Nodi, la rete per valorizzare le competenze di chi è partito e di chi resta in Sardegna
Punto di partenza di questo programma di valorizzazione è l’evento Sardinian unlocked
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I nodi che legano persone e comunità, talenti che partono e poi rientrano a casa mettendo a disposizione i saperi e le competenze. In questo scenario opera anche Nodi, l’associazione che ha dato vita all’evento Sardinian Unlocked, inserito nei progetti di internazionalizzazione della Regione Sardegna. «In questi anni con Nodi e in partnership con individui e comunità in tutta la Sardegna - sottolinea il responsabile Federico Esu - abbiamo connesso migliaia di persone che sono rimaste in Sardegna, sono partite (e quindi fanno parte della diaspora, sono rientrate dopo periodi fuori dall’isola e sono arrivate sull’isola da altre parti d’Italia e del mondo, quello che noi definiamo il capitale umano della Sardegna». Ed è proprio seguendo questo percorso che, lo scorso anno (a fine novembre) è stata ideata Sardinian Unlocked. Un’iniziativa «sperimentale e ambiziosa che ci consentisse di accendere tutte insieme queste lucine, questi puntini che abbiamo connesso in questi anni».
«In campo 400 persone connesse da circa 15 spazi fisici in tutta l’isola e in altre capitali d’Europa e connesse anche dalle loro case e dai loro uffici in altre tante città d’Europa - ricorda Esu -si sono divise in team, in circa 70 squadre, che hanno lavorato per due giorni consecutivi alla generazione di proposte che poi hanno presentato e che rappresentano fondamentalmente un patrimonio collettivo che noi adesso stiamo leggendo, analizzando, raccogliendo affinché diventi una pubblicazione e venga messa a disposizione di tutti i portatori di interesse sull’isola e fuori».
Una scommessa che per alcuni versi potrebbe ricordare un hackathon, e per altri un processo di partecipazione, un processo partecipativo.
«È un po’ entrambe le cose, anche se combina insieme degli elementi anche apparentemente distanti fra di loro - argomenta Esu -. Innanzitutto il focus di Sardinian Unlocked è stata la generazione di proposte di policy, misure, iniziative, programmi pan-regionali».
Quanto al futuro, i fondatori di Nodi guardano lontano partendo dall’appuntamento che è stato un punto di partenza e non uno di arrivo. «Quello che seguirà ovviamente è andare oltre a un semplice weekend - conclude Esu - non vorremmo che Sardegna Locked fosse ricordato semplicemente come un bel weekend ma diventasse fondamentalmente una nuova forma di partecipazione, un nuovo modo sperimentale di comprendere e includere le persone garantendo la massima diversità di discipline, età, culture, lingue e anche provenienze sardi e non in Sardegna e all’estero per far sì che queste persone sentano di contare veramente nel dibattito pubblico e quindi partecipare così in forme nuove di democrazia che crediamo siano fondamentali in questi tempi»


