Pensioni, nelle tabelle della Ragioneria tre mesi in più dal 2027. Giorgetti: sterilizzare l’adeguamento
L’aggiornamento del rapporto 2024 di Rgs sulle tendenze di medio periodo del sistema pensionistico conferma che la soglia di vecchiaia dovrebbe salire a a 67 anni e tre mesi e quella per «l’anticipo» con i soli versamenti contributivi a 43 anni e un mese per gli uomini e «42+1» per le donne. Nel 2029 l’asticella dovrebbe salire di altri due mesi. Ma il ministro frena: nessuna decreto fino a decisione politica, il mio orientamento è sterilizzare queste forme di aumento»
di Marco Rogari
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Dal 2027 una soglia più alta di tre mesi per il pensionamento di vecchiaia e per l’uscita anticipata con i soli contributi versati, a prescindere dall’età anagrafica. Che sale ulteriormente di due mesi dal 2029. Le tabelle aggiornate della Ragioneria generale dello Stato sull’adeguamento dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, elaborate sulla base delle “proiezioni Istat”, confermano che l’aggiornamento che, secondo la denuncia della Cgil, sarebbe stato inglobato nei giorni scorsi nei simulatori dell’Inps per poi essere eliminato dopo una veloce manutenzione. Anche se il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, frena: «ci sono dei documenti tecnici, adesso dobbiamo aspettare i dati definitivi che darà l’Istat presumo a marzo. Io ho dato indicazione alla Ragioneria di aspettare con i decreti direttoriali perché la politica giustamente avrà tutto il tempo per fare le sue riflessioni e sterilizzare eventualmente questo aumento». E lo stesso Giorgetti aggiunge: «Il mio orientamento onestamente è di andare verso una sterilizzazione rispetto a queste forme di aumento».
L’aggiornamento delle tabelle della Ragioneria
La Ragioneria ha aggiornato il rapporto 2024 sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario tenendo contro delle ultime proiezioni dell’Istat del settembre 2024 e del «quadro macroeconomico sottostante al Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029». Sulla base di questo aggiornamento cambiano anche i requisiti, a normativa vigente, precedentemente indicati per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita.
L’adeguamento tecnico indicato: vecchiaia a 67 anni e 3 mesi e anticipo a 43 anni e un mese
Con l’indicazione tecnica contenuta nel rapporto dal 2027 (la tabella a pag. 112), a normativa vigente tendo conto dello scenario demografico mediano di base dell’Istat, per accedere al trattamento di vecchiaia sarebbero necessari 67 anni e tre mesi (67 anni e cinque mesi nel 2029) e 43 anni un mese di contributi per gli uomini (42 anni e 1 mese per le donne) per uscire anticipatamente senza vincoli anagrafici. Anche in questo caso nel 2029 si dovrebbe salire di altri mesi. Per far far scattare l’eventuale adeguamento dei requisiti è necessario un decreto del ministero dell’Economia, di concerto con quello del Lavoro.
Giorgetti: nessun decreto fino a decisione politica
Il ministro dell’Economia Giorgetti fa però sapere che sull’adeguamento all’aspettativa di vita, e quindi sull’eventuale ritocco dei requisiti di pensionamento, contro il quale si oppone la Lega creando anche tensioni nella maggioranza e che è finito al centro dello scontro Cgil-Inps, non c’è «nessun pasticcio, semplicemente ci sono dei documenti tecnici, adesso dobbiamo aspettare i dati definitivi che darà l’Istat presumo a marzo. Io ho dato indicazione alla Ragioneria - aggiunge il ministro - di aspettare con i decreti direttoriali perché la politica giustamente avrà tutto il tempo per fare le sue riflessioni e sterilizzare eventualmente questo aumento». Un aumento che - ha prosegue il ministro - «è nelle prerogative della politica. Questo è l’andamento che viene certificato dall’Istat e dall’evoluzione demografica ma non c’è e non ci sarà nessun decreto direttoriale finché la politica non si esprimerà e deciderà come comportarsi».
L’ipotesi sterilizzazione dell’adeguamento
Sempre Giorgetti di fatto non esclude la possibilità di sterilizzare l’adeguamento all’aspettativa di vita, come sostanzialmente chiede la Lega (e non solo). «Il mio orientamento onestamente è di andare verso una sterilizzazione rispetto a queste forme di aumento», afferma il ministro.









