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Netanyahu: Trump determinato sul suo piano per Gaza. Germania, Scholz: Merz con Afd ha violato tabù. La replica: ci separano mondi

Il primo ministro israeliano: «Piano Usa su Gaza molto buono, idea nuova»

 Benjamin Netanyahu
  • Merz: nessuna collaborazione con Afd, ci separano mondi

    “Non lo faremo. Ci dividono dei mondi. Per quel che riguarda l’Europa, la Nato, l’euro, la Russia, l’America. Non ci sono punti in comune fra Cdu e Afd”. Lo ha detto il leader della Cdu Friedrich Merz, assicurando che la Cdu non collaborerà in alcuna forma con l’ultradestra di Afd, nel corso del duello col cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz in onda stasera su Ard e Zdf in vista del voto del 23 febbraio in Germania.

  • Scholz: Merz con Afd ha violato un tabù, può farlo di nuovo

    Olaf Scholz è preoccupato che la Cdu possa di nuovo fare asse con l’ultradestra: “Questa è la mia preoccupazione, sul serio”, ha detto il cancelliere socialdemocratico tedesco, nel corso del duello in tv con il leader della Cdu Friedrich Merz, in onda stasera su Ard e Zdf in vista del voto del 23 febbraio in Germania. Nei giorni scorsi è avvenuta “la violazione di un tabù e della sua parola. E non si sa cosa può succedere di nuovo nel futuro se le cose diventano difficili”, ha aggiunto. Anche alle rassicurazioni di Merz, Scholz ha affermato di non poter più credere a Merz su questo punto.

  • Netanyahu: Trump determinato sul suo piano per Gaza

    Benyamin Netanyahu ha dichiarato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è “determinato” a realizzare il suo piano per Gaza, definendolo “rivoluzionario”. Il primo ministro israeliano, rientrato in Israele da Washington, ha affermato di aver ottenuto “risultati straordinari” nei colloqui con Trump.

  • Haaretz: Netanyahu è pronto a sabotare la tregua a Gaza

    Il premier israeliano Benyamin Netanyahu intende sabotare l’accordo sul cessate il fuoco a Gaza: lo sostiene Haaretz citando alcune fonti che hanno ribadito che la delegazione israeliana in Qatar non porterà avanti la fase due dell’intesa. “È uno show - ha detto una fonte -, Netanyahu sta segnalando molto chiaramente che non vuole passare alla fase successiva. Sta inviando una squadra senza mandato e senza la capacità di fare nulla”. La stessa fonte ritiene che le immagini degli ostaggi liberati abbiano danneggiato significativamente Netanyahu nei sondaggi. “Gli elettori di destra vedono che non abbiamo sconfitto Hamas e i suoi miliziani stanno ancora girando con le armi. I cartelli sui palchi a Gaza prendono in giro Netanyahu e fanno riferimento al suo slogan ’vittoria totale’”, ha detto ancora la fonte, secondo cui “Netanyahu sa che non ha un governo se procede con l’accordo”. Un’altra fonte ha avvertito che la condotta del premier potrebbe mettere a repentaglio anche la fase in corso dell’intesa. “Il processo sta funzionando, gli ostaggi vengono rilasciati, ma Hamas lo sta facendo con l’aspettativa di una seconda fase che porti a un cessate il fuoco (completo) e al ritiro israeliano da Gaza. Una volta che Hamas si renderà conto che non ci sarà una seconda fase, potrebbe non completare la prima”, ha osservato la fonte.

    “Quelli di Hamas non sono stupidi. Vedono la politicizzazione dei negoziati, la nomina dei fedelissimi di Netanyahu Ron Dermer e Gal Hirsch e le dichiarazioni di Smotrich e di altri ministri di destra che minacciano di rovesciare il governo. Capiranno dove sta andando”. Ieri un alto funzionario israeliano aveva già chiarito che il team israeliano a Doha avrebbe discusso solo di “dettagli tecnici”. Funzionari israeliani hanno rifiutato di specificare cosa comportano questi dettagli.

