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“No” al calcio-spezzatino e prezzi calmierati: la petizione dei tifosi arriva in Senato
I destinatari del testo sono tutti gli organismi che governano il calcio italiano: dalla Figc alle leghe professionistiche di Serie A, B e C, fino alla Lega nazionale dilettanti
Più di centocinquantamila firme. La petizione dei tifosi italiani è arrivata al Senato. Sarà assegnata alla commissione Ambiente di Palazzo Madama che, se la riterrà valida, potrà abbinarla a un disegno di legge sulla stessa materia. I destinatari sono tutti gli organismi che governano il calcio italiano: dalla Figc alle leghe professionistiche di Serie A, B e C, fino alla Lega nazionale dilettanti.
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I prezzi allo stadio
Le richieste sono precise. Prima di tutto i prezzi. Un biglietto per la Serie A non dovrebbe costare più di 20 euro, 15 per la B, 10 per la C. Soglie lontane dalla realtà attuale: per molte partite di cartello in Serie A si superano tranquillamente i 50-60 euro, con punte ben oltre i 100 euro per i settori più richiesti.
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No al calcio-spezzatino
Poi c’è il tema degli orari. Il cosiddetto calcio spezzatino — le partite distribuite su sette slot nell’arco dell’intero weekend, dal venerdì sera al lunedì sera — è da anni nel mirino dei tifosi. Nato per massimizzare i diritti televisivi, ha reso sempre più complicato seguire la propria squadra allo stadio, soprattutto per chi lavora o vive lontano dalla città.
Regole stringenti per i club
La petizione chiede anche regole più stringenti sulla proprietà delle società. Il riferimento è alle multiproprietà — un unico soggetto che controlla più club, anche nella stessa serie — un fenomeno che solleva dubbi sulla regolarità delle competizioni e che in altri campionati europei è già vietato o fortemente limitato.
Il Daspo
Infine il daspo, il provvedimento che vieta l’accesso agli impianti sportivi. Oggi viene emesso dalla questura in via amministrativa, senza necessità di una condanna penale. La petizione chiede che prima di essere applicato passi al vaglio di un giudice, a tutela dei diritti dei destinatari.
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La conferenza stampa al Senato è stata promossa da Antonio De Poli, senatore e segretario nazionale dell’Udc. L’avvocato Giovanni Adami, che ha illustrato il documento, ha ricordato come in altri Paesi europei i prezzi degli stadi siano già regolamentati per legge. L’iniziativa, ha sottolineato, è nata dal basso: senza strutture di partito né sponsor federali.
Le firme arrivano da oltre 120 tifoserie sparse in tutta Italia: Ancona, Atalanta, Avellino, Bari, Bologna, Brescia, Como, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pescara, Sampdoria, Udinese, Vicenza e molte altre. Un fronte trasversale, per geografia e categoria.
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