Nft, metaverso e mondo del travel: come compreremo le vacanze con criptovalute
Per il momento i token non fungibili sono un modo per conquistare e fidelizzare i clienti. Ma in prospettiva potranno contribuire al business nel Web 3.0
di Gianni Rusconi
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I punti chiave
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Comprare un soggiorno con i token non fungibili è possibile. Ed è altrettanto possibile, almeno dal punto di vista tecnologico, poter fidelizzare i propri clienti “regalando” loro Nft per entrare a far parte di una selezionata community alla quale gli operatori del travel rivolgono campagne di comunicazione mirate, utilizzando l'indirizzo Ethereum degli utenti.
Non è uno scenario da fantascienza quello che abbiamo appena descritto, ma la sintesi di una delle innovazioni che potrebbe cambiare le modalità con le quali si acquistano viaggi e pacchetti vacanza.
Di questo è assolutamente convinto Luca De Giglio, Founder di Trips Community.com, la società che ha collaborato con Gruppo Alpitour per organizzare lo scorso agosto l'asta con in palio una notte in esclusiva all'hotel Ca' di Dio di Venezia della catena di lusso VRetreats (prima dell'apertura al pubblico avvenuta il 27 dello stesso mese), asta che si è svolta attraverso OpenSea, il più grande marketplace di Nft al mondo.
«Il punto di svolta per superare le criticità legate all'integrazione dei pagamenti in criptovaluta nelle piattaforme servizi turistici – spiega – dipende dalle strategie dei principali circuiti di carte di credito: quando Visa, Mastercard e via dicendo supporteranno le valute digitali così come oggi supportano quelle tradizionali, gli Nft diventeranno una risorsa per gli operatori del travel».
Il grande salto in avanti, insomma, è di là da venire. Oggi si fa sperimentazione e la certezza di chi prova a sperimentare in questo campo è che cambierà (e sta già cambiando del resto) il punto di contatto fisico con il consumatore.