  • Musk: chiudiamo Radio Free Europe e Voice of America

    “Sì, chiudiamo” Radio Free Europe e Voice of America. Lo afferma Elon Musk rispondendo a un post su X in cui si afferma che le due radio sono pagate dai contribuenti americani. “Sì, chiudiamole. L’Europa è libera ora (senza contare la soffocante burocrazia). Nessuno le ascolta più. E sono solo pazzi estremisti di sinistra che parlano fra di loro mentre bruciano un miliardo di dollari l’anno dei soldi dei contribuenti americani”, afferma Musk, impegnato in prima linea nel tagliare gli sprechi delle spese pubbliche.

  • Accoltellamenti alla cieca e paura a Dublino, i feriti sono 3

    E’ stato ridimensionato a tre feriti non gravi il bilancio di un attacco a coltellate compiuto oggi a Dublino nei dintorni di un caseggiato del quartiere di Stoneybatter. Lo precisano fonti della Gardaì, la polizia della Repubblica d’Irlanda, citate dall’Irish Times e da altri media locali o britannici. Gli investigatori escludono per ora che l’accaduto possa avere a che fare con una matrice terroristica e che vi siano pericoli ulteriori per la collettività, pur avendo evocato nell’immediatezza “un incidente serio”. Il presunto aggressore è stato arrestato poco dopo l’allarme da alcuni agenti, che lo hanno bloccato e immobilizzato in una piazza, Manor Square, mentre si allontanava in apparente stato d’inconsapevolezza. Al momento le autorità non hanno rivelato la sua identità, né le sue origini, secondo le abituali regole d’iniziale riserbo investigativo stretto osservate nella procedura anglosassone e irlandese.

  • Libia, i corpi di 28 migranti trovati in una fossa comune

    I corpi di 28 migranti di origine subsahariana sono stati trovati in una fossa comune in Libia. Lo fanno sapere fonti ufficiali. Le autorità libiche hanno scoperto la fossa comune nel distretto sud-orientale di Kufra, vicino a un sito dove sarebbero stati detenuti e torturati, ha dichiarato domenica l’ufficio del procuratore generale libico. La fossa è stata trovata dopo un’operazione contro il traffico di esseri umani, durante la quale le autorità hanno liberato 76 migranti subsahariani che erano stati arrestati e torturati. Secondo la dichiarazione, l’operazione si è svolta nella tarda serata di sabato.

  • Diverse persone accoltellate a Dublino, arrestato un uomo. La polizia: non è terrorismo

    Diverse persone sono state accoltellate a Dublino, dove la polizia ha arrestato un uomo. Lo riferiscono i media locali. La polizia irlandese ha dichiarato che “non ci sono motivi per ritenere” che gli accoltellamenti siano un episodio di terrorismo: lo si legge sull’Irish Times. Sono almeno quattro le persone ferite nel quartiere di Stoneybatter dall’uomo che è stato poi arrestato in Manor Square da vari agenti che dalle auto gli sono saltati addosso, immobilizzandolo. L’uomo fermato “continuava a urlare di lasciarlo stare. Era terrorizzato, come se non si aspettasse di essere bloccato”, ha raccontato un testimone dell’arresto al giornale. Di lui non si sa ancora nulla. La polizia ha dichiarato che i rischi per la popolazione sono cessati.

  • Media: Netanyahu convocherà il gabinetto di sicurezza martedì

    Il premier israeliano Benyamin Netanyahu convocherà il suo gabinetto di sicurezza martedì. Lo scrive il Times of Israel citando un assistente di uno dei ministri israeliani. Il gabinetto al completo dovrebbe invece riunirsi più tardi oggi, aggiunge il portale online. Gli incontri giungono in concomitanza con i colloqui di medio livello in corso a Doha, che i media ebraici hanno riferito non essere incentrati sulla seconda fase dell’accordo del cessate il fuoco. Secondo quanto riferito ieri dai media, il premier non avrebbe infatti concesso alla delegazione di Doha un mandato per discutere la seconda fase dell’accordo fino a quando non avesse convocato il suo gabinetto di sicurezza.

