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Nintendo Switch 2 è arrivata per rilanciare il mercato console. Pesano i timori sui dazi

Oggi debutta la macchina da gioco della grande N ma cade in un momento delicato, di tensioni e trasformazioni

di Alessandro Longo

3' di lettura

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Il lancio globale della Nintendo Switch 2 è il più grande evento per il mercato videogame, quest’anno. Ma cade in un momento delicato, di tensioni e trasformazioni: per motivi legati a questo business, ma anche geopolitici – leggi i dazi del presidente USA Trump.

Sono giorni promettenti, comunque, per la nuova Switch.

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Dopo il successo straordinario della prima Switch – oltre 150 milioni di unità vendute dal 2017 e quasi 1,4 miliardi di giochi distribuiti – il nuovo modello si presenta con uno schermo più grande, grafica migliorata, controller aggiornati e una line-up di titoli esclusivi che punta a rinnovare l’interesse di milioni di giocatori.

La nuova console si inserisce in un mercato maturo e in cerca di rinnovamento.

Secondo gli analisti, Switch 2 è destinata a essere il principale motore di crescita dell’industria videoludica nei prossimi anni. Il suo arrivo coincide infatti con una fase di stallo nel ciclo di vita delle console rivali come PlayStation e Xbox, che faticano a innovare i propri modelli di business e hardware.

(Photo by Kazuhiro NOGI / AFP)

Il lancio ha visto una risposta immediata e globale da parte dei consumatori. In molte città del mondo i negozi hanno aperto a mezzanotte, con lunghe code di appassionati in attesa di acquistare la nuova console. I preordini online sono andati esauriti in pochi minuti in paesi chiave come Regno Unito, Francia e Stati Uniti, mentre in Giappone Nintendo ha dovuto chiedere ai clienti di moderare le aspettative a causa della scarsità di unità disponibili nei negozi. L’amministratore delegato Shuntaro Furukawa si è scusato pubblicamente dopo che la società ha ricevuto oltre 2,2 milioni di preordini, nonostante l’accesso fosse limitato a utenti con almeno 50 ore di gioco alle spalle sulla precedente console.

Eppure il prezzo della Switch 2 è ben più alto rispetto alla generazione precedente: 449,99 dollari (479,99 euro per noi), il 50 per cento in più.

La domanda non si è fatta scoraggiare, spinta dalla fidelizzazione dell’utenza e dalla percezione di valore dell’ecosistema Nintendo.

Atul Goyal, analista di Jefferies, prevede che Nintendo venderà 15 milioni di unità, in linea con le previsioni dell’azienda per l’anno fiscale. Altri analisti hanno previsto 20 milioni di unità o più. Il prezzo delle azioni Nintendo ha risposto alla forte domanda, aumentando del 32% quest’anno e ignorando il potenziale impatto dei dazi dell’amministrazione Trump.

Un bel debutto, insomma. Ma il contesto resta difficile. Molto diverso rispetto a quello del 2017. Il settore videoludico, infatti, sta attraversando una fase di contrazione globale. Nel 2024 oltre 14mila sviluppatori hanno perso il lavoro, con il 41% degli addetti che ha subito licenziamenti o ristrutturazioni aziendali. Secondo Newzoo, il mercato globale dei videogiochi ha generato 184,3 miliardi di dollari nel 2024, con una crescita marginale dello 0,2% rispetto all’anno precedente. Tutto grazie al segmento mobile, che ha rappresentato il 50% del mercato, con ricavi di 92,5 miliardi di dollari, in crescita del 2,8% anno su anno. Al contrario, il mercato delle console ha registrato una contrazione del 4%, scendendo a 50,3 miliardi di dollari, mentre il settore PC è calato dello 0,2%, a 41,5 miliardi di dollari (in Italia il mercato dei videogiochi è in controtendenza, nel 2024 è cresciuto del 3 per cento, a 2,4 miliardi di euro di fatturato).

Ci si mette anche il contesto geopolitico e commerciale, a complicare questo scenario. I dazi Trump già nel 2019 hanno spinto Nintendo a trasferire la produzione dalla Cina al Sud-Est asiatico, Vietnam e Cambogia. I dazi però ora riguardano anche questi due Paesi. Secondo gli analisti, pesano tra i 50 e i 100 euro sul costo dell’attuale console.

L’azienda ha cercato di anticipare i dazi accumulando scorte negli USA, ma il loro effetto nel medio periodo resta inevitabile. Gli analisti ritengono che Nintendo cercherà di resistere il più a lungo possibile sotto la soglia psicologica dei 500 dollari, anche a costo di ridurre i profitti.

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