Nell’agenda dei fiscalisti precompilata Iva e rottamazione
I professionisti devono valutare i modelli predisposti dalle Entrate. Già arrivato il picco di richieste per l’adesione alla sanatoria
di Ivan Cimmarusti
3' di lettura
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Modifiche e riforme non sempre centrano l’obiettivo auspicato. Per esempio, c’è la precompilata Iva per i professionisti e le imprese, in via sperimentale per il 2022 e il 2023, che ha appesantito le attività degli studi tributari, tenuti a «correggere e rivedere» i dati riportati dall’agenzia delle Entrate.
Eppure, altre volte, registrano gli addetti ai lavori, ci sono variazioni che invece consentono di migliorare il servizio offerto alla clientela, come il caso dello slittamento dei termini di adesione alla rottamazione quater delle cartelle esattoriali. Senza considerare l’attuazione della riforma della giustizia e del processo tributario, che permetterà ai fiscalisti di affrontare il contenzioso davanti a giudici professionali e altamente specializzati, con inevitabile riflesso positivo sui clienti dello studio.
Temi oggetto di profonda riflessione tra i tributaristi italiani, alle prese con una serie di iniziative legislative – a partire dalla delega fiscale – che potrebbero avere effetto sulla professione. Ne abbiamo parlato con alcune realtà specializzate.
Secondo l’avvocato Pietro Piccone Ferrarotti, equity partner dello studio Gatti, Pavesi, Bianchi, Ludovici (con sedi a Milano, Roma, Londra e Lussemburgo), «l’estensione alla dichiarazione Iva del servizio di precompilazione costituisce un tassello ulteriore del processo di digitalizzazione dei servizi offerti dall’agenzia dell’Entrate e di semplificazione nei rapporti tra fisco e contribuente. Allo stato attuale questa opportunità non incide in modo significativo sul ruolo del professionista, chiamato comunque a verificare la correttezza dei dati a disposizione dell’Agenzia, oltre che ad effettuare valutazioni (interpretative o di opportunità) che non possono essere demandate ad automatismi».
Per l’avvocato Fabrizio Iacuitto, partner di Di Tanno Associati (con sedi a Milano e Roma), con la precompilata Iva il professionista «sarà in ogni caso chiamato a svolgere un ruolo indispensabile per correggere i dati Iva forniti dall’Agenzia, per tenere conto di quelle specificità non gestibili in maniera automatizzata».