  • Netanyahu è rientrato in Israele da Washington

    Benyamin Netanyahu è rientrato in Israele dopo una visita di una settimana a Washington. Il premier - riferisce il Times of Israel - è atterrato all’aeroporto Ben Gurion con ’l’Ala di Sion’, l’aereo governativo israeliano. Con lui sul volo c’erano sua moglie Sara e i suoi principali consiglieri.

    Benjamin Netanyahu

  • Media, 3 morti a Gaza dopo tentativo di avvicinamento a Israele

    I media palestinesi, rilanciati da quelli israeliani, riferiscono che tre persone sono state uccise dal fuoco dell’Idf a est di Gaza City, dove apparentemente decine di persone si sono avvicinate al confine e le truppe hanno aperto il fuoco per disperderli. In un episodio separato, una donna palestinese sarebbe stata uccisa a est del sobborgo di Al-Qarara a Khan Yunis, nel sud di Gaza. L’Idf - ricorda il Times of Israel - ha messo in guardia i palestinesi dall’avvicinarsi al confine israeliano e alla zona cuscinetto all’interno di Gaza dove sono schierate le truppe.

  • Fonti Ue: l’Europa non può essere tagliata fuori su Kiev

    L’Europa “non può essere tagliata fuori” dai negoziati di pace sulla guerra in Ucraina perché “qualsiasi accordo funziona solo con l’Europa”. Lo dice all’ANSA un alto funzionario Ue commentando i contatti tra Donald Trump e Vladimir Putin di cui ha parlato il presidente Usa. “Anche l’Europa e gli Stati Uniti stanno parlando e questa settimana avranno ampie opportunità di confronto, incluso alla conferenza di Monaco”, precisa.

    L’incontro tra il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky avvenuto ieri, 8 febbraio, in Ucraina (EPA)

  • Idf spara a palestinesi che si avvicinavano al confine di Gaza

    L’Idf ha fatto sapere che le truppe israeliane hanno aperto il fuoco su un gruppo di palestinesi che si erano avvicinati al confine nella parte settentrionale della Striscia di Gaza, vicino alla comunità di Nahal Oz. I palestinesi sono arrivati a poche centinaia di metri dalle truppe, che sono stanziate in una zona cuscinetto. I militari si sono messi in movimento con i loro veicoli e hanno sparato colpi di avvertimento. Di conseguenza, diversi sospetti sono stati colpiti e il gruppo si è ritirato, riferisce l’esercito, citato dal Times of Israel.

  • Baltico, Media russi: petroliera affonda nel Golfo di Finlandia

    Una petroliera sta affondando nel Golfo di Finlandia al largo di Laukaansuu, riportano i media russi Fontanka (locale) e Tass. La petroliera Koala, che trasporta un carico di olio combustibile, sta affondando nel porto di Ust-Luga, nella regione di Leningrado, dice Fontanka.

    Secondo Fontanka, l’equipaggio della petroliera Koala è stato evacuato a riva. Il Ministero russo per le Emergenze aveva precedentemente ricevuto un avviso riguardante tre esplosioni.

    Il governatore della regione di Leningrado, Alexander Drozdenko, afferma che non vi è alcun rischio di fuoriuscita di petrolio.

