Tanto rumore per nulla. Almeno per ora. La sentenza con cui la Corte Ue ha sostanzialmente affermato che un veicolo deve essere coperto da assicurazione Rc auto anche quando è fermo in area privata (causa C-80/17, si veda Il Sole 24 Ore del 5 settembre) non avrà alcun effetto in Italia. Ma in futuro la normativa italiana potrebbe cambiare, creando problemi a chi oggi cerca di risparmiare stipulando polizze temporanee o sfruttando l’attuale possibilità di sospendere la copertura per i periodi nei quali si sa che il mezzo non sarà utilizzato.
La sentenza della Corte Ue si riferiva a una vicenda avvenuta in Portogallo, nella quale un figlio aveva utilizzato su strada la vettura della madre, che ne era all’oscuro. Per capire qual è il reale impatto in Italia dei princìpi affermati dagli eurogiudici, occorre distinguere le due parti in cui la pronuncia può essere divisa.
La prima è l’interpretazione della direttiva europea 2009/103 sull’obbligo di Rc auto. Essa va nel senso che è necessario stipulare una copertura in tutti i casi nei quali un veicolo immatricolato in uno Stato membro sia «idoneo a circolare» , a prescindere dal fatto che venga lasciato in un’area privata.
La seconda parte è la conseguenza di questa interpretazione: quando un veicolo senza polizza ma comunque idoneo a circolare viene lasciato in uno spazio privato e poi messo su strada all’insaputa del proprietario causando un incidente, l’obbligo di risarcire il danno non è del solo conducente, ma anche (in solido) del proprietario stesso, se persona diversa.
Quest’ultima parte non ha alcun impatto sul sistema italiano: già oggi il Fondo di garanzia per le vittime della strada, che interviene a risarcire i danni per sinistri causati da veicoli non assicurati, poi si rivale sia sul conducente sia sul proprietario (si veda anche l’articolo qui sotto). Tranne che quest’ultimo dimostri che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà, cioè di aver frapposto ostacoli effettivi all’utilizzo del veicolo (per esempio, chiudendo tutte le serrature e custodendo in un luogo sicuro le chiavi e gli eventuali telecomandi).