Nella Yurta di Peppino o nel letto con Aida
Moltissime le iniziative collaterali, dalla allegra Parata per le strade alla versione elettronica delle opere, al confessionale in cui i personaggi si confidano, coinvolgendo bambini, Rsa e carceri
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Ed è sempre Verdi Street Parade, il 20 dalle 18, la festa in musica nel segno di Falstaff che apre il Festival e il Verdi Off, invadendo le strade della città dal Centro all’Oltretorrente. Oltre mille artisti, ensemble corali, bande, cantanti, attori, danzatori, acrobati e artisti visivi daranno vita a uno spettacolo diffuso, che culminerà nel videomapping sul Palazzo della Pilotta, fino a mezzanotte e mezza, rielaborando in chiave elettronica le trame della Battaglia di Legnano, Aida, Macbeth, Masnadieri.
Ma subito, il giorno dopo alla Galleria San Ludovico, ci addentriamo nel cuore oscuro di Macbeth con Il sonno uccidesti (monito a sé stesso, dopo aver pugnalato il re di Scozia), progetto immersivo visitabile ogni giorno, creato da Damiano Michieletto e da Paolo Fantin. Al centro dello spazio sta Macbeth, figura umana iperrealistica che sembra sprofondare in un abisso di acqua nera, increspata dalle vibrazioni della musica verdiana. L’acqua scura che lo inghiotte è un incubo in continuo movimento, alimentato dalla sua ambizione sconfinata. Sopra di lui, lame di specchi minacciano la caduta del mondo che aveva costruito.
In questo primo weekend possiamo anche passare alle 13 davanti al Teatro Regio e ascoltare il Cucù Verdiano, arie verdiane con i cantanti affacciati dai Fornici, tutti i giorni; e, i più piccoli, entrare nella Yurta di Peppino, la tipica tenda cilindro-conica delle popolazioni kirghize e mongole; per un mese, a Piazzale Picelli nel cuore dell’Oltretorrente, diventa il centro dei laboratori per le scuole, degli spettacoli per bambini e famiglie.
Due progetti, questi, che sono rappresentativi del Verdi Off e vengono ripresi, assieme ad altri, per festeggiare i dieci anni della rassegna, curata da Barbara Minghetti, che ha voluto portare il Festival Verdi fuori dai teatri verso il pubblico, invitando tutti (incluse le Rsa e il carcere) a condividere le emozioni e la passione per Verdi, diffondendo la grandezza dell’uomo e dell’artista, in modo lieve, giocoso e aperto. Da un lato, innovazione, multidisciplinarietà, contemporaneità, attenzione ai giovani e alla creatività emergente e dall’altro, partecipazione, inclusione, accoglienza e cura.
Così ci ritroveremo A letto con Verdi o, più precisamente, con i suoi personaggi. Macbeth, per esempio, lo incontreremo in carne e ossa, uno spettatore alla volta, in camera a tu per tu. E anche la Lady e Violetta, Aida, lo stesso Verdi: ideazione e regia di Aldo Cassano, drammaturgia di Emilio Sala, la Compagnia Animanera ci trasporta attraverso i personaggi e la vita stessa del compositore, dove l’amore viene scandagliato nelle sue pieghe più segrete: dall’ossessione alla gelosia, dall’abbandono alla passione, dal sogno alla realtà.