  • Ucraina, attacco russo su regione di Kherson, ferito anche 11enne

    Le truppe russe bombardano nuovamente la regione di Kherson. Si conoscono cinque vittime, tra cui un bambino e un agente di polizia con un cane da assistenza. Lo ha riferito la polizia della regione di Kherson. Fin dalla mattina, gli occupanti hanno aperto il fuoco con numerosi lanciarazzi sul quartiere centrale di Kherson. Due donne, di 33 e 57 anni, e un bambino di 11 anni sono rimasti feriti nei bombardamenti. Tutti presentano ferite, contusioni e reazioni acute da stress. L’esercito ucraino ha dichiarato domenica di aver abbattuto 70 dei 151 droni lanciati dalla Russia per attaccare il Paese durante la notte. L’aeronautica militare ucraina ha affermato in una nota che 74 droni non hanno raggiunto i loro obiettivi, probabilmente in seguito alla guerra elettronica, e due erano ancora in volo.-Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che questa settimana la Russia ha lanciato contro l’Ucraina 1.260 bombe, circa 750 droni e più di 10 missili di vario tipo.

  • Iran, «piano Trump su sfollamento palestinesi grave minaccia»

    Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per lo sfollamento dei palestinesi da Gaza è “una grave minaccia per la sicurezza e la stabilità regionale”. In una conversazione telefonica con il suo omologo egiziano Badr Abdelatty, Araghchi ha aggiunto che il piano è in linea con il complotto per l’annientamento della Palestina attraverso il colonialismo. Secondo l’Irna, ha anche chiesto di tenere una riunione straordinaria dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) per discutere e prendere una decisione sulla questione. “Gli Stati islamici dovrebbero assumere una posizione unita e ferma a questo proposito”, ha aggiunto.

  • Egitto convoca per il 27 summit Paesi arabi di emergenza su piano Gaza di Trump

    L’Egitto convoca per il 27 di questo mese un summit di emergenza sui “recenti gravi sviluppi” riguardanti la questione palestinese, ha reso noto il ministero degli Esteri al Cairo. L’annuncio viene fatto dopo “intense consultazioni condotte negli ultimi giorni dell’Egitto ai più alti livelli con i Paesi arabi, inclusa la Palestina che ha richiesto il summit, per discutere dei recenti gravi sviluppi sulla causa palestinese”. Tali consultazioni si sono svolte in coordinamento con il Baharain che presiede in questo momento la Lega araba. Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha avuto contatti venerdì con i partner regionali, fra cui Giordania, Arabia saudita ed Emirati arabi uniti per consolidare l’opposione al trasferimento dei palestinesi dalle loro terre.

    Guerra Israele-Hamas, le immagini del 9 febbraio

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  • Cremlino non conferma né smentisce telefonata Trump-Putin

    Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto di non poter né confermare né smentire una telefonata tra i presidenti russo Vladimir Putin e americano Donald Trump, di cui parla il New York Post. Tra gli Usa e la Russia, ha detto Peskov al quotidiano filogovernativo Izvestia, ci sono “comunicazioni condotte attraverso diversi canali, e sullo sfondo della molteplicità di queste comunicazioni, io personalmente potrei non essere a conoscenza di qualcosa”.

    Ucraina, 1.076° giorno di guerra

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  • Iran, «non negozieremo sotto pressione sul nucleare»

    Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che Teheran non negozierà sotto pressione sulla questione del nucleare, sottolineando che i negoziati dovrebbero essere condotti con saggezza e che l’Iran non permetterà il ripetersi del mancato rispetto dell’accordo del 2015 da parte degli Stati Uniti. Lo riporta Mehr. Parlando ad una cerimonia, Araghchi ha inoltre sottolineato la necessità di una chiara comprensione dell’attuale panorama geopolitico, delineando due strategie essenziali per affrontare le sanzioni: negoziare e impegnarsi con i partner internazionali per rimuoverle e neutralizzarne l’impatto attraverso l’autosufficienza e le iniziative interne.

