Auto e mobilità aziendale

Nlt, nel 2024 spesi 1,3 miliardi per interventi di manutenzione

La sfida è sviluppare la diagnosi predittiva: conoscere i problemi della vettura impatta sia sui tempi di fermo sia sui costi di riparazione

di Alessandro Palumbo

Bev. Anche le elettriche hanno bisogno di assistenza (nella foto una colonnina)

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Secondo le stime di Aniasa i noleggiatori a lungo termine hanno speso, nel 2024, 1,3 miliardi di euro per circa 3 milioni di interventi di manutenzione sui veicoli della flotta. Calcolatrice alla mano e sempre stimando, ogni veicolo è stato oggetto di circa 2,2 interventi l’anno per un costo medio unitario pari a 433 euro.

Le società di noleggio non essendo proprietarie delle officine, devono decidere a chi far gestire gli interventi di manutenzione. Possono utilizzare centri di riparazione selezionati in base a criteri quantitativi e qualitativi, grandi centri di assistenza pluriservizi con più sedi nei territori regionali, network indipendenti di grandi dimensioni e reti ufficiali delle case auto.

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Le scelte rispecchiano diverse strategie. Affidandosi ai grandi network, il noleggiatore cerca la garanzia di un’assistenza distribuita su tutto il territorio nazionale a condizioni competitive, interlocutore unico, fatturazione centralizzata, rispetto delle tempistiche e di Sla condivisi a monte. La scelta della rete ufficiale assicura un servizio premium, ma anche i costi lo sono. Il monitoraggio accurato dei tempi di fermo tecnico dei veicoli è un must per la gestione di una flotta, indipendentemente dalle sue dimensioni. Un tempo di fermo coerente dovrebbe attestarsi, come evidenziato da Simone Costantini, ceo di Fleet Support, sui 9/10 giorni medi quando la misurazione non prevede interventi tempestivi, e su circa 3,5 giorni medi se si includono sia le riparazioni rapide sia quelle più lunghe.

Tuttavia, in assenza di una strategia dedicata, un’azienda può registrare un fermo medio di 15-18 giorni considerando soltanto gli interventi più lunghi, che scende a 7,5-8 giorni includendo anche quelli di breve durata (inferiori alle 8 ore di lavoro). Se poi consideriamo altri fattori esterni, come gli interventi di carrozzeria o le attività legate alla quantificazione assicurativa, questi possono aumentare il tempo di fermo anche del 50%, arrivando a una media di 27 giorni quando si valutano solo gli interventi più complessi.

Diversi i modi per limitare i tempi di fermo tra cui la scelta di reti adeguate che possono gestire anche le garanzie, definizione di Sla chiari e controllabili, gestione centralizzata dei ricambi e tempi di authority adeguati. Poi intervengono anche dei servizi particolari, come quelli dell’officina mobile, per esempio Officlick di Ecoprogram Flotte, tramite cui si possono effettuare le operazioni di manutenzione ordinaria, smart repair e cambio gomme direttamente presso il piazzale dell’azienda cliente mentre il driver è in ufficio al lavoro. Con tale servizio si registra sia l’abbattimento del fermo tecnico del veicolo ma anche dei tempi di consegna e ripresa del veicolo da parte del driver. È utilizzato maggiormente nei casi in cui il fermo tecnico produce mancato ricavo (flotte operative o breve termine), ma sarebbe un ottimo servizio premium destinato alle auto dei dirigenti di alta medio-fascia.

Ma la vera sfida del futuro è l’implementazione di un’architettura efficace di diagnosi predittiva. Cioè conoscere in anticipo quali problemi potrebbero verificarsi al veicolo e quindi agire in maniera preventiva. Questa ha un impatto decisivo sia sulla riduzione dei tempi di fermo del veicolo, ma anche sui costi di riparazione preventiva che sono molto più bassi rispetto ai normali interventi. Inoltre, ne beneficia anche la sicurezza del driver perché si limita l’insorgere di incidenti dovuti a malfunzionamento del veicolo. Sembra facile ma lo è affatto. Prima di tutto è necessaria un’analisi continua dei dati generati dal veicolo attraverso sistemi e sensori di bordo. Poi tali dati devono essere lavorati attraverso algoritmi e sistemi avanzati e quindi devono essere generati suggerimenti. A questo punto tali suggerimenti devono tradursi in azioni concrete che devono rientrare nei processi autorizzativi ed esecutivi delle società di noleggio. Non da ultimo il driver dovrebbe essere incaricato di compiere determinate azioni.

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