Esplosione in un caffè a Mosca, 3 morti e 15 feriti. Nella notte attacco russo su Kiev, 9 morti e 28 feriti
Politico: Pentagono rinuncia a guida Nato su aiuti militari a Kiev
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Un’esplosione si è verificata vicino a un bar all’aperto in Piazza Kudrinskaya, nel centro di Mosca, provocando tre morti e 15 feriti. Lo riporta la Tass. “Gli agenti della Direzione Generale del Ministero degli Interni della Russia per Mosca stanno lavorando sul luogo dell’incidente, vicino all’edificio 1 in Piazza Kudrinskaya. Secondo le informazioni disponibili, oggi intorno alle 20:10, vicino al bar all’aperto, si è verificata un’esplosione che ha provocato tre morti e 15 feriti di varia gravità”, ha dichiarato l’ufficio stampa senza precisarne le cause.
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La notte di attacchi su Kiev
È di 9 morti e 28 feriti, tra cui anche quattro bambini, il bilancio dell’attacco missilistico russo lanciato su Kiev. Lo rende noto il sindaco di Kiev Vitali Klitschko, spiegando che sono 17 i feriti più gravi. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ucraina Rbc-Ukraine sono stati registrati decessi nei distretti di Solomyansky, Golosiivsky, Darnytsky, Shevchenkivsky e Pechersky, e in diverse zone della capitale si sono verificati blackout.
Mosca: «Obiettivi militari»
Il ministero della Difesa di Mosca ha affermato che il «massiccio attacco» lanciato la scorsa notte sull’Ucraina, con l’impiego di missili e droni, ha preso di mira «impianti del complesso militare-industriale e centri logistici ucraini nella città di Kiev e nella regione di Kiev». Tali centri, aggiunge il ministero sul suo canale Telegram, sono «coinvolti nella produzione, stoccaggio e trasporto di armi missilistiche di vario tipo, droni, stazioni radar e sistemi di guerra elettronica».
Politico: Pentagono rinuncia a guida Nato su aiuti militari a Kiev
Intanto, secondo quanto scrive Politico, citando alcune fonti, il Pentagono sta rinunciando alla guida del comando Nato che coordina gli aiuti militari all’Ucraina. Secondo le fonti, la mossa segnala il disimpegno americano nei confronti degli alleati più stretti. La gestione del ’Security Assistance Group’ passerà a un altro membro della Nato e questo comporterà che gli Stati Uniti non contribuiranno più a definire l’assetto futuro delle forze ucraine.






