non possono nemmeno eseguirlo in via telematica: devono recarsi in un punto di esazione (normalmente, un ufficio Aci o un’agenzia di pratiche auto) abilitato a modificare i database del bollo.
Una modalità che l’Aniasa (l’associazione confindustriale degli operatori dei servizi di mobilità) bolla come «antiquata, di oltre 30 anni fa», lamentando maggiori oneri per cittadini e imprese clienti, minori introiti per le casse pubbliche e rischio di boom dell’evasione.
Sarà così fino a quando non sarà possibile alle società effettuare il pagamento cumulativo da parte dei noleggiatori, anch’esso previsto dal decreto legge. Ossia almeno fino a quando il database della riscossione resterà incompleto.
Nell’Archivio nazionale dei veicoli (Anv, la banca dati della Motorizzazione che contiene le informazioni tecniche e d’intestazione di tutti i mezzi immatricolati in Italia) risultano completi i file relativi a circa 670mila esemplari. Dagli ultimi dati forniti dall’Aniasa, risulta che il parco circolante complessivo dei noleggi a lungo termine è di poco superiore al milione di esemplari (quota raggiunta lo scorso anno).


