Cashback, niente fondi Recovery: cosa può succedere dal primo luglio
Il fatto che non sia rientrato tra le soluzioni finanziabili con i 221 miliardi Ue non implica necessariamente che il destino del cashback sia segnato
di Andrea Carli
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Il “Cashback”, ovvero il programma che consente il rimborso del 10% sull'importo degli acquisti effettuati con carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento in negozi, bar e ristoranti, supermercati e grande distribuzione o per artigiani e professionisti, stando alle ultime bozze circolate avrebbe perso l’appuntamento con il treno del piano italiano per il Next Generation Eu da 221 miliardi, che entro il 30 aprile sarà inviato alla Commissione europea (domani, 24 aprile, ci sarà sul tema un primo Consiglio dei ministri). Il finanziamento del cashback rientrava invece nelle bozze del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) del Conte 2. Con lo stop a fine anno dei pensionamenti anticipati con almeno 62 anni d'età e 38 di contributi (sistema quota 100), la “scomparsa” del cashback è una delle principali novità delle versioni del documento.
A questo punto si tratta di capire quale potrebbe essere il futuro di questo programma anti evasione, fortemente voluto dall’esecutivo precedente, fino a diventarne una bandiera (per questo motivo nella maggioranza attuale sono solo i Cinque Stelle a difenderlo con convinzione).
Il fatto che non sia rientrato tra le soluzioni finanziabili con i miliardi Ue non implica necessariamente che il destino del cashback sia “segnato”. Il Governo potrebbe infatti decidere di recuperare comunque i quasi cinque miliardi necessari per la copertura della misura, ricorrendo a fondi nazionali. Allo stesso modo, l’esecutivo potrebbe giungere alla conclusione che, senza poter contare sulle risorse europee, risulti più conveniente far cadere l’operazione già alla prima scadenza, a luglio. Nel caso decidesse di mantenere in vita il programma, la prossima legge di Bilancio potrebbe fare da cornice a un eventuale restyling.
Per ora il programma non si ferma (scadrà a fine giugno 2022)
Intanto il programma resta comunque attivo e al momento, secondo quanto si apprende, si stanno solo valutando dei correttivi per evitare un utilizzo improprio, in particolare dei micropagamenti, per “scalare” le classifiche e entrare nella fascia dei primi 100mila che utilizzano di più le carte e che beneficeranno del “Super Cashback” da 1.500 euro ogni sei mesi. Il Cashback si articola in quattro periodi. Il primo periodo sperimentale, detto “Extra Cashback di Natale”, è iniziato l'8 dicembre e si è concluso il 31 dicembre 2020. A febbraio, i partecipanti al programma hanno ricevuto i rimborsi.
A partire dal 1° gennaio, sono previsti tre periodi della durata di sei mesi ciascuno, ovvero: dal 1 gennaio al 30 giugno (primo semestre), dal 1 luglio al 31 dicembre 2021 (secondo) e dal primo gennaio 2022 al 30 giugno dell'anno prossimo (terzo semestre).