  • Trump a NYPost: «Parlato con Putin, vuole finire la guerra»

    Il presidente Usa Donald Trump ha detto di aver parlato al telefono con il leader russo Vladimir Putin per cercare di negoziare la fine della guerra in Ucraina. Lo ha dichiarato al New York Post in un’intervista esclusiva a bordo dell’Air Force One. «Meglio non dirlo», ha risposto Trump quando gli è stato chiesto quante volte i due leader si fossero parlati. E - secondo la testata - Trump crede che a Putin “importi” delle uccisioni sul campo di battaglia. Dice: «Vuole vedere la gente smettere di morire. Tutti quei morti. Giovani, persone bellissime. Sono come i tuoi figli, due milioni di loro... e senza motivo».

    Ha aggiunto Trump che la guerra “non ci sarebbe mai stata” se lui fosse stato presidente nel 2022. “Ho sempre avuto un buon rapporto con Putin”, ha poi sottolineato, a differenza del suo predecessore: “Biden è stato un imbarazzo per la nostra nazione. Un completo imbarazzo”. Trump ha quindi affermato di avere un piano concreto per porre fine alla guerra. “Spero che sia veloce. Ogni giorno la gente muore. Questa guerra è così brutta in Ucraina. Voglio porre fine a questa dannata cosa”. Rivolgendosi al Consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, che lo ha raggiunto nel suo studio a bordo dell’Air Force One, il presidente ha affermato: “Facciamo partire questi incontri. Vogliono incontrarsi. Ogni giorno muoiono persone. Giovani soldati belli vengono uccisi. Giovani uomini, come i miei figli. Da entrambe le parti. Su tutto il campo di battaglia”.

  • Trump: «Meglio accordo con Iran che bombardarlo a più non posso»

    Il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha affermato che preferirebbe raggiungere un accordo con l’Iran piuttosto che «bombardarlo a più non posso», aggiungendo che Israele non avrebbe effettuato un attacco se si raggiungesse un accordo. «Vorrei che si facesse un accordo con l’Iran sul non-nucleare. Preferirei questo piuttosto che bombardarlo a più non posso», dice al New York Post in un’intervista intitolata «Don of a New Age». «Non vogliono morire. Nessuno vuole morire», dice. «Se facessimo l’accordo, Israele non li bombarderebbe», afferma.

  • Trump «purga» il Kennedy Center e si proclama presidente

    Donald Trump si proclama presidente del Kennedy Center, infliggendo un nuovo colpo alle istituzioni di Washington che ha deciso di smantellare insieme al first buddy Elon Musk. In una mossa a sorpresa, il presidente ha azzerato i vertici dell’istituto culturale e ne ha assunto la guida entrando a gamba tesa in uno dei simboli della cultura americana, accusato di promuovere tendenze ’woke’ con i suoi spettacoli, quali lo show di drag queen consentito lo scorso anno. Trump ha un contenzioso aperto con il Kennedy Center fin dal suo primo mandato, quando non si presentò alla consegna dei premi annuali perché alcuni membri dell’istituto lo avevano criticato. «Renderemo il Kennedy Center di nuovo grande. Ho messo fine» ai mandati di «alcuni dei membri del Board of Trustees, incluso il presidente, perché non condividono la nostra visione di un’età dell’oro per le arti e la cultura”» ha annunciato il presidente sul suo social Truth, vendicandosi così delle critiche ricevute in passato.

  • Netanyahu: «Piano Trump su Gaza molto buono, idea nuova»

    Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu definisce il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di trasferire i palestinesi da Gaza «molto buono, la prima idea nuova da anni». «Ha il potenziale per cambiare tutto a Gaza», afferma Netanyahu in un’intervista rilasciata a Fox News prima del suo rientro da Washington. «Non è uno sfratto forzato, né una pulizia etnica. Tutti parlano di Gaza come di una prigione a cielo aperto, e allora perché tenere questa gente in prigione? I cittadini di Gaza potranno tornare nelle loro case dopo la ricostruzione, a patto che rinneghino il terrorismo».

    Leggi anche Il piano Trump per Gaza: la Striscia una Riviera sotto il controllo Usa, palestinesi altrove

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