Dibattito aperto

«Nessuna carenza di farmaci»: da Farmindustria ai distributori l’altolà sul rischio allarmismi

Quadro internazionale “complesso” ma secondo le aziende di medicinali “branded” grazie al Tavolo tecnico sugli approvvigionamenti presso il ministero si potrà evitare criticità nelle forniture. E intanto il titolare degli Esteri Tajani incontra il Commissario Ue per la Salute

di Redazione Salute

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«Le evidenze emerse dal Tavolo tecnico sull’approvvigionamento dei farmaci sul territorio nazionale confermano che, allo stato attuale, in Italia non si registrano emergenze relative a carenze. Un dato che testimonia l’efficacia del lavoro congiunto tra istituzioni e filiera». Così il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, ha affidato a una nota il commento sull’esito dell’incontro al ministero della Salute, organizzato dal sottosegretario Marcello Gemmato proprio per fare il punto sulla disponibilità di medicinali. A Cattani hanno fatto eco Federfarma e i distributori di medicinali di Federfarma Servizi, che come Gemmato così “gettano acqua sul fuoco” di chi manifesta preoccupazioni. Campanelli d’allarme non da poco, suonati dai produttori di farmaci generici ed equivalenti aderenti a Egualia tanto che il presidente Riccardo Zagaria è arrivato a dichiarare a Radiocor-Il Sole24Ore che «il 41% delle nostre aziende dispone di scorte per sole 8-10 settimane». La questione delle ricadute della crisi dello Stretto di Hormuz è intanto anche all’attenzione del ministro degli esteri Antonio Tajani, che proprio all’indomani del Tavolo presso la Salute ha incontrato il Commissario europeo per la Salute, Olivér Várhelyi.

I riflettori della Farnesina

“L’incontro - come ha spiegato la Farnesina in una nota - si è focalizzato sulle conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz sugli scambi commerciali di settore, sulle sfide per il settore farmaceutico legate ai dazi e sui controlli fitosanitari sui prodotti importati nell’Ue da Paesi terzi. Tajani ha sottolineato come il settore farmaceutico sia un motore fondamentale dell’export italiano, esprimendo preoccupazione per l’impatto della crisi di Hormuz sulle esportazioni, in particolare verso i mercati del Golfo, una destinazione importante per i nostri prodotti farmaceutici. Nel 2025, l’Italia ha esportato nel complesso farmaceutici per un valore di 69,2 miliardi di euro (+28,5% sul 2024), pari al 10,8% dell’export nazionale. Il nostro Paese si colloca al 7° posto tra i principali paesi esportatori al mondo nel settore.

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Tajani e Várhelyi hanno poi discusso delle possibili misure Ue di fronte alle sfide logistiche causate dal blocco di Hormuz, “con un’addizionale riduzione della capacità di trasporto aereo stimata tra il 4% e il 12%, che incide sulle catene di approvvigionamento del farmaceutico e sui tempi di consegna, sui costi e sulla prevedibilità”, è l’avviso.

La voce di Farmindustria

«Il quadro internazionale – aveva dichiarato intanto il presidente di Farmindustria Cattani - resta molto complesso e caratterizzato da forti pressioni sui costi energetici, logistici, delle materie prime e dei principi attivi. Apprezziamo l’azione del Governo nel monitoraggio costante della situazione e crediamo che il Tavolo tecnico rappresenti uno strumento fondamentale di confronto e prevenzione. Grazie a questo coordinamento potremo evitare il determinarsi di criticità nelle forniture e affrontare in una logica di sistema anche il tema della sostenibilità industriale della produzione, che può incidere sulla disponibilità di alcuni farmaci, con la consueta attenzione nel garantire l’accesso alle cure e all’innovazione a tutti i cittadini».

Per questo «diventa sempre più importante – chiosava - rafforzare gli investimenti in Europa e ridurre la dipendenza da aree extra Ue, proseguendo nel lavoro già avviato anche nell’ambito dell’iter del Testo unico. Continueremo a collaborare con il Governo e a mettere in campo ogni sforzo per individuare soluzioni condivise che consentano di preservare l’equilibrio del sistema».

Farmacisti in campo

Dal canto loro i farmacisti rilanciano sulla capacità dell’intera categoria di “far fronte” a eventuali indisponibilità di medicinali. Se il 95%, come riportato dall’ultimo Rapporto sulla farmacia pubblicato da Cittadinanzattiva, hanno sperimentato negli ultimi dodici mesi carenze o indisponibilità di farmaci, a dimostrazione di una “condizione ricorrente nella filiera farmaceutica, con impatti sia sul sistema sanitario sia sulla pratica quotidiana delle farmacie”, le soluzioni si trovano sempre. Come «proporre la sostituzione del farmaco prescritto ma carente con uno equivalente o generico, che ha la stessa efficacia e lo stesso principio attivo pur essendo “no logo” - aveva spiega Marco Cossolo, presidente di Federfarma -. Possono inoltre verificare la disponibilità presso altri distributori o farmacie e segnalarne la carenza al medico, che può modificare la terapia. O ancora possono allestire medicinali galenici nei loro laboratori e infine monitorare e gestire le scorte dei farmaci disponibili, segnalando le carenze».

Ancora: Gianni Petrosillo presidente di Federfarma Sunifar (sindacato unitario dei farmacisti rurali), è intervenuto per sottolineare «l’importanza del ruolo delle farmacie nella prassi della gestione delle carenze, con confronti con il medico curante per l’adozione delle migliori soluzioni alternative», sottolineando l’opportunità di «rendere più flessibili le regole sulla sostituzione per garantire continuità assistenziale».

Distributori “ingaggiati”

A chiudere il cerchio, i distributori di medicinali: «Grande sensibilità ed efficacia operativa del ministero della Salute nel voler monitorare le criticità legate all’attuale situazione geopolitica internazionale, riunendo il Tavolo tecnico sull’approvvigionamento dei farmaci», è il punto di vista di Antonello Mirone, Presidente di Federfarma Servizi, convocata insieme alle altre sigle della filiera al Tavolo tecnico presso il ministero. «Dopo il saluto del ministro Orazio Schillaci, il sottosegretario Gemmato ha sottolineato la necessità di un costante aggiornamento con tutti gli attori della filiera e con l’Aifa, che al momento non registra anomalie rispetto alle carenze ordinariamente presenti sul mercato», ha sottolineato Mirone in una nota. In cui si legge che “anche le rappresentanze della filiera hanno confermato un quadro sostanzialmente stabile, pur segnalando alcune preoccupazioni legate all’aumento dei costi di principi attivi, dei materiali di confezionamento, dei costi energetici e logistici”.

Mirone ha infine rimarcato di avere ricordato al Tavolo Gemmato «l’impegno delle aziende di Federfarma Servizi a non esportare farmaci per assicurarne ogni giorno la disponibilità alle farmacie e ai bisogni di salute dei territori», manifestando l’opportunità che «anche e soprattutto nel caso di eventuali carenze, la Distribuzione Intermedia svolga il suo ruolo fondamentale di ponte tra la produzione e la dispensazione, così da garantire un’equa distribuzione dei medicinali nelle farmacie di tutti i territori».

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